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Visioni urbane per il diritto alla conoscenza

Suburb View con Urban Vision: dal 25 maggio al 14 giugno i lavori diventano wall urbani 

Visioni urbane per il diritto alla conoscenza

Visioni urbane per il diritto alla conoscenza

Suburb View con Urban Vision: dal 25 maggio al 14 giugno i lavori diventano wall urbani 

Con Suburb View, il progetto realizzato con Urban Vision Group, gli artisti Giacomo Lion e Natalia Saurin accompagnano le scuole nella creazione di opere digitali per raccontare l’anniversario della Fondazione Mondo Digitale. Dal 25 maggio al 14 giugno i lavori diventano wall urbani. 

Dal segno rupestre al digitale, dalle mani che si incontrano alle reti di luce che attraversano la città. I 25 anni della Fondazione Mondo Digitale diventano immagini, movimento, racconto collettivo grazie al lavoro realizzato con le scuole nell’ambito di Suburb View, il progetto promosso con Urban Vision per valorizzare gli spazi urbani e il protagonismo giovanile attraverso la creatività digitale. Il percorso coinvolge studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado in laboratori creativi accompagnati da artisti digitali, dipendenti di Urban Vision come volontari di competenza e formatori della Fondazione Mondo Digitale. Le opere finali, video o immagini, sono pensate per essere proiettate sui wall Led di Urban Vision a Roma, Milano e Napoli. 

In questa edizione il punto di partenza è stato l’anniversario della Fondazione: un’occasione non solo celebrativa, ma generativa. Come si raccontano 25 anni di impegno per il diritto alla conoscenza con lo sguardo dei più giovani? Come si trasforma un logo in una storia, una parola in un’immagine, un’esperienza educativa in un’opera visiva capace di abitare lo spazio pubblico?

A Roma il percorso è stato guidato da Giacomo Lion, progettista creativo multidisciplinare che lavora su identità, esperienze, narrazioni, spazi e visioni.  Con gli studenti il lavoro è partito dal logo della Fondazione Mondo Digitale, osservato non come semplice marchio, ma come insieme di elementi narrativi: l’omino, il cerchio, il movimento, il segno grafico. Da qui è nata l’idea di trasformare l’omino del logo in un personaggio, quasi una figura primordiale, che attraversa le fasi dell’evoluzione tecnologica: dalla pietra al digitale, dal segno antico agli strumenti contemporanei, dal bisogno umano di comunicare alle nuove forme dell’intelligenza artificiale.

Il risultato è un video breve e dinamico, costruito come un laboratorio di pensiero visivo. Gli studenti hanno lavorato su idea, simbolo, storyboard, prove visive, selezione dei frame, montaggio e ritmo. L’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali sono stati usati non come scorciatoia, ma come mezzi creativi da guidare, interrogare e correggere. Il finale, ironico e contemporaneo, restituisce il senso del percorso: non un anniversario ingessato, ma una narrazione viva, vicina ai linguaggi dei ragazzi e delle ragazze.

A Milano, con Natalia Saurin, il racconto dei 25 anni ha preso forma attorno alla parola connessione. Durante i primi incontri con le classi della scuola Rosa Luxemburg, la ricerca condivisa di parole chiave ha fatto emergere immagini legate alla natura, come gli anelli di un tronco d’albero. In un tempo segnato dall’accelerazione tecnologica e dalla presenza crescente di chatbot e intelligenza artificiale, studenti e studentesse hanno scelto di riportare al centro la dimensione fisica, relazionale, umana: le mani che si incontrano, la cura, l’empatia, la presenza.

Il lavoro visivo “Sempre connessi” tiene insieme digitale e analogico. Accanto alle reti luminose e ai segni della connessione compaiono mani reali, fiori, pietre, quaderni: elementi semplici che ricordano che la tecnologia ha valore perché esistono le persone. La connessione, nel percorso sviluppato con Natalia Saurin, non è solo accesso alla rete o navigazione digitale, ma capacità di sentire ciò che sentono gli altri, di collaborare, di crescere insieme.

Dal 25 maggio al 14 giugno i lavori realizzati per il 5 per mille e quelli delle scuole saranno diffusi sui wall urbani, portando nello spazio pubblico un messaggio che attraversa tutta la storia della Fondazione Mondo Digitale: l’innovazione non è mai solo questione di strumenti, ma di comunità, linguaggi, relazioni e opportunità.

Con Suburb View la città diventa così una galleria aperta. E i 25 anni della Fondazione non vengono raccontati dall’alto, ma attraverso lo sguardo di chi sta imparando a immaginare il futuro.

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