All'istituto comprensivo Mahatma Gandhi il lancio del progetto "Il Ponte"
Non esistono, in letteratura,molti progetti con un partenariato così ricco e variegato: è il commento che ha contraddistinto il panel di avvio del progetto Il P.O.N.T.E. – Pari Opportunità Nei Territori Educanti, frutto di un’alleanza strategica tra istituzioni, scuola e terzo settore per offrire un intervento socioeducativo forte nei quartieri di San Basilio e Tor Cervara, nel Municipio Roma IV. Ieri, giovedì 29 ottobre, molte di queste istituzioni hanno partecipato alla presentazione organizzata presso l’istituto comprensivo Mahatma Gandhi, uno degli hub individuati per le iniziative. È stata una grande festa, iniziata con gli interventi dei promotori e delle figure pubbliche coinvolte nel progetto e terminata con i laboratori dedicati ai bambini.
A moderare l'incontro è stato Marco Rossi-Doria, presidente di “Con i bambini”, che ha commentato: “La vera novità di questo percorso è rappresentata dal coinvolgimento delle forze vive del territorio, nessuna esclusa. È un progetto davvero condiviso e da qui ai prossimi quattro anni avremo molto da imparare dal confronto tra queste realtà”. È poi intervenuta l'on. Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali: “A partire dal nome dell’iniziativa, "Organizziamo la speranza", ci siamo rimboccati le maniche ottimizzando i fondi a disposizione, senza sprecare nulla. La speranza non può nascere dall'ottimismo, ma da quelli che potremmo definire i muratori, persone disposte a strutturare le fondamenta, mettendo le mani in pasta. È da questo processo che nascono i luoghi aggregativi per i giovani: apriamo le porte della scuola anche al di fuori dell’orario consueto per arrivare ai bisogni delle persone”. L'impegno di Roma Capitale e delle strutture territoriali è stato sottolineato dall'assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale, Barbara Funari: “La sinergia tra istituzioni e terzo settore porta a offrire nuovi spazi di dialogo ai giovani, per rendere protagonista questa parte di città. La presenza di 35 enti intorno a un tavolo è un'ulteriore testimonianza che Roma è pronta a collaborare per crescere”. Sulla stessa linea Massimiliano Umberti, presidente del Municipio Roma IV: “Stiamo portando avanti qualcosa di davvero inedito per il quartiere, costruire il futuro dei nostri cittadini a grande velocità! Bisogna mettere le persone in condizione di stare al passo, perché San Basilio non sia solo noto per i suoi problemi di sicurezza pubblica, ma anche per l’energia che lo abita, per i cittadini che lottano per dare opportunità ai propri figli”.
L'on. Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie ha rilevato come questa sia “una stagione di rilancio da nord a sud, anche grazie alla possibilità di proporre dei progetti importanti. È maturata la consapevolezza che va recuperato il gap tra centri città e periferie. Questa è la fase del riscatto, ma è necessario dare continuità di azione e sostenibilità alle opere intraprese con il coinvolgimento delle comunità locali”. Giorgio Righetti, direttore generale di Acri, ha offerto un quadro dettagliato del modello di finanziamento e governance della sua organizzazione: “Abbiamo deciso di mettere a disposizione risorse ed energie per combattere la povertà educativa. Tuttavia non sono sufficienti da sole. Il nostro modello ha resistito nel tempo, perchè coinvolge sia soggetti rappresentanti del Governo, sia fondazioni e casse di risparmio, sia soggetti del terzo settore, che ci mettono a disposizione competenze per cogliere i bisogni e organizzare gli interventi”. Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio, ha rimarcato il valore del tessuto sociale locale: “Tanti i cambiamenti intervenuti nel Municipio in questi anni e altrettanti i soggetti che si sono avvicendati sul territorio. La comunità però è ben salda e ha tante competenze: questo progetto va oltre l’individualismo e promuove la crescita di tutti coloro che vi sono coinvolti”.
Il Ponte. è guidato dalla cooperativa sociale Antropos in qualità di ente capofila. Marco Caporale, referente della cooperativa, ha spiegato: “Come ente responsabile abbiamo curato la co-progettazione con tutti i soggetti coinvolti. Le sette scuole coprono tutto il ciclo scolastico e aggiungono il loro impegno agli altri partner e al Municipio. L'obiettivo è fare leva sulla scuola come perno della comunità educante e risorsa per il territorio. Fondamentale, quindi, il lavoro insieme a docenti ed educatori”. I dirigenti scolastici del territorio hanno richiamato l'importanza dell'integrazione tra educazione formale e informale. Marcello Di Pasquale, dirigente del Mahatma Gandhi, ha evidenziato come San Basilio abbia cercato un riscatto e una crescita attraverso le iniziative culturali, ad esempio la street art, e come l'educazione informale si sia rivelata importante quanto quella formale. “Oggi le famiglie incontrano difficoltà a collaborare con la scuola per il benessere dei figli: è proprio questa connessione che noi cerchiamo”. Infine, Paolo Lozzi, dirigente dell'istututo comprensivo Ennio Morricone e coordinatore della Rete delle scuole del Municipio Roma IV, ha concluso: “Chi sceglie San Basilio non lo fa per caso. Il patto educativo di comunità è un'alleanza tra soggetti con un orizzonte comune, con scuole aperte al territorio grazie ai soggetti del terzo settore, in piena collaborazione con gli enti locali e le famiglie, che sono spesso il punto più debole. La scuola fa un lavoro molto forte, ma da sola non ce la può fare! Le competenze devono essere contaminanti. Inoltre, noi dobbiamo aprirci all'ascolto di chi abbiamo davanti, combattendo il senso di solitudine dei nostri giovani”.
La mattinata si è conclusa con il taglio del nastro e la visita degli spazi scolastici dedicati al progetto, seguiti nel pomeriggio da laboratori pratici e attività rivolte a bambine e bambini. In particolare, Marco Brocchieri e Valentina Gelsomini della Fondazione Mondo Digitale hanno proposto un’attività di coding creativo a sostegno delle abilità di problem solving.
Il racconto è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.
