La Palestra dell’Innovazione protagonista di Roma Smart City su Radio Roma News
Roma è una città della conoscenza per vocazione: università, centri di ricerca, imprese, startup, istituzioni e luoghi di formazione possono diventare un ecosistema capace di generare sviluppo, inclusione e nuove opportunità. È il tema al centro della puntata di Roma Smart City, il programma di Radio Roma News condotto da Luca Bedini e dedicato all’innovazione urbana, con la partecipazione di Riccardo Corbucci, presidente della Commissione Innovazione di Roma Capitale, Antonella Melito, vicepresidente della Commissione, Sabrina Sarto della Fondazione Rome Technopole e Vincenzo Sivero, project manager della Fondazione Mondo Digitale.
Nel corso della puntata, in onda lo scorso 22 maggio, il sistema romano dell’innovazione viene raccontato come una rete in crescita, che mette in connessione ricerca, impresa, formazione e territori. In questo scenario si inserisce il modello delle Palestre dell’Innovazione, nato per portare presìdi territoriali nei quartieri e rendere l’innovazione accessibile non a pochi, ma a tutti. Come ha ricordato Vincenzo Sivero, la Fondazione Mondo Digitale, con Roma Capitale tra i soci fondatori, lavora proprio per costruire spazi dove cittadini, scuole e università possano collaborare e sperimentare insieme.
La puntata ha dato spazio anche al racconto diretto delle attività della Fondazione Mondo Digitale. Nel servizio realizzato nella Palestra dell’Innovazione, Cecilia Staiano ha ricordato i 25 anni della Fondazione e il lavoro svolto su tutto il territorio nazionale, a partire dalle sedi operative di Roma, Milano e Torino, con l’obiettivo di accompagnare le persone a diventare cittadini digitali competenti e consapevoli. Il digitale, ha spiegato, va conosciuto e interrogato bene, anche oggi con l’intelligenza artificiale: non deve spaventare, ma può diventare un “compagno di viaggio” se usato con consapevolezza.
Uno dei passaggi più concreti della puntata arriva dal fab lab della Palestra dell’Innovazione, dove Daniele Vigo mostra alcuni oggetti realizzati nel laboratorio, tra cui il logo dell'emittente Radio Roma appena "tagliato a laser". Nel Fab Lab si lavora con studenti di età diverse, dalla scuola primaria fino all’università, accompagnandoli nel passaggio dal progetto digitale alla realizzazione fisica. Si parte da software di modellazione e grafica, si preparano i file e si programmano macchinari come taglio laser, frese Cnc, stampanti 3D e plotter da taglio.
Il racconto di Daniele rende visibile il cuore della Palestra dell’Innovazione: un luogo in cui il digitale non resta sullo schermo, ma diventa materia, prototipo, oggetto, soluzione. Accanto alla dimensione creativa c’è anche una componente ingegneristica: il laboratorio supporta studenti universitari e scuole nella realizzazione di progetti complessi, anche con materiali e filamenti specifici per la stampa 3D. È qui che l’idea di “artigiano digitale” prende forma: progettare con il computer, costruire con le mani, imparare facendo.
La formazione digitale, però, non riguarda solo i più giovani. La Fondazione Mondo Digitale promuove percorsi intergenerazionali e attività di accompagnamento per persone di età diverse: anziani, adulti in riqualificazione, giovani che non hanno avuto occasioni di accesso alle tecnologie. La competenza digitale non è una questione anagrafica, ma di accesso, interesse, fiducia e possibilità di imparare insieme.
Nella riflessione di Antonella Melito, Palestre dell’Innovazione e Centri di facilitazione digitale sono parte di una crescita che deve essere collettiva: strumenti per evitare che l’innovazione resti patrimonio di un’élite e per aiutare la città ad affrontare sfide come occupazione giovanile, dispersione scolastica e aumento dei neet. Una città è davvero smart quando la trasformazione digitale diventa innovazione sociale, al servizio delle persone e della qualità della vita quotidiana.
La puntata si chiude con un messaggio che attraversa l’intero racconto: la tecnologia produce valore quando incontra le persone, quando abilita competenze, quando aiuta ragazze e ragazzi a diventare protagonisti. Non solo studenti universitari o futuri ricercatori, ma giovani capaci di formarsi, progettare e diventare già oggi “costruttori del domani”.