Il convegno sull'economia sociale: Intelligenza artificiale, inclusione e nuovi diritti nella società della conoscenza
Si è svolto mercoledì scorso, 21 ottobre, nella Sala Baldini (piazza di Campitelli) l’incontro Economia sociale nell'era digitale. Intelligenza artificiale, inclusione e nuovi diritti nella società della conoscenza, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS, in occasione dei suoi 25 anni, in collaborazione con la Fondazione Terzjus. È stata presentata una Carta in dieci punti con proposte per rafforzare la dimensione digitale e l'IA nell'attuazione del Piano nazionale per l'economia sociale. In particolare, si è parlato dell’evoluzione delle organizzazioni del terzo settore, contaminazione profit e non profit, misurazione dell'impatto, finanza e appalti.
L’avv. Gabriele Sepio, segretario generale Osservatorio per la filantropia e il Terzo settore (Fondazione Terzjus), ha esordito: “Con l'approvazione del Piano nazionale per l'economia sociale si apre una fase importante per valorizzare il contributo che gli enti dell'economia sociale offrono allo sviluppo del Paese. In questo percorso, la trasformazione digitale rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare le competenze, migliorare la capacità organizzativa e ampliare l'accesso ai servizi. L'obiettivo è accompagnare l'innovazione tecnologica con un modello di sviluppo che mantenga al centro la persona e la capacità di rispondere ai bisogni delle comunità”.
Alfonso Molina, cofondatore e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, Personal Chair Technology Strategy all’Università di Edimburgo, ha ripercorso i 25 anni della Fondazione Mondo Digitale illustrando il modello formativo sottostante e l’impegno per una società democratica dell’innovazione. “Per noi il lavoro accademico deve essere affiancato dallo sviluppo di strumenti e progetti per intervenire nell’istruzione, per l’inclusione digitale e lo sviluppo della comunità”. L’innovazione è, per Molina, un processo sociotecnico, che coinvolge i diversi attori sociali.
Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, ha puntato l’attenzione sul piano per l’economia sociale, “Un’opportunità importante per riflettere sul tema di una rivoluzione tecnologica a misura delle persone. L’accesso ai servizi digitali è una questione di cittadinanza digitale e una grande occasione per le organizzazioni del terzo settore. Crediamo che queste possano svolgere un ruolo fondamentale nell'orientare le istituzioni verso una transizione digitale equa e inclusiva”.
Massimiliano Geoli, segretario nazionale della Croce Rossa Italiana, ha presentato i risultati della ricerca sulla trasformazione digitale dell'organizzazione: “Attraverso il progetto Digital Bridge, promosso con Fondazione Mondo Digitale, abbiamo voluto cogliere le opportunità legate al digitale per il Terzo Settore, migliorando le competenze presenti all'interno della nostra organizzazione. Misurando le competenze digitali prima e dopo i percorsi formativi, abbiamo osservato una crescita sostanziale, con un impatto positivo sull'organizzazione complessiva e - di conseguenza - sul modo in cui portiamo avanti la nostra missione umanitaria. Progetti come Digital Bridge dimostrano quanto fare rete tra diversi soggetti porti risultati molto concreti”.
Hanno contribuito al dibattito anche i promotori dell’Intergruppo parlamentare per l’economia sociale, gli onorevoli Silvia Roggiani e Lorenzo Malagola. “Oggi rivendichiamo il pieno riconoscimento di un settore che non è residuale, ma che necessita di fattori abilitanti come l’innovazione digitale, per superare l’aspra competizione tra grandi e piccole organizzazioni. Tecnologie come l'IA non devono essere uno strumento di esclusione” (Silvia Roggiani). “Il tempo che viviamo è contraddistinto da una quarta rivoluzione, quella del digitale, nella quale la capacità relazionale e critica sono messe a dura prova. Ci viene chiesto di tutelare queste abilità e l’economia sociale risponde a sfide ben precise” (Lorenzo Malagola).
Lucia Albano, sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha riportato al centro del dibattito il rapporto tra innovazione tecnologica e responsabilità collettiva: “La domanda riguarda chi vogliamo coinvolgere in questa trasformazione digitale. L’economia sociale interviene proprio su questo aspetto, perché pone l’attenzione sui cittadini, per uno sviluppo inclusivo della conoscenza. Il piano, condiviso con 130 enti del terzo settore, ha portato anche a divulgare il concetto stesso di Terzo settore”.
Mirta Michilli ha presentato la carta per la transizione digitale inclusiva dell’economia sociale in dieci punti, invitando le organizzazioni presenti a condividerli:
- Assumere la leadership della transizione digitale
- Rafforzare la capacità di innovare delle organizzazioni
- Investire sulle persone e sulle competenze
- Fare della facilitazione digitale un'infrastruttura sociale
- Connettere capitale sociale e capitale digitale
- Fare dell'IA un laboratorio di innovazione sociale
- Valutare per apprendere e decidere
- Aprire l'accesso alla tecnologia e al trasferimento di conoscenza
- Mobilitare investimenti per la trasformazione digitale
- Fare della transizione digitale inclusiva un laboratorio per il Paese
Al confronto hanno contribuito anche rappresentanti delle organizzazioni del terzo settore, tra cui: Katia Scannavini, segretaria generale ActionAid Italia, Ivan Marinelli, Presidente Aeci, Valeria Gherardini, responsabile Ufficio Internazionale e Ufficio progettazione e progetti Aics, Alessandro Cossu, responsabile Ufficio Comunicazione Cittadinanzattiva, Grazia Maria Bartucci, presidente Associazione Intercultura, Luca Di Sciullo, presidente Centro Studi e Ricerche IDOS, Davide Zanon, direttore Codici, Massimiliano Geoli, segretario nazionale Croce Rossa Italiana, Cristina De Luca consigliera CSVnet, Jasmin Abo Loha, segretaria generale Ecpat Italia, Francesca Lusenti, responsabile nazionale Politiche attive e Servizi per il Lavoro Ifoa, Marcello Rossoni, capo missione Italia Intersos, Sofia Nardacchione, Ufficio di presidenza Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Roberto Perini, responsabile Information Technology Oxfam Italia, Ruggiero Russo, responsabile Ufficio Progetti nazionale Polisportive Giovanili Salesiane, Don Francesco Preite, presidente Salesiani per il Sociale, Sergio Rivabene, responsabile relazioni istituzionali Comunità di Sant'Egidio.