Main Menu

Il cuore sdoppiato

Con Ital.IA Lab for School la letteratura diventa un laboratorio di analisi

Il cuore sdoppiato

Il cuore sdoppiato

Con Ital.IA Lab for School la letteratura diventa un laboratorio di analisi

(…) il tormentato esaminator di sè stesso, per rendersi ragione d’un sol fatto, si trovò ingolfato nell’esame di tutta la sua vita. Indietro, indietro, d’anno in anno, d’impegno in impegno, di sangue in sangue, di scelleratezza in scelleratezza: ognuna ricompariva all’animo consapevole e nuovo, separata da’ sentimenti che l’avevan fatta volere e commettere; ricompariva con una mostruosità che que’ sentimenti non avevano allora lasciato scorgere in essa. Eran tutte sue, eran lui: l’orrore di questo pensiero, rinascente a ognuna di quell’immagini, attaccato a tutte, crebbe fino alla disperazione.

Come si misura il tormento di una coscienza? È possibile trasformare la notte dell’Innominato in un grafico? E soprattutto: cosa succede quando a leggere Manzoni, insieme agli studenti, è anche un’intelligenza artificiale? 
Sono le domande al centro di un nuovo percorso didattico sviluppato dalla docente Francesca Sabatini nell’ambito di Ital.IA Lab for School, che trasforma I Promessi Sposi in un laboratorio di analisi del sentimento, dati e pensiero critico.

Nel modulo “Il cuore sdoppiato: l’Innominato tra umano e IA”, il testo non è solo oggetto di interpretazione, ma diventa un sistema da analizzare. Gli studenti lavorano sulla crisi morale dell’Innominato usando due categorie chiave:

  • Valenza (emozione positiva o negativa)
  • Attivazione (intensità emotiva)

Parole come vergogna, rimorso, paura, speranza vengono isolate, discusse, interpretate. E poi trasformate in dati. In classe entra l’intelligenza artificiale, ma con un ruolo preciso: non sostituire l’interpretazione, ma metterla alla prova. Gli studenti utilizzano strumenti come Microsoft Copilot per:

  • analizzare automaticamente il sentiment del testo
  • classificare le emozioni
  • confrontare i risultati con la propria lettura

Il risultato è un vero e proprio esperimento: analisi umana vs analisi algoritmica. E spesso emerge una differenza decisiva. L’IA individua la paura. Gli studenti riconoscono la redenzione. Uno degli elementi più potenti del percorso è il confronto tra prospettive diverse. Come emerge dal lavoro in classe, l’analisi si sviluppa attraverso tre “lenti”:

  • La lente umana. Lenta, filologica, attenta alle sfumature. Coglie ironia, ambiguità, contesto.
  • La lente artificiale. Rapida, sintetica, capace di individuare pattern e ricorrenze.
  • La lente computazionale. Trasforma le parole in numeri, le emozioni in dati, rendendo visibile l’andamento del personaggio.

Il punto non è scegliere il metodo migliore. Il valore sta nel confronto. Dal dialogo tra queste prospettive emerge una comprensione più ricca e consapevole. La letteratura diventa così anche un esercizio di data literacy e data storytelling. Il cuore del percorso è imparare a riconoscere l’ambiguità emotiva, mettere in discussione i risultati dell’IA, argomentare un’interpretazione fondata. Perché, se l’algoritmo è veloce nel leggere le parole, solo l’essere umano può comprenderne il significato morale.

Un modello replicabile
Il percorso, della durata di circa 120 minuti, è strutturato in quattro fasi:

  1. introduzione alla crisi dell’Innominato
  2. analisi filologica di gruppo
  3. esperimento con l’IA e costruzione dei prompt
  4. confronto critico e discussione finale

Un modello replicabile anche in altri contesti:

  • nelle discipline scientifiche
  • nella scuola primaria (con testi narrativi semplificati)
  • in percorsi interdisciplinari tra letteratura, dati e tecnologia

Un ecosistema completo per i docenti SCARICA IL TOOLKIT COMPLETO SULLA FMD ACADEMY
Il modulo fa parte di un sistema più ampio che mette a disposizione:

  • unità didattiche già progettate
  • schede operative per studenti
  • guide per l’uso critico dell’IA
  • rubriche di valutazione e strumenti di monitoraggio
  • esempi di lavori reali

Non un’attività isolata, ma un modello didattico strutturato, pronto per essere adattato e portato in classe. Durante il lavoro emergono domande inattese. Gli studenti si accorgono che:

  • l’IA semplifica ciò che è complesso
  • le emozioni non sono sempre classificabili
  • il contesto cambia il significato delle parole

E soprattutto capiscono che leggere un testo non significa solo comprenderlo, ma interpretarlo, discuterlo, metterlo in relazione con il presente.

 

Altre notizie che potrebbero interessarti

I nostri progetti

Ital.IA Lab for School

Ital.IA Lab for School

L’81% degli studenti italiani usa strumenti basati sull’intelligenza artificiale, ma solo il 28% sviluppa competenze d’uso in classe. Due terzi dei docenti dichiarano di non avere una formazione adeguata e...

Rimani aggiornato sulle nostre ultime attività, notizie ed eventi