Il progetto Diga con l'Università Roma Tre
Antonio ha “trascinato” i suoi compagni alla scoperta della robotica, provando a immaginare le sue mille applicazioni per il benessere delle persone. O almeno questo è il ruolo che gli viene riconosciuto dalle ragazze e dai ragazzi della classe terza del liceo scientifico Gaetano De Sanctis di Roma, scuola guidata dalla dirigente Cosima Stefania Chimienti. Il sedicenne è famoso in classe per la sua voglia di sperimentare e mettersi alla prova con nuove sfide. “Da sempre ho voluto seguire la fisica teorica ma da quando abbiamo intrapreso il percorso DIGA con la classe ho iniziato a pensare che potrei dedicarmi a qualcosa di diverso, più pratico, come l’ingegneria aerospaziale. Con le mie compagne e compagni stiamo scoprendo la robotica e i contest della RomeCup, mi piace molto partecipare alle attività di formazione qui nelle aule universitarie di Roma Tre per familiarizzare meglio con questo mondo”.
Nell’ambito del percorso, il 12 e il 13 di gennaio siamo stati ospiti dell’Università di Roma Tre per parlare di droni, bracci meccanici, robot collaborativi o dedicati alla cura. Insieme ai suoi colleghi, Andrea Gasparri, professore ordinario di Robotica e Automazione presso l’ateneo, ha mostrato i principi che guidano la progettazione e l’uso delle diverse tipologie di robot, attraverso esempi concreti e attività di analisi.
Anche i compagni di Antonio hanno grandi passioni e apprezzano le iniziative di orientamento e crescita come queste. Sofia, 16 anni, sin da piccola ha il sogno di diventare un medico e pensa che l’attitudine alle materie tecnico-scientifiche le spianerà la strada per realizzarlo. “Non pensavo che la robotica potesse avere un ruolo importante anche in ambito sanitario ma ho capito che può rivelarsi una tecnologia decisiva anche per il mondo della medicina”, ha commentato.
Tommaso, 16 anni, non sa ancora con certezza cosa farà da grande ma ha una grande inclinazione per le scienze. Avvicinarsi a temi di ingegneria informatica gli sta aprendo nuove prospettive, un’esperienza come questa lo sta avvicinando a operare una scelta.
“Oggi non possiamo mostrare ai giovani il lavoro che faranno domani, data l’evoluzione tecnologica in atto, ma stiamo aprendo uno spiraglio nelle loro menti”, racconta Andrea Gasparri, “un lavoro usurante come quello agricolo, domani potrebbe non esserlo più. Dare questa percezione ai ragazzi, oggi, li rende pronti a cogliere le sfide, domani”. La robotica potrebbe ridurre i lavori pesanti, perché consente di lavorare in condizioni ostili, garantisce la ripetibilità delle azioni, la precisione e la consistenza operativa, portando a produzioni migliori, più sostenibili, riportando così i giovani alla “terra”.
Arrivederci al prossimo appuntamento, presso la Palestra dell’Innovazione di via del Quadraro 102!
Il racconto è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.