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I protagonisti raccontano

Christian Carmine Esposito

Christian Carmine Esposito professore associato, Dipartimento di Informatica Università di Salerno

Il divario di genere tra donna e informatica è evidente nelle recenti statistiche nazionali ed europee sul numero di donne occupate con formazione in ambito ICT, e si sviluppa tra i banchi di scuola, con ripercussioni all'università. Sebbene il trend sia mondiale, in Italia la situazione è molto più preoccupante e in crescita, e rappresenta una delle principali sfide per chi si occupa di formazione universitaria in informatica. Ho deciso di partecipare a Coding Girls per andare alla radice del problema e invertire la rotta incoraggiando gli studi informatici tra le ragazze e capendo il motivo del loro non interesse a percorsi di laurea ICT.

Delfina Malandrino

Delfina Malandrino professoressa associata, Dipartimento di informatica Università di Salerno

Aderire al progetto Coding Girls mi ha permesso di contribuire al lungo e incessante lavoro per l’abbattimento del divario di genere nell’ambito delle discipline Stem, per incoraggiare le giovani studentesse agli studi nei settori della scienza e allo stesso tempo prepararle alle carriere del futuro, come quelle altamente richieste in vari settori delle tecnologie informatiche. Quest’anno oltre a coinvolgere le scuole, con i loro studenti, docenti e dirigenti scolastici, una attenzione è stata rivolta anche a docenti universitari, ex studenti universitari, role model e alle imprese, nell’ottica di ampliare la rete di persone che in un modo o in un altro, attraverso punti di vista differenti e esperienze differenti, possono contribuire a cancellare quell’idea stereotipata secondo cui il mondo informatico sarebbe più adatto ad un pubblico maschile.  
 

Anna Smeraro

Anna Smeraro Docente di sostegno Mottola, Taranto

Il percorso di Ital.IA Lab ha coinvolto i docenti su temi caldi ma pressoché “nuovi”. I colleghi di fisica e matematica hanno integrato gli strumenti di IA nella loro didattica. Non mi è ancora stato possibile fare altrettanto, ma sono consapevole delle potenzialità dell’IA nella didattica, soprattutto per ragazzi con bisogni educativi speciali. L’intelligenza artificiale apre le porte a un mondo nuovo, ricco di possibilità e sfide. Tuttavia, non bisogna tralasciare l’approccio critico all’IA. Non possiamo darlo per scontato. Per far sì che l’IA sia uno strumento efficace, dobbiamo acquisire le competenze necessarie. Solo così potremo guidare i nostri studenti verso un futuro in cui l’IA sia davvero al servizio dell’educazione.

Maria Teresa Sorrenti

Maria Teresa Sorrenti docente Catania

Per Ital.IA Lab abbiamo formato 16 classi. È stata una gestione difficile, ma ce l’abbiamo fatta! Il feedback dei ragazzi è stato immediato, soprattutto quando si è trattato di etica e consapevolezza nell’uso degli strumenti di IA. Questo percorso è servito a loro per comprendere che l’intelligenza artificiale spaventa, ma può contribuire tantissimo alle nostre vite.

Rosanna Amato

Rosanna Amato docente del liceo Felicia e Peppino Impastato Partinico (Palermo)

È un approccio diverso alle discipline che non sono semplici e alla portata della quotidianità. Partecipando a Coding Girls ho notato entusiasmo nei ragazzi perché hanno sperimentato un approccio più realistico alle discipline che studiano. Gli studenti sono così stimolati che ci trascinano e ci chiedono di introdurre questo tipo di didattica.

Rita Betta

Rita Betta docente di matematica e fisica liceo Giovanni Meli di Palermo

Abituati all’insegnamento di tipo tradizionale del liceo, Coding Girls è stata un’esperienza totalmente nuova, che è servita ad aavvicinare gli studenti al mondo dell’elettronica e dell’informatica in chiave diversa. L’occasione è servita anche per potenziare competenze relazionali trasversali, come la capacità di lavorare in gruppo e di collaborare con gli altri, oppure, per alcuni di loro, per acquisire nuove competenze digitali.

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