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Con la Croce Rossa Italiana a Settimo Torinese

Con la Croce Rossa Italiana a Settimo Torinese

Con la Croce Rossa Italiana a Settimo Torinese

Con la Croce Rossa Italiana a Settimo Torinese

Ultima tappa per il WE CRI, format del progetto Digital Bridge

Prosegue verso la fase conclusiva Digital Bridge, il progetto sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale che accompagna la Croce Rossa Italiana in un percorso che integra competenze digitali, soft e life skill, con l’obiettivo di rendere le attività quotidiane più efficaci e rafforzare la collaborazione tra volontari e operatori.

Il 21 e 22 marzo, a Settimo Torinese, il Centro Polivalente Teobaldo Fenoglio ha ospitato il terzo e ultimo campo WE CRI, tappa conclusiva di un percorso che ha coinvolto volontari e operatori in tutta Italia. I campi WE CRI rappresentano un passaggio centrale del progetto: spazi immersivi in cui le competenze si attivano attraverso la pratica e il confronto tra pari. 
Due giornate di lavoro intensivo in cui i partecipanti hanno messo a sistema competenze, esperienze e visioni, sperimentando attività collaborative orientate alla co-progettazione, passando da una dimensione individuale a una logica di costruzione condivisa di soluzioni. Le attività sono state guidate da Marco Rossi con la metodologia Agile e da Cecilia Stajano con Lego® Serious Play®, che usa il pensiero creativo e la costruzione con i mattoncini per facilitare il confronto, far emergere idee e costruire significati condivisi, rendendo tutti i partecipanti attori attivi del processo e non semplici destinatari della formazione. Un approccio che rafforza il learning by doing: non solo acquisizione di competenze, ma sviluppo di un linguaggio comune e della capacità di lavorare in squadra. L'ultimo appuntamento consolida i risultati di un percorso che ha attraversato diversi territori, contribuendo a costruire una rete di competenze diffusa all’interno dell’organizzazione.

Le voci dei partecipanti
Sono proprio i partecipanti a restituire il senso dell’esperienza, raccontando un percorso che unisce apprendimento, relazione e consapevolezza. 
Aurora (Comitato di Pavia) sottolinea il valore trasformativo del percorso: “È stata un’esperienza bellissima, che porterò sempre con me: mi ha insegnato a interagire, a condividere e a sviluppare nuove idee, ma anche a uscire dalla mia comfort zone e trovare il coraggio di proporle davanti agli altri". 
Per Fabio (Comitato di Luino e Valli), la forza del progetto sta nell’integrazione tra diverse dimensioni di competenza: “Un’esperienza molto positiva e coinvolgente, sia dal punto di vista delle competenze digitali sia da quello delle soft skill: entrambi gli aspetti sono stati davvero appaganti". 
Anche Sandro (Comitato di Albenga) evidenzia il valore del confronto: “Un’esperienza nuova, fatta di condivisione e di confronto: mi ha dato l’opportunità di rimettere in discussione alcuni temi grazie agli stimoli dei tutor e dei docenti". 
Cristina, volontaria da trent’anni, restituisce infine il senso di un impegno condiviso: “È stata un’esperienza formativa importante: sono emerse tante idee e punti di vista diversi, ma con un obiettivo comune, quello di contribuire al benessere della Croce Rossa".

Il landscape: una mappa condivisa di motivazioni, esperienze e possibilità 
"Nelle sei ore di lavoro collaborativo, i partecipanti a We CRI hanno costruito un vero e proprio landscape narrativo, dando forma a uno scenario condiviso che racconta il percorso di un cittadino che sceglie di diventare volontario della Croce Rossa Italiana e decide, nel tempo, di restare. Partendo dalle esperienze personali, i volontari hanno intrecciato storie, motivazioni e snodi decisivi: c’è chi si avvicina per una spinta interiore, legata al desiderio di essere utile agli altri, e chi invece racconta un incontro casuale, una scoperta improvvisa che diventa scelta di vita. Due traiettorie diverse, ma complementari, che aprono una domanda chiave: come moltiplicare le occasioni di contatto tra cittadini e comunità, per favorire nuovi ingressi nel volontariato?", spiega Cecilia Stajano. "Il landscape restituisce anche ciò che accade dopo: cosa trattiene le persone, cosa le fa restare. Dalle storie emerge il valore delle relazioni, del senso di appartenenza e della possibilità concreta di generare impatto. Ogni esperienza contribuisce a delineare azioni replicabili, offrendo ai comitati indicazioni preziose per rafforzare una comunità interna capace di prendersi cura anche dei propri volontari. Infine, prende forma una geografia dinamica delle opportunità: ambiti di intervento, reti territoriali, collaborazioni possibili. Le differenze tra contesti locali diventano risorsa, ampliando lo spettro delle possibilità e mostrando come la capillarità della Croce Rossa Italiana sia anche la sua forza: saper rispondere in modo flessibile ai bisogni delle comunità. Il risultato è una mappa viva, costruita insieme, che non solo racconta ciò che è, ma suggerisce ciò che può diventare. Una giornata di confronto e co-creazione che ha dato voce a tutti e lasciato tracce concrete per il futuro". 


I nostri progetti

Digital Bridge, un ponte per l’innovazione digitale della Croce Rossa Italiana

Digital Bridge

L'obiettivo del progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa sociale (bando Digitale sociale), è ridurre il divario tecnologico all’interno della Croce Rossa Italiana (capofila), offrendo...

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