ICT per le Pari Opportunità
Informazioni su sesso, ICT e pari opportunità in Italia
Nella società odierna vi è una disparità nelle opportunità tra uomo e donna. Il pericolo è che questa situazione permanga nella società della conoscenza. La tabella 1 riporta i dati ISTAT ed il Human Development Report 2005 dell'UNDP per l'Italia. La popolazione femminile è la maggioranza: 30.085.571 donne (51,5%) contro 28.376.894 uomini (48,5%). Inoltre, le donne hanno un'aspettativa di vita più lunga: 83.1 anni contro i 77.3 dei maschi. In ogni caso, allo stato attuale delle cose, la situazione delle donne nella società permane molto meno vantaggiosa di quella degli uomini. In termini economici, le donne guadagnano circa la metà degli uomini (0,46%) sebbene l'attività economica femminile rappresenti il 60% di quella maschile. Il dato è lievemente migliore per quanto riguarda gli occupati professionisti e tecnici: le donne rappresentano il 45% del dato totale. In politica, la situazione di ineguaglianza rimane molto elevata. Nel 2005, le donne occupavano solo il 10,4% dei seggi in parlamento, solo il 21% dei legislatori, dirigenti anziani e manager era donna, e solo l'8,3% delle donne aveva raggiunto un livello ministeriale.
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Tabella 1. Vari Indicatori Rilevanti per le Pari Opportunità in Italia |
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Indicatore
|
Anno
|
Donne
|
|
|
Popolazione (1)
|
2005
(Genn.)
|
30.085.571
|
28.376.804
|
|
Totale: 58.462.375
|
|||
|
Aspettativa di vita alla nascita (1)
|
2003-2004
|
83.1
|
77.3
|
|
Guadagno stimato (PPP US$)
|
2003
|
17.176
|
37.670
|
|
Proporzione di guadagno stimato donna:uomo
|
2003
|
0,46
|
|
|
Tasso di attività economica femminile (oltre i 15 anni)
|
2003
|
39,0%
|
-
|
|
Attività economica femminile come % del tasso maschile
|
2003
|
60
|
|
|
Lavoratrici: professionisti e tecnici (% del totale)
|
2003
|
45
|
55
|
|
Seggi in Parlamento detenuti da donne (% del totale)
|
2005
|
10,4
|
89,6
|
|
Legislatrici, dirigenti anziani e manager donne
|
2003
|
21
|
79
|
|
Donne presenti nel governo a livello ministeriale (% del totale) |
2005
|
8,3
|
91,7
|
Fonte: Basato su UNDP (2005), ISTAT, Italia in Cifre 2005, ISTAT, Demografia in Cifre 2005
(1) Dati ISTAT, per la parte restante dati UNDP (2005).
Questo quadro viene confermato dalla classifica Women's Empowerment Ranking del World Economic Forum.[1] In assoluto, l'Italia si colloca in 45º posizione. Nel particolare di questa classifica rosa, l'Italia si posiziona al 51º posto per la "partecipazione economica", 49º per "opportunità economica", 48º per "poteri politici", 41º per "livello d'istruzione" ed 11º per "salute e benessere". Nel commentare il dato sul "potere politico" delle donne in Italia, il Rapporto del World Economic Forum indica che questo è:
"un chiaro riflesso delle mancanze delle cosiddette nazioni 'avanzate' nell'implementare le pari opportunità … Come ci si attende da Paesi notori per la propria cultura patriarcale, l'Italia e la Grecia hanno una performance particolarmente insoddisfacente nelle dimensioni della partecipazione e delle opportunità in campo economico".[2]
L'ineguaglianza tra uomini e donne, il "gender gap", ha una propria manifestazione nell'evoluzione della società della conoscenza: per esempio nell'uso di dispositivi ICT come PC ed Internet. Infatti, i primi rapporti sul "digital divide" (il divario nell'utilizzo delle tecnologie digitali) indicavano una marcata differenza nell'uso di queste tecnologie da parte di donne e uomini. La tabella 2 indica che per il 1995 la proporzione di donne che utilizzavano un PC era solo un terzo del dato maschile, mentre per l'uso di Internet questa proporzione scendeva al 10%. In ogni caso, la tabella indica che il divario si è notevolmente ridotto col passare degli anni sia per quanto riguarda l'uso del PC, sia per quanto riguarda l'uso di Internet. Infatti nel 2004 la proporzione di donne che utilizzava un PC era aumentata a tre quarti del dato maschile (72%), mentre nell'uso di Internet il dato raggiungeva il 67%.
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Tabella 2. Recupero Femminile in Italia (Donne come % Uomini nell'uso di PC ed Internet nelle proprie abitazioni) 1995-2004 |
||||
|
|
1995
|
2000
|
2002
|
2004
|
|
PC
|
33
|
52
|
64
|
72
|
|
Internet
|
9
|
41
|
59
|
67
|
Fonte: Lizzeri (2005).
Le tabelle 3 e 4 forniscono un quadro dettagliato sull'uso di PC ed Internet per sesso ed età per l'anno 2005. I risultati provengono da un'indagine ISTAT che ha coinvolto 20.000 famiglie per un totale di 55.000 persone. Le tabelle indicano che la disparità maggiore ha inizio nel gruppo tra i 35-44 anni e diventa particolarmente marcata tra i 60-64 anni. In contrasto, nel periodo compreso tra i 6-34 anni, la proporzione di utenti PC è simile e praticamente uguale se si prende il dato tra i 6-24 anni. Il trend è molto simile per quanto riguarda l'utilizzo di Internet.
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Tabella 3. Utenti PC per segmenti di sesso ed età in Italia - 2005
(per 100 persone dello stesso sesso ed età) |
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|
Età
|
Uomini
|
Donne
|
||
|
|
Utilizzano PC
|
Non utilizzano PC |
Utilizzano PC
|
Non utilizzano PC |
|
3-5
|
19,6
|
74,9
|
14,2
|
81,6
|
|
6-10
|
51,9
|
46,0
|
54,5
|
43,9
|
|
11-14
|
75,4
|
23,5
|
72,0
|
27,4
|
|
15-17
|
80,9
|
18,5
|
79,4
|
19,3
|
|
18-19
|
75,8
|
21,7
|
76,1
|
21,9
|
|
20-24
|
69,0
|
27,6
|
69,2
|
27,4
|
|
25-34
|
59,8
|
37,3
|
54,3
|
42,8
|
|
35-44
|
57,7
|
40,3
|
46,2
|
52,4
|
|
45-54
|
48,0
|
50,3
|
33,4
|
64,3
|
|
55-59
|
33,7
|
63,4
|
16,2
|
81,2
|
|
60-64
|
20,0
|
77,5
|
7,9
|
89,8
|
|
65-74
|
9,7
|
87,8
|
2,0
|
94,3
|
|
Oltre 75
|
2,8
|
94,1
|
0,6
|
96,5
|
|
Totale oltre 3 anni
|
45,3
|
52,3
|
34,7
|
62,8
|
Fonte: Basato su ISTAT (2005b). Indagine condotta dall'ISTAT su 20.000 famiglie per un totale di 55.000 persone.
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Tabella 4. Utenti Internet per segmenti di sesso ed età in Italia - 2005 (per 100 persone dello stesso sesso ed età) |
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|
Età
|
Uomini
|
Donne
|
||
|
|
Utilizzano Internet |
Non utilizzano Internet |
Utilizzano Internet |
Non utilizzano Internet |
|
3-5
|
-
|
-
|
-
|
-
|
|
6-10
|
12,7
|
84,0
|
13,3
|
84,8
|
|
11-14
|
47,0
|
52,7
|
41,2
|
57,9
|
|
15-17
|
64,2
|
34,6
|
62,8
|
35,5
|
|
18-19
|
66,9
|
30,3
|
68,1
|
29,8
|
|
20-24
|
63,7
|
32,9
|
62,6
|
33,9
|
|
25-34
|
53,9
|
43,1
|
47,5
|
49,4
|
|
35-44
|
49,5
|
48,2
|
36,8
|
61,4
|
|
45-54
|
40,0
|
58,1
|
25,1
|
71,9
|
|
55-59
|
27,3
|
69,3
|
11,4
|
84,4
|
|
60-64
|
15,9
|
80,9
|
6,1
|
91,0
|
|
65-74
|
7,2
|
90,0
|
1,3
|
94,6
|
|
Oltre 75
|
2,1
|
93,8
|
0,3
|
96,4
|
|
Totale oltre 6 anni
|
37,1
|
60,2
|
26,9
|
70,2
|
Fonte: Basato su ISTAT (2005b). Indagine condotta dall'ISTAT su 20.000 famiglie per un totale di 55.000 persone.
La stessa indagine ISTAT analizza l'uso di PC ed Internet da parte di donne e uomini a seconda della "condizione e posizione professionale". I risultati, riportati nella tabella 5, indicano una sostanziale parità nelle categorie "occupati", "direttori, imprenditori e professionisti free-lance", "manager, quadri, impiegati", "lavoratori in proprio e coadiuvanti", "in cerca di primo impiego" e "studenti". Contrariamente, sono a favore degli uomini le categorie "lavoratori ed apprendisti", "pensionati" ed "altro", ed a favore delle donne le categorie "ricerca di nuovi lavori" e, ovviamente, "casalinghe". Ciò nonostante, solo l'8,8% delle casalinghe usa il PC ed il 5,7% Internet. Considerando che le casalinghe costituiscono il 40% della popolazione femminile adulta[3], questo è un importante settore a rischio di esclusione dai benefici della società della conoscenza.
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Tabella 5. Utenti PC ed Internet con più di 15 anni per sesso, condizione e posizione professionale - 2005 (per 100 persone con le stesse caratteristiche) |
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|
Condizione e Posizione Professionale |
Utilizzo PC
|
Utilizzo Internet |
||
|
|
Uomini
|
Donne
|
Uomini
|
Donne
|
|
Occupati
|
55,1
|
58,4
|
47,5
|
48,7
|
|
Direttori, imprenditori e professionisti free-lance |
72,1
|
72,4
|
67,3
|
65,6
|
|
Manager, quadri, impiegati |
78,9
|
77,8
|
71,0
|
66,3
|
|
Lavoratori ed apprendisti |
34,2
|
25,5
|
25,3
|
17,3
|
|
Lavoratori in proprio e Coadiuvanti |
39,8
|
37,7
|
33,3
|
30,6
|
|
In cerca di un nuovo impiego |
29,7
|
38,2
|
24,7
|
29,9
|
|
In cerca del primo impiego |
44,9
|
42,0
|
36,9
|
34,6
|
|
Studenti
|
87,2
|
85,9
|
77,5
|
75,7
|
|
Casalinghe
|
-
|
8,8
|
-
|
5,7
|
|
Pensionati
|
10,6
|
4,6
|
8,1
|
3,0
|
|
Altra condizione |
21,9
|
7,9
|
18,1
|
6,1
|
|
Totale
|
44,3
|
32,8
|
38,1
|
26,9
|
Fonte: Basato su ISTAT (2005b).Indagine condotta dall'ISTAT su 20.000 famiglie per un totale di 55.000 persone.
Esiste pertanto il problema detto "digital gender gap" (un divario tra sessi sui temi del digitale) che è particolarmente presente nella popolazione più anziana e, per quanto riguarda le donne, tra le casalinghe. Nelle categorie che comprendono direttori, imprenditori, manager e professionisti free-lance, la proporzione di uomini e donne che utilizzano PC ed Internet non sono distinguibili. In effetti, il problema del "gender gap" è di proporzioni diverse in base al tipo di lavoro preso in considerazione. La tabella 1 mostra che i lavoratori professionisti di sesso femminile costituiscono il 45% del totale. Questa percentuale diminuisce significativamente se viene presa in considerazione la proporzione di donne che operano come direttori, manager, imprenditrici, e via dicendo. La tabella 6 dimostra che in Italia la percentuale di donne con responsabilità manageriali raggiunge a malapena un quinto del totale mentre le donne che occupano posizioni direttoriali in vari tipi di aziende e banche raggiungono al massimo il 14,5% in Società per Azioni e un minimo del 4% in Società quotate (escluse le banche).
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Tabella 6. Numero e Percentuali di donne con incarichi direttivi nelle aziende italiane |
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|
Tipo di Organizzazione e Responsabilità Decisionale
|
Numero totale
|
Numero Donne
|
% Donne
|
|
Manager in Società con capitale (SpA, Srl, altro) |
1,54 milioni
|
318.000 (manager) |
20,5%
|
|
Direttori in Società per Azioni (SpA) |
145.431
|
20.783
|
14,3%
|
|
Direttori in banche quotate |
563
|
9
|
1,6%
|
|
Direttori in società quotate (escluse banche) |
2.452
|
100
|
4%
|
|
Direttori in aziende di famiglia quotate |
1.090
|
73
|
6,7%
|
Fonte: Il Sole-24Ore, 21 Novembre 2005 in base a ricerca condotta dal Cerved.
Un articolo apparso su Newsweek nel 2006 analizza lo stato delle donne con incarichi decisionali (legislatori, dirigenti anziani e manager) in vari paesi. L'articolo indica che l'Italia è all'ultimo posto, con il 19%, rispetto al 45% degli Stati Uniti, il 33% del Regno Unito, il 29% della Svezia, il 27% della Germania, e il 24% dei Paesi Bassi. In effetti, l'Italia è significativamente sotto la media mondiale (27%).
In questo quadro, è incoraggiante vedere che l'andamento di crescita di imprese femminili a Roma e nel Lazio per il periodo 2003-2005 mostra un dinamismo maggiore rispetto alla crescita del numero totale di imprese attive. Come indicato nella tabella 7, tra Roma e Lazio le imprese femminili sono cresciute rispettivamente del 6.7% e del 5,1%, un tasso significativamente superiore rispetto alla crescita totale in Italia (3,8%), sebbene questa percentuale fosse già superiore rispetto al 2,5% di crescita totale delle imprese attive in Italia. Tuttavia il "gender gap" ai livelli decisionali è enorme. Basti notare che nel 2005 le imprese femminili raggiungevano solo circa un quarto del totale delle imprese attive. Tuttavia nella società italiana ci sarà ancora molto cammino da fare prima di ottenere un reale stato di pari opportunità ai livelli decisionali superiori.
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Tabella 7. Crescita delle Imprese Femminili a Roma e nel Lazio (2003-2005) |
|||
|
Luogo
|
Numero Totale Imprese Femminili nel 2005
|
Differenza
2003-2005
|
Tasso di crescita (%)
2003-2005
|
|
Roma
|
56.876
|
3.562
|
6,7
|
|
Lazio
|
96.219
|
4.680
|
5,1
|
|
Italia
|
1.219.112
|
44.569
|
3,8
|
|
Numero Totale Imprese Attive (%)
|
|||
|
Roma
|
230.464
|
9.334
|
4,2
|
|
Lazio
|
362.806
|
11.743
|
3,3
|
|
Italia
|
5.118.498
|
122.760
|
2,5
|
Bibliografia
Censis, Le Imprese Femminile a Roma, Censis, Roma, Maggio 2006.
Il Sole 24 Ore, Poche Donne al Comando, 21 Novembre 2005, p.1.
ISTAT, (2005a), Italia in Cifre, ISTAT, Roma.
ISTAT, (2005b), Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui, ISTAT, Roma.
Lizzeri, G., e-Family 2005. Presentazione al Convegno L’Italia dell’e-Family, Convegno Federcomin-Anie, 25 Maggio 2005, Roma.
Lopez-Claros, A. and Zahidi, S., Women’s Empowerment: Measuring the Global Gender Gap, WEF, Ginevra, 2005.
Newsweek, Myth and Reality, 27 Febbraio 2006, pp.38-43.
Tripi, A., L’Italia dell’e-Family, Convegno Federcomin-Anie, 25 Maggio 2005, Roma.
UNDP, Human Development Report 2005, UNDP, NY, 2005.



