L’esperienza della docente Assogna con la piattaforma Pathway Companion
L’innovazione, da sola, non basta. Va compresa, governata, resa strumento consapevole. Soprattutto a scuola. È da questa postura professionale che parte l’esperienza di Rossana Assogna, docente di Tecnologia presso l’istituto comprensivo P.M. Corradini di Roma, che ha scelto di sperimentare Pathway Companion, la piattaforma per l’apprendimento inclusivo sviluppata dalla Fondazione Mondo Digitale con il supporto di Google.org.
Un progetto pensato per accompagnare studenti tra gli 8 e i 16 anni con Bisogni educativi speciali, trasformando l’intelligenza artificiale in un tutor intelligente capace di adattarsi ai bisogni, non di omologarli.
Insegnare nell’epoca dell’accelerazione tecnologica
Dal 2007 a oggi, la scuola è cambiata profondamente. Lo racconta l’esperienza della professoressa Assogna, che ha attraversato quasi vent’anni di trasformazioni digitali. “È una tecnologia che va governata e utilizzata. Dal 2007 è cambiato totalmente il modo di fare didattica e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è sicuramente applicabile, in particolare per gli alunni BES”. Nel suo sguardo non c’è entusiasmo ingenuo né resistenza: c’è responsabilità. Perché oggi il ruolo del docente non è solo trasmettere contenuti, ma educare all’uso critico degli strumenti. “I ragazzi spesso utilizzano l’IA in autonomia, non sempre la governano”. Ed è proprio qui che la scuola diventa presidio educativo.
Rendere accessibile per rendere possibile
Durante la sperimentazione di Pathway Companion, l’attenzione della docente si è concentrata su un aspetto fondamentale: l’accessibilità. Non si tratta solo di semplificare, ma di rendere i contenuti realmente fruibili per chi incontra difficoltà nella lettura e nella comprensione. Dalla scelta di font più leggibili alla riformulazione dei quiz, fino alla possibilità di focalizzare l’attenzione sui nuclei tematici centrali, la piattaforma si è rivelata uno strumento capace di alleggerire il carico cognitivo senza impoverire l’apprendimento. L’IA, in questo contesto, non sostituisce la progettazione didattica: la sostiene. E la rende più agile, più personalizzata, più vicina ai bisogni reali.
Innovare dentro i vincoli: la sfida organizzativa
L’esperienza della professoressa Assogna fa emergere anche un nodo cruciale per molte scuole italiane: l’integrazione dell’innovazione nei processi istituzionali. Accanto all’interesse e alla disponibilità di un gruppo di docenti pronti a sperimentare, si pongono temi come la gestione della privacy e l’adeguamento dei regolamenti d’istituto. Non ostacoli ideologici, ma passaggi necessari per garantire un’adozione responsabile e strutturata. È un passaggio chiave: l’innovazione non può restare episodica. Deve diventare sistema. Pathway Companion nasce proprio con questa ambizione: coniugare tecnologia e solide basi cliniche e pedagogiche, grazie anche alla collaborazione scientifica della Fondazione Don Gnocchi e al contributo tecnico dell’Università degli Studi Roma Tre e di ITLogiX.
Ma la vera differenza la fanno i docenti che scelgono di sperimentare, di mettersi in gioco, di accompagnare il cambiamento con spirito critico e apertura. L’esperienza di Rossana Assogna lo dimostra: l’intelligenza artificiale non è una soluzione magica, ma può diventare un alleato potente quando è inserita in una visione educativa chiara, orientata all’equità e alla personalizzazione.