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Diga: il racconto "vivo"

Diga: il racconto "vivo"

Diga: il racconto "vivo"

Diga: il racconto "vivo"

Il video realizzato da una giovane videomaker per un ecosistema che cresce

Condividiamo oggi un video speciale dedicato a DIGA – Ecosistema sostenibile per la formazione e l'orientamento, un progetto sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale. Non si tratta di un prodotto "patinato" da concorso, ma di un racconto sociale vivo, capace di restituire l'autenticità di un percorso che sta trasformando il modo in cui i giovani guardano al proprio futuro.

Dietro l'obiettivo: lo sguardo di Susanna
A firmare il montaggio e la narrazione è Susanna Fortunato, una videomaker di 26 anni che incarna perfettamente lo spirito multidisciplinare del progetto. Cresciuta a Bari e diplomata al liceo scientifico, Susanna ha saputo unire l’approccio analitico dei suoi studi superiori alla creatività della RUFA (Rome University of Fine Arts), dove si è diplomata in cinema. La sua è una figura tecnica specializzata: ha approfondito l'arte del movimento di macchina presso l'ARRI Academy di Monaco, ottenendo la certificazione per l’utilizzo della steadicam, uno strumento che predilige per la libertà espressiva e la costruzione dell'immagine. Oggi lavora come videomaker e assistente operatore (1st AC), portando sui set una passione che spazia dalla fotografia analogica alla stampa 3D e all'informatica.
La particolarità di questo video risiede nel suo metodo di realizzazione: Susanna ha saputo tessere insieme contributi registrati in modalità asincrona, anche con dispositivi amatoriali, trasformando frammenti diversi in un’unica voce corale. Il risultato non cerca la perfezione estetica formale, ma punta alla freschezza e all'immediatezza, rispecchiando perfettamente lo spirito di "ecosistema aperto" che anima il progetto.

Uno specchio del progetto DIGA
Così come Susanna ha sperimentato nuove modalità di narrazione, il progetto DIGA sperimenta un ecosistema di apprendimento innovativo che connette scuola, università e territorio. Il video documenta questo "ponte" necessario per potenziare le competenze Stem e diffondere consapevolezza sulle opportunità del digitale tra gli studenti di Roma, Torino, Milano e Padova
Nelle immagini e nelle testimonianze raccolte emergono i pilastri del progetto:

  • L'innovazione didattica: un approccio laboratoriale dove si "impara facendo".
  • L'orientamento consapevole: aiutare ragazze e ragazzi a superare la "paura" delle materie scientifiche.
  • La connessione territoriale: il dialogo tra i nove istituti scolastici e i quattro atenei partner.

Voci dal futuro
Il video lascia spazio alle parole dei protagonisti. Per gli studenti, DIGA è sinonimo di "crescita, creatività e novità". Come sottolineato nella narrazione, il progetto non vuole solo trasmettere conoscenze, ma stimolare la curiosità necessaria per interpretare le trasformazioni del mercato del lavoro e della società. Quello di Susanna è, speriamo, il primo di una lunga serie di racconti che continueranno a testimoniare come la tecnologia e la formazione possano diventare strumenti di inclusione e protagonismo giovanile. In questa esperienza, anche la stessa Susanna ha trovato una nuova curiosità e un inedito orientamento verso il racconto sociale, scoprendo come la sua solida competenza tecnica possa farsi strumento per narrare l'impatto reale dell'innovazione sulle persone e sulle comunità.

 

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inoccupati, lavoratori a rischio disoccupazione causa dell’automazione, dipendenti, collaboratori e volontari degli enti dell’economia sociale, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado e persone detenute. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it

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