Roll Cloud: a Roma Tre le idee che mettono l’AI al servizio delle persone
Mettere l’intelligenza artificiale al servizio delle persone più fragili, trasformando competenze tecniche in soluzioni concrete per la vita quotidiana. È questa la sfida che lo scorso 23 marzo ha animato le aule del Dipartimento di Ingegneria civile, informatica e delle Tecnologie aeronautiche (DICITA) dell’Università degli Studi di Roma Tre. Qui ha preso il via la prima tappa di Roll Cloud. Lavorare sulla nuvola, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale nell’ambito di Opening Future, progetto congiunto di Google Cloud, Intesa Sanpaolo e TIM Enterprise. Protagonisti assoluti: gli studenti, chiamati non solo a progettare, ma a immaginare un futuro in cui la tecnologia riduce le distanze e rafforza la cura.
Oltre la tecnica: competenze che fanno la differenza
Durante l’hackathon, i partecipanti hanno messo in gioco capacità di collaborazione, ascolto e problem solving, trasformando idee individuali in visioni condivise. Come ha sottolineato la professoressa Federica Pascucci, iniziative come questa permettono agli studenti di ampliare le proprie competenze trasversali, imparando a lavorare in gruppo e a comunicare in modo efficace le proprie soluzioni.
Lo raccontano bene le parole del team Null Pointers (Stefano Zerbino, Dario Nicchi, Andrew John John Murugan e Patryk Rea): “Attraverso il confronto siamo riusciti ad arrivare a un prodotto migliore di quello che avevamo immaginato singolarmente: quattro cervelli funzionano decisamente meglio di uno”.
Tre idee, un unico obiettivo: una sanità più umana
Dalla sfida sono emersi tre progetti che si sono distinti per innovazione e impatto sociale, conquistando l’accesso alla finale nazionale della Rome Cup 2026, in programma il 28 aprile presso l’Università La Sapienza.
MaiSolo AI (team vincitore)
Sviluppato da Gabriele Crociani, Alessandro Pasetti e Alessia Castagnedi, il progetto nasce da un’esigenza semplice e profonda: non lasciare mai sole le persone nei momenti più critici. Il sistema integra smartwatch e app per il monitoraggio continuo dei parametri vitali, ma il suo punto di forza è l’uso dell’AI predittiva. Grazie al protocollo F.A.S.T. e al riconoscimento facciale, è in grado di individuare segnali di ictus in pochi secondi. L’app include anche funzionalità di supporto emotivo, come l’analisi del tono vocale per intercettare situazioni di fragilità.
CareGuardianAI (team CareMinds)
Il progetto di Camilla Cozzolino e Federica Piccardi ripensa l’assistenza domiciliare attraverso una carrozzina intelligente dotata di sensori IoT e dispositivi wearable. Non si limita a raccogliere dati, ma li trasforma in informazioni utili per caregiver e familiari, facilitando decisioni tempestive e migliorando la sicurezza di persone anziane o con disabilità.
Clinical Pointers (team Null Pointers)
Una piattaforma pensata per semplificare il lavoro del personale sanitario, riducendo il carico burocratico. Grazie alla funzione “voice-to-log”, medici e infermieri possono registrare note vocali che vengono automaticamente trascritte, organizzate e sintetizzate, migliorando la continuità delle informazioni tra i turni e lasciando più tempo alla relazione con il paziente. A supportare il percorso dei ragazzi, anche il contributo dei partner di Opening Future, che hanno accompagnato la sfida con una visione condivisa: mettere l’innovazione al servizio delle persone.

“Oggi, conoscere limiti, i rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale è cruciale, specialmente nelle applicazioni ad alto impatto come quelle che riguardano il mondo della salute, per cui è importante considerare anche gli aspetti etici. I team di studenti e studentesse hanno affrontato la sfida con determinazione, grande creatività e attenzione alle tematiche di privacy, sicurezza e di centralità umana”.
Marta Casassa, Service Concepts & Innovation, TIM Enterprise
“È stata una occasione preziosa per constatare come le giovani generazioni abbiamo grande sensibilità ai temi sociali, come quello della salute fisica e mentale e più in generale delle fragilità, e sappiano immaginare soluzioni innovative al servizio delle persone, mai mettendo da parte la centralità dell’essere umano nei processi decisionali".
Rebecca Ascalone, Diversity, Belonging & Inclusion, TIM
“In un’Italia dove l’età mediana ha raggiunto i 48,6 anni e il carico cronico grava su un sistema sempre più teso, l’AI non è solo un’opzione, ma una necessità per garantire sostenibilità. L'innovazione tecnologica, sempre più veloce e specialistica, deve saper camminare di pari passo con l'umanizzazione, come, ad esempio usare algoritmi avanzati per liberare tempo da dedicare all'ascolto e all'empatia. Durante RollCloud ho potuto raccontare ai presenti le importanti iniziative in ambito "salute" che Intesa Sanpaolo per il Sociale sostiene. Ho visto i giovani universitari progettare soluzioni che mettono la persona, e non solo il dato, al centro della cura. L’aspettativa e l’obiettivo diventano quindi trasformare la sfida demografica in un'opportunità di rinascita civile e sanitaria”.
Cristiana Bellinazzi, Learning Design & Instructional Training, Intesa Sanpaolo per il Sociale