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Imparare a “stare” nel digitale

Imparare a “stare” nel digitale

Imparare a “stare” nel digitale

Imparare a “stare” nel digitale

La testimonianza di Federico Zucca dallo sportello Remid@ di Legioni Romane

Allo sportello Remid@ di Legioni Romane (Municipio 6 di Milano), il digitale non è qualcosa di astratto: è una password da recuperare, uno Spid da attivare, un servizio online da capire. È vita quotidiana. Qui lavora Federico Zucca, educatore professionale e media educator, che accompagna cittadini e cittadine nell’uso di smartphone, computer e servizi digitali. Un supporto pratico, certo, ma anche educativo: perché l’obiettivo non è fare al posto delle persone, ma aiutarle a diventare autonome.

 

Il mio lavoro si fonda su un approccio pedagogico che intreccia competenze tecniche e cura della relazione, con l’obiettivo di promuovere autonomia, consapevolezza e partecipazione attiva. Oggi il digitale coincide sempre più con l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Non saper accedere a un servizio online o non possedere un’identità digitale significa rischiare l’esclusione. Per questo ho scelto di mettere le mie competenze educative al servizio della comunità. A ispirarmi è il pensiero del cardinale Carlo Maria Martini: “I media, la comunicazione, sono importanti nella misura in cui creano ponti tra la gente”. Credo che accompagnare le persone nel digitale significhi offrire loro strumenti di libertà e responsabilità. 
La mia motivazione più grande è vedere crescere la fiducia nelle persone: quando qualcuno passa dal “non sono capace” al “provo da solo”, capisco che il percorso sta funzionando. 
A Milano la trasformazione digitale è una sfida concreta che tocca la vita quotidiana di tutti. Nel mio lavoro all’interno del progetto REMID@ mi impegno a rendere questa trasformazione un’opportunità accessibile, affinché nessuno venga lasciato indietro. Accompagno cittadini e cittadine nell’utilizzo di smartphone, computer e servizi online, offrendo supporto nella creazione e gestione dell’identità digitale (SPID e CIE) e nell’accesso alle piattaforme della Pubblica Amministrazione. 
Al centro del mio lavoro ci sono le persone. Ogni incontro è uno spazio di dialogo e fiducia, in cui l’ascolto attivo mi permette di cogliere bisogni espliciti e fragilità più profonde. Il mio impegno quotidiano è contribuire a costruire una città più consapevole, autonoma e realmente inclusiva, dove la tecnologia non crei nuove disuguaglianze, ma generi opportunità condivise. 

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