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Docenti in formazione con Experience AI

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Docenti in formazione con Experience AI

L’intelligenza artificiale entra nelle classi di Seveso

A Seveso, in provincia di Monza e della Brienza, il percorso di Experience AI segna una tappa importante: per la prima volta il programma ha coinvolto in presenza circa 70 docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado in momento di lavoro condiviso che ha messo al centro pratica didattica e confronto tra pari.

Lo scorso 31 marzo, presso l’istituto comprensivo Via Adua Seveso, i docenti hanno lavorato su concetti chiave dell’intelligenza artificiale attraverso esercizi, simulazioni e attività di gruppo, con l’obiettivo di portare strumenti concreti nella quotidianità della classe.

Experience AI, il programma di Raspberry Pi Foundation e Google DeepMind, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale in Italia, accompagna gli insegnanti nell’uso consapevole dell’intelligenza artificiale. Il percorso punta a rafforzare competenze e capacità di lettura critica, in un contesto in cui il ritardo dell’Italia sulle competenze digitali resta evidente nel confronto europeo. 
Durante la giornata, i docenti hanno approfondito alcuni elementi fondamentali e sperimentato attività laboratoriali. Tra queste, la costruzione di prompt secondo i principi FATPS (Fairness, Accountability, Transparency, Privacy, Safety), utile per riconoscere bias e stereotipi e per riflettere sull’uso responsabile della tecnologia.

Dalle testimonianze emerge un atteggiamento diffuso: interesse, ma anche cautela. L’intelligenza artificiale è percepita come un ambito da conoscere meglio prima di essere portato in classe.

Condividiamo alcune testimonianze raccolte durante la giornata. 
"Ci siamo avvicinati all’intelligenza artificiale con curiosità, ma anche con timore: il timore di sbagliare, di non saperla usare correttamente, di commettere errori. Nel confronto tra docenti sono emerse diverse criticità e, proprio per questa incertezza, al momento abbiamo scelto di limitarne l’uso da parte degli studenti. Abbiamo accolto con interesse la proposta della Fondazione Mondo Digitale perché è chiaro che abbiamo bisogno di più formazione", spiega la dirigente Roberta Maietti. "Il collegio ha risposto positivamente, consapevole che l’intelligenza artificiale farà parte del futuro, ma che senza le giuste competenze si rischia di usarla in modo improprio. È fondamentale aiutare gli studenti, soprattutto quelli della secondaria di primo grado e gli ultimi anni della primaria, a sviluppare un uso critico. Questo primo incontro è stato utile sia per comprendere la differenza tra dati e regole, sia perché alla teoria si affianca una parte pratica che può supportarci concretamente". 

Il punto non è il timore in sé, ma la scelta di non aggirarlo. La scuola riconosce il rischio di un uso superficiale dell’intelligenza artificiale e, proprio per questo, investe prima di tutto nella formazione. È un passaggio che sposta l’attenzione dagli strumenti alla responsabilità educativa. Per i docenti, aggiornarsi significa anche assumersi una responsabilità verso studenti che già oggi entrano in contatto con questi strumenti, spesso senza mediazione. "Questa formazione è davvero utile, perché la conoscenza dell’intelligenza artificiale non è mai sufficiente. Quello che sappiamo oggi è ancora limitato ed è importante continuare a informarci, sia per noi che per i nostri studenti. Portare queste attività anche in classe sarebbe fondamentale per la loro crescita e per aiutarli a evitare situazioni problematiche in futuro. Sarebbe importante coinvolgere anche altre scuole e istituzioni del territorio, così da costruire una rete di supporto per docenti e studenti", aggiunge Claudia Artuso, docente della scuola primaria. 
Qui emerge un cambio di scala: dalla formazione individuale alla costruzione di un ecosistema. Il bisogno non è solo aggiornarsi, ma non restare soli. L’intelligenza artificiale richiede continuità, confronto e connessioni tra scuole e territorio per diventare davvero parte della pratica educativa. 
C’è anche chi arriva con un background già strutturato e vede nella formazione un passaggio necessario per rendere le competenze trasferibili.
"Stiamo seguendo il percorso Experience AI e lo trovo molto utile, soprattutto per i docenti che hanno meno familiarità con questi strumenti. Il mio background è più specialistico: in passato ho svolto un dottorato in cui ho utilizzato l’intelligenza artificiale in ambito manifatturiero", racconta Salvatore Conte, docente di Matematica e Scienze. "Ho scelto di partecipare proprio per capire come trasferire queste competenze nella didattica. Uno degli aspetti più interessanti sono le attività laboratoriali, che possono essere applicate concretamente anche con gli studenti". 
La sfida non riguarda l’adozione della tecnologia in sé, ma la capacità di integrarla in modo consapevole nei processi di insegnamento e apprendimento.

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