ICT per l’educazione scolastica del secolo XXI
Informazioni sulla performance dell'Italia e di Roma nel campo dell'Istruzione
L'istruzione è fondamentale per sviluppare il massimo potenziale umano di individui e comunità, e, nella società della conoscenza, è un elemento basilare che permette ad un Paese di rispondere efficacemente al primato di conoscenza, apprendimento, ICT, innovazione, capacità dinamiche e globalizzazione. Analizzando una serie di indicatori in questo contesto in relazione alla performance di altre nazioni, l'Italia presenta un quadro di preoccupante arretratezza. Secondo quanto riportato dalla CEC-European Innovation Scoreboard (2005a), ad esempio, la performance italiana è significativamente sotto la media europea nelle categorie dell'istruzione in scienze ed ingegneria: laureati (65 contro 100), istruzione terziaria (53 contro 100), e formazione continua (59 contro 100). L'Italia si avvicina alla media europea solo nell'istruzione giovanile (95 su 100).
La tabella 1 indica in maggiore dettaglio il rendimento negativo dell'Italia nel campo dell'istruzione. Nel 2002, la spesa complessiva per tutti i livelli di istruzione, equivalente al 4,9% del PIL, relega l'Italia in 22° posizione su 29 Paesi, al di sotto della media OCSE del 5,8%, e ancora più lontana dal 7,4% della migliore, l'Islanda. La percentuale della popolazione tra l'età di 25 e 64 anni che ha ottenuto un'istruzione terziaria nel 2003 è del 10,4% un dato che relega l'Italia praticamente in ultima posizione: 29° su 30. La media OCSE è del 24,1%, più del doppio, ed il Canada con il 44% ha una performance quattro volte superiore all'Italia. E' molto indicativo il fatto che questo rendimento non si discosta nemmeno per il gruppo più giovane della popolazione, tra i 25-34 anni, nel cui caso la distanza dalla media OCSE e dal Canada aumenta. Il problema non è dato dalla frequentazione universitaria visto che con il 50% (44% per gli uomini e 57% per le donne), il tasso di iscrizione universitaria in Italia è nella media OCSE. Il vero problema è quel 60% degli iscritti alle università italiane che non completano il proprio corso di laurea: questo è il tasso di "drop-out" più alto di tutti i Paesi OCSE (la media è del 30%).[1]
Non sorprende, quindi, apprendere da Tinagle e Florida (2005) che solo il 14% degli imprenditori e manager (pubblici e privati) italiani hanno conseguito un'educazione terziaria (laurea, diploma o corso di specializzazione non-universitario) e meno della metà (41,4%) ha completato la propria educazione secondaria, un dato piuttosto mediocre per chi è responsabile per la conduzione dell'Italia verso la società della conoscenza.
Questo rendimento quantitativamente insoddisfacente va ad aggiungersi alla classifica, altrettanto deludente, degli indicatori qualitativi relativi al riconoscimento internazionale delle università italiane e della performance degli studenti Italiani nel Programme of International Student Assessment (PISA), il programma per la valutazione degli studenti internazionali. La tabella 1 indica che la classifica delle università italiane nelle classifiche mondiali lascia molto a desiderare. Nella classifica del Times Higher Education (THES) 2006 sulle migliori 200 università al mondo, la prima ed unica università Italiana - l'Università "La Sapienza" di Roma - appare al 197° posto, mentre la classifica della Shanghai Jiao Tong University inserisce l'Università "La Sapienza" di Roma al 100° posto su 100, l'unica università italiana presente (Shanghai Jiao Tong University 2006).
La classifica THES 2006 delle migliori 100 università tecniche indica il Politecnico di Milano l'unica università italiana presente nella 63° posizione, mentre nella classifica delle migliori 100 università scientifiche, l'unica università italiana - l'Università "La Sapienza" di Roma - è al 30 posto, il miglior posizionamento per un'università italiana.
Infine, le graduatorie del Financial Times indicano un solo istituto italiano, la SDA Bocconi, al 27° posto tra le 50 migliori Business School Europee e al 34° posto su 100 programmi full time MBA. Non sorprende quindi che il Nucleo Educazione Confindustria abbia concluso che "il sistema universitario italiano non è oggi competitivo".[2]
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Tabella 1. Performance Relativa dell'Istruzione - Vari indicatori
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Indicatore
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Anno
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Valore
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Posizione
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Riferimento
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Migliore
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Spesa totale per istituti di istruzione ad ogni livello (% PIL) |
2002
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4,9 %
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22/29
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Media OCSE
5,8 %
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Islanda
7,4 %
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Completamento dell'istruzione terziaria tra 25-64 anni (% popolazione di questa età) |
2003
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10,4 %
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29/30
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Media OCSE
24,1%
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Canada
44 %
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Completamento dell'istruzione terziaria tra 25-34 anni (% popolazione di questa età) |
2003
|
12,5 %
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28/30
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Media OCSE
29,5 %
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Canada
52,8 %
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Posizionamento delle Università Italiane in Varie Graduatorie Mondiali
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THES - Migliori 200 Università del Mondo |
2006
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Università di Roma "La Sapienza" |
197
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Solo 1 università
Italiana
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Harvard University
(USA)
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THES - Migliori 100 Università tecniche del Mondo |
2006
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Politecnico di Milano
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63
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Solo 1 dall'Italia
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MIT (USA)
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THES - Migliori 100 Università scientifiche del Mondo |
2006
|
Università di Roma "La Sapienza" |
30
|
Solo 1 dall'Italia
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Cambridge University
(UK)
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Shanghai Jia Tong –Classifica Università del Mondo |
2006
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Univ Roma – La Sapienza
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100/100
(34 in Europa)
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Solo 1 dall'Italia
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Harvard Univ (USA)
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Financial Times – Top 50 Business Schools in Europe |
2005
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SDA Bocconi
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27/50
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Solo 1 dall'Italia
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London Business School
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FT - Top 100 Full-time MBA Programmes |
2006
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SDA Bocconi
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34/100
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Solo 1 dall'Italia
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University of Pennsylvania: Wharton
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Il Programma OCSE per la Valutazione degli Studenti Internazionali
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PISA - Lettura |
2003
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29/40
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Finlandia
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PISA - Matematica |
2003
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30/40
(assieme a Portogallo)
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Hong Kong
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PISA –Scienza |
2003
|
|
27/40
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Finlandia
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PISA – Risoluzione problemi |
2003
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31/40
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Corea
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Fonte, OECD (2006), FT (2006a, 2006b), PISA (2004a, 2004b), Shanghai Jiao Tong University (2006). THES (2006a, 2006b, 2006c)
I gravi problemi che affliggono il sistema scolastico italiano sono recentemente stati affrontati da diversi autori.[3] In questo contesto, il nostro scopo è unicamente dimostrare che la sfida che attende il Paese è sostanziale. La tabella 1 include la classifica OCSE 2003 sulla valutazione degli studenti internazionali. Questa valutazione ha interessato studenti quindicenni (dalle scuole secondarie di 40 Paesi) valutati in base alla propria performance in letteratura, matematica, scienza e risoluzione dei problemi, una delle area di maggiore importanza per le competenze del 21° secolo. I risultati hanno profondamente sconcertato il mondo dell'istruzione italiano dato che la performance degli studenti italiani si colloca nell'ultimo quarto della classifica in ogni categoria: 29° posizione per la letteratura, 30° per la matematica, 27° in scienze e 31° nella risoluzione dei problemi.
Per capovolgere questa situazione, l'Italia avrà bisogno di un forte e determinato sforzo da parte di tutti i settori coinvolti. In caso contrario, l'Italia rischia di non riuscire a gettare le fondamenta necessarie per lo sviluppo di una società della conoscenza proprio nello stadio fondamentale riguardante l'educazione dei giovani. In effetti, il problema appare di larga entità poiché, come indica Vertecchi (2006), in Italia, "quasi due terzi della popolazione tra i 16 ed i 65 anni possono considerarsi a rischio di analfabetismo alto o medio."[4]
Nell'avviarsi verso un'istruzione del 21º secolo e una società della conoscenza inclusiva, l'educazione della popolazione romana rappresenta una grande sfida per il progresso della città. Abbiamo già visto come il dato del 17,1% della popolazione della Provincia di Roma con più di 15 anni e/o con laurea sia un buon dato a livello nazionale, sebbene basso rispetto ai migliori standard internazionali. Un caso simile riguarda il completamento dell'istruzione secondaria da parte dello stesso gruppo. Secondo il Censis (2006) a Roma questo gruppo raggiunge il 41,5% contro il 31,5% nazionale. Questo risultato nel campo dell'istruzione è vicino alla media OCSE del 44% per la popolazione tra i 25 ed i 64 anni (2002). Primeggiano in questa classifica Austria (63%), Germania (60%) e Svizzera (59%).[5]
Roma sta aumentando i propri investimenti nell'istruzione ed è passata da una spesa di € 341 milioni nel 2001 ad € 406 milioni nel 2005, un incremento pari al 19%. In parte, l'investimento è servito per attrezzare le scuole di PC, connettività ed altri dispositivi ICT che danno accesso ai benefici potenziali della società della conoscenza. La tabella 2 mostra i dati relativi ai diversi dispositivi e laboratori ICT disponibili al sistema scolastico romano nel 2003. Il numero totale di PC (desktop e laptop) disponibili nelle 915 scuole di Roma è 26.383, una media di 29 PC per istituto.
D'altro canto, secondo i dati riportati da Roma (2005) il numero totale di studenti tra elementari, medie e licei è di 314.271 unità.[6] Integrando i due dati, anche se probabilmente non si riferiscono allo stesso anno, Roma può contare su un PC ogni 12 studenti. Questo dato è inferiore alla media studente/computer della maggior parte delle città europee come, ad esempio, Stoccolma con 5 studenti per PC (una media che in alcune scuole raggiunge addirittura l'1:1). [7]
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Tabella 2. Selezione di Dispositivi e Laboratori ICT nelle Scuole Romane
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Dispositivi ICT (selezione) nelle Scuole Romane
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N. Scuole
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Desktop
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Laptop
|
Totale PC
|
Video-conf.
|
Webcam
|
Antenna parabolica
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|
915
|
25.661
|
722
|
26.383
|
62
|
511
|
35
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Laboratori ICT (selezione) nelle Scuole Romane
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Tipo di laboratorio
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N. laboratori
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Cablato
|
%
|
Internet
|
%
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Multimedia ICT
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1.925
|
1.371
|
71
|
1.545
|
80
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Multimedia Linguistica
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132
|
95
|
72
|
96
|
73
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La tabella 2 indica che le scuole della Capitale hanno installato 62 sistemi di video conferenza, 511 webcam e 352 antenne paraboliche. Inoltre, la maggior parte delle scuole è dotata di laboratori ICT e linguistico-multimediali. Il numero totale di laboratori ICT (1.925) rivela una media di 2 laboratori per scuola, mentre vi sono un totale di 132 laboratori linguistico-multimediali. La connettività di questi laboratori è alta: oltre l'80% è connesso ad Internet ed il 71% è cablato. Il 70% dei laboratori linguistico-multimediali ha accesso a Internet o connettività via cavo.
I dati di un'indagine del Ministero dell'Istruzione sul sistema scolastico dell'Italia centrale[8], che include la Capitale, la Regione Lazio ed altre regioni (Marche ed Umbria) fornisce un quadro più dettagliato della situazione romana. L'indagine ha interessato scuole primarie, medie e superiori. Una selezione dei risultati è indicata nella Tabella 3. L'indagine rivela che, su un totale di 23.663 scuole censite, il numero medio di PC per scuola è 26; su 10.345 scuole, 6.013 o quasi il 58% usa e-mail per scopi didattici; 8.912 scuole o l'86,1% utilizza Internet per scopi didattici; e 4.312 scuole o il 41,7% hanno siti web con servizi didattici. Infine, sulle 23.663 scuole censite, l'indagine ha rilevato la presenza di 25.755 laboratori multimediali (76% cablato, 87% Internet) e 1.871 laboratori linguistico-multimediali (80% cablato, 79% Internet).
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Tabella 3. Servizi ICT nel Sistema Scolastico dell'Italia Centrale
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23.663 scuole censite
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617.401 PC
16.584 Notebook
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26,1 PC/scuola
0.7 Notebook/scuola
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10.345 scuole censite
|
6.013 scuole con e-mail didattiche
|
58,1%
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10.345 scuole censite
|
8.912 scuole con e-utilizzo didattico di Internet
|
86,1%
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10.345 scuole censite
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4.312 scuole con siti web con servizi didattici (ed inoltre servizi per studenti, servizi amministrativi, ecc.) |
41,7%%
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23.663 scuole censite
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25.755 laboratori multimediali (totale)
19.530 laboratori cablati
22.336 laboratori con Internet
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1,1 laboratori/scuola
76%
87%
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23.663 scuole censite
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1.871 laboratori linguistico-multimediali (totale)
1.506 laboratori cablati
1.475 laboratori con Internet
|
0,08 laboratori/scuola
80%
79%
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Fonte: basato su dati del Ministero dell'Istruzione (2006), http://admsmiur.caspur.it/statistiche/Parametrizzazione.aspx, in data 9/11/06.
I dati riportati nella tabella 3 indicano, per l'Italia centrale, un numero medio di PC e laboratori multimediali inferiore al dato romano (Tabella 2). Inoltre, i dati riportati sul sistema scolastico dell'Italia centrale sono più recenti di quelli sulla Capitale. La tabella 38 rivela anche che una parte rilevante delle scuole deve ancora fare un uso didattico di Internet (ca. 14%) ed una proporzione ancora maggiore non ha siti web con servizi didattici (più del 58%) o non utilizza e-mail per scopi didattici (ca. 42%). Pertanto il sistema scolastico dell'Italia centrale deve migliorare il proprio utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto alla luce di una frontiera tecnologica che continua ad avanzare mettendo a disposizione nuovi strumenti quali il blogging ed il podcasting.
I dati riportati nelle tabelle 2 e 3 non rivelano come le comunità scolastiche (insegnanti, studenti, presidi) si impegnino, spesso con difficoltà, per implementare le innovazioni basate sull'ICT che stanno trasformando le pratiche didattiche ed i processi di apprendimento di materie e classi. Informazioni sistematiche su questi processi innovativi a Roma e nel Lazio sono molto difficili da recuperare sebbene ovviamente siano fondamentali per identificare l'esistenza e la qualità delle pratiche istruttive basate sull'uso dell'ICT che sono state create ed implementate dagli innovatori didattici. Senza queste conoscenze è impossibile promuovere e disseminare i valori e le lezioni di queste esperienze innovative a tutto il sistema scolastico attraverso un processo di estensione innovativa. Lo sviluppo di un processo di ampliamento delle good practice didattiche basate sull'ICT è alla base del Programma Settimane Tematiche del CGD che dal 2004 si svolge nel contesto dell'iniziativa Città Educativa.
Bibliografia
Acciarini, C. and Sasso, A., Prima di Tutto, La Scuola, Editore Melampo, Milano, 2006.
Censis, Rapporto su Roma. L’evoluzione della città al 2006, Censis, Roma, Marzo 2006.
De Mauro, T. (a cura di Francesco Erbani), La Cultura degli Italiani, Editori Laterza, Roma, 2004.
Direzione Generale dei Sistemi Informativi (DGSI), Ministero dell’Istruzione, dell’Universita e della Ricerca (MIUR), Indagine sulle Risorse Tecnologiche per la Didattica nella Scuola Italiana, DGSI-MIUR, Roma, 2004.
Financial Times, European Business Schools 2005. Top 50 Business Schools In Europe, disponibile su http://news.ft.com/cms/208bb816-6265-11da-8dad-0000779e2340.html, 23 Aprile 2006a.
Financial Times, FT MBA 2006. The Top 100 Full-time MBA Programmes, 30 January 2006, disponibile su http://news.ft.com/businesslife/mba, 23 Aprile 2006b.
Molina, A., E-Learning Innovation in Stockholm's Secondary Schools: Advances and Set-Backs in "Collaborative-Personalization" in Education, Management School and Economics, The University of Edinburgh, Edinburgh 2004b. In italiano, Molina, A., Educazione on-line. Sfide e tribolazione di un caso d'innovazione nella Scuola Superiore di Stoccolma. Quaderni di Pensiero No. 1, Consorzio Gioventù Digitale, Roma 2005.
Nucleo Education Confindustria, L’Universita. I Numeri che Devono Cambiare, Confindustria, Roma, 22 Marzo 2006.
OECD, Education at a Glance 2004. Briefing Note – Italy, disponibile su www.oecd.org/dataoecd/35/37/33714646.pdf
OECD, Education at a Glance 2004, OECD, Parigi, 2004b. Tabelle disponibili su http://www.oecd.org/document/31/0,2340,en_2649_201185_33710751_1_1_1_1,00.html
OECD, OECD FactBook 2006, OECD, Parigi, 2006. Disponibile su http://hermia.sourceoecd.org/vl=10543487/cl=16/nw=1/rpsv/factbook/
PISA (Programme for International Student Assessment), Learning for Tomorrow’s World. First Results of PISA 2003, OECD, Parigi, 2004a. Disponibile su http://www.oecd.org/document/55/0,2340,en_32252351_32236173_33917303_1_1_1_1,00.html
PISA (Programme for International Student Assessment), Problem Solving for Tomorrow’s World. First Measures of Cross-Curricular Competencies from PISA 2003, OECD, Parigi, 2004b. Disponibile su http://www.oecd.org/document/54/0,2340,en_32252351_32236173_34002550_1_1_1_1,00.html
Ranieri, A., I Luoghi del Sapere. Idee e Proposte per Una Politica della Conoscenza, Donzelli Editore, Roma, 2006.
Roma, G., Scenari Sociali e Territoriali di una Citta Sicura e Vitale, Conferenza “Roma 2015,” Roma, 18-19 Gennaio 2005.
Rossi, S., La Regina e Il Cavallo, Editore Laterza, Roma, 2006.
Shanghai Jiao Tong University, Academic Ranking of World Universities 2006 – Top 500 Universities, disponibile su http://ed.sjtu.edu.cn/rank/2006/ARWU2006_Top100.htm
The Times Higher Education (THES), World University Ranking, World’s Top 100 in Technology Ranking, THES, 2006b. disponibile su http://www.thes.co.uk/statistics/international_comparisons/2006/top_100_tech.aspx
The Times Higher Education (THES), World University Ranking, World’s Top 100 in Science Ranking, THES, 2006c. Disponibile su http://www.thes.co.uk/statistics/international_comparisons/2006/top_100_science.aspx
Tinagli I. and Florida F., L’Italia nell’era creativa, Creative Group Europe, 2005. Found at http://www.sassonellacqua.org/docs/italia_nellera_creativa_creativitygroupeurope.pdf
Vertecchi, B. La Scuola Disfatta, Franco Angeli, Milano, 2006.
Nucleo Education Confindustria, 2006, p.1
[3] Vedi Acciarini e Sasso, De Mauro (2004), Vertecchi (2006), Ranieri (2006) e Rossi (2006).
[4] Vertecchi, 2006, p.33
[6] Le cifre dettagliate sono: scuola elementare, 119.550 studenti immatricolati (6-10 anni). Scuola media, 71.387 studenti immatricolati tra i (11-13 anni). Liceo, 123.334 studenti immatricolati tra i 14 e 15 anni. Il totale è di 314.271 studenti. Se a questa cifra aggiungiamo i 50.291 studenti immatricolati nella scuola materna (3-5 anni), il totale sale a 364.562.



