Argento ai World Humanoid Robot Games per il team della Sapienza, presenza storica alla RomeCup. Una nuova sfida internazionale attende il team alla Maker Faire Rome di ottobre
Dalla RomeCup al podio di Pechino. Il team SPQR dell’Università La Sapienza di Roma, presenza storica nella comunità robotica della Fondazione Mondo Digitale, ha conquistato la medaglia d’argento ai World Humanoid Robot Games 2026 (22–26 agosto), una delle più grandi competizioni internazionali dedicate alla robotica umanoide.
Si tratta di un risultato che ci fa particolarmente piacere annunciare, perché dietro quella medaglia ci sono ricercatori e giovani talenti che abbiamo visto crescere, sperimentare e competere nel corso degli anni, anche sui campi della RomeCup, trasformando il calcio robotico in uno straordinario terreno di formazione per la ricerca.
A Pechino, il team SPQR, affiliato al Dipartimento di Ingegneria Informatica, di Controllo e Gestionale “Antonio Ruberti” dell’Università La Sapienza di Roma, ha raggiunto la finale della competizione calcistica riservata ai robot umanoidi di grandi dimensioni. È stata l’unica squadra non cinese a rimanere in gara fino alle fasi finali. La finale, disputata all’Ice Ribbon, l’ovale nazionale di pattinaggio di velocità di Pechino, ha visto la vittoria della squadra Tsinghua Hephaestus dell’Università di Tsinghua, già campionessa della Large Division alla RoboCup 2026.
A rappresentare la SPQR in Cina c’erano Vincenzo Suriani, che guida la squadra, Valerio Spagnoli, Michele Brienza, Eugenio Bugli e John Marcelo.
Una storia che conosciamo bene
Per la Fondazione Mondo Digitale, il risultato di Pechino ha il sapore speciale dei successi dei nostri amici di lunga data. La squadra SPQR partecipa alle competizioni della RoboCup dal 1998 e il suo percorso è intrecciato da molti anni con quello della RomeCup. Nelle edizioni precedenti abbiamo già seguito i ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma nelle loro dimostrazioni con i piccoli umanoidi Nao, nelle loro sfide calcistiche e nel loro percorso verso le competizioni internazionali. Alla RomeCup 2026, ospitata proprio dalla Sapienza, il pubblico ha potuto osservare da vicino la nuova generazione di calciatori robotici del team. Nell’Humanoid Lab Corner, Vincenzo Suriani e i suoi colleghi hanno illustrato il passaggio dal Nao al più avanzato Booster T1, dimostrando come un robot impari a riconoscere il pallone, orientarsi, muoversi sul campo e prendere decisioni in modo autonomo. Solo poche settimane fa, mentre il mondo guardava il calcio giocato dagli esseri umani, abbiamo parlato proprio di questa ricerca attraverso le parole di Vincenzo Suriani, Luca Iocchi e il robot Virgilio: un calcio diverso, in cui ogni azione nasce dall’integrazione di intelligenza artificiale, visione artificiale, controllo motorio e cooperazione.
Ed è proprio questo il valore scientifico delle competizioni robotiche. Il campo da calcio è un ambiente complesso e imprevedibile in cui percezione, movimento, equilibrio, localizzazione e processo decisionale devono interagire in tempo reale. Le soluzioni e le metodologie testate durante una partita possono quindi contribuire allo sviluppo di applicazioni molto diverse.
Come spiega Vincenzo Suriani: «Siamo davvero molto soddisfatti di ciò che abbiamo ottenuto in Cina con SPQR. Il secondo posto in questa Olimpiade è un risultato davvero significativo, soprattutto considerando che la nostra è stata l’unica squadra non cinese a rimanere in gara fino alla fine nella categoria del calcio con robot di grandi dimensioni».
Il ricercatore sottolinea che il lavoro svolto alla RoboCup consente il progresso congiunto dell’intelligenza artificiale e della robotica, sviluppando metodologie destinate ad estendersi ben oltre l’ambito del calcio. Negli ultimi anni, grazie a piattaforme sempre più sofisticate e a una maggiore potenza di calcolo, il gruppo ha continuato a migliorare, in particolare nei settori della percezione e dei sistemi decisionali autonomi.
La prossima partita è a Roma
Dopo Pechino, è già tempo per la SPQR di tornare in campo. Dal 23 al 25 ottobre, alla Maker Faire Rome presso il Gazometro Ostiense, la squadra della Sapienza sarà infatti tra i protagonisti del RoboCup Italian Open – Humanoid Soccer Workshop and Games, il primo torneo internazionale in Italia dedicato al calcio con robot umanoidi, riconosciuto nel circuito RoboCup. Le squadre si sfideranno utilizzando cinque robot completamente autonomi, mettendo ancora una volta alla prova le loro capacità hardware, software, di percezione, locomozione e processo decisionale. Per noi sarà anche un’occasione per ritrovarci sul campo con amici e ricercatori che, da anni, condividono la stessa convinzione di RomeCup: le competizioni sono importanti non solo per vincere, ma perché accelerano la ricerca, stimolano il dibattito e permettono ai giovani di vedere la scienza in azione. Le nostre congratulazioni vanno quindi a SPQR per questa splendida medaglia. E, come sempre, attendiamo con impazienza la prossima sfida.