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Siamo diventati un villaggio che educa

Laboratori OpenSPACE

Siamo diventati un villaggio che educa

Siamo diventati un villaggio che educa

Il progetto OpenSpace raccontato dal giornalino "Contrada tesoro"

Leggendo le colorate pagine di "Contrada Tesoro", il giornalino scolastico dell'istituto comprensivo B. Grimaldi - L. Lombardi  di Bari, scuola polo del progetto OpenSPACE, a Giovanna Cipolla viene subito in mente l'antico proverbio africano: “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”.

"In questi quattro anni abbiamo collaborato e cooperato in perfetta sinergia con la comunità educante dell’IC Grimaldi Lombardi (così come delle altre scuole partner del progetto OpenSPACE) nel comune intento di fornire nuove opportunità formative a tutte e a tutti, senza lasciare indietro nessuno", spiega Giovanna che ha coordinato le attività per la Fondazione Mondo Digitale. "Alla fine, un villaggio lo siamo diventati per davvero per comunità di intenti, di visioni, per le esperienze e i cambiamenti attraversati insieme (tra queste anche due anni di pandemia) e le gioie condivise".

"Abbiamo conosciuto le ragazze e i ragazzi, raccontate nelle pagine del giornalino, tre anni fa. Ricordo bene le parole di un alunno della scuola alla fine del primo laboratorio di video making all’interno della Palestra dell’Innovazione: Una volta che mi piace fare una cosa nella vita, me la togli?”.

"La fervida curiosità con cui in questi anni hanno accolto le nostre proposte (espressa prima attraverso i sorrisi, poi attraverso uno schermo e infine attraverso sguardi sognanti dietro una mascherina) è stata il vero motore delle nostre azioni".

"Leggere oggi, alla vigilia dell’inizio di un nuovo ciclo per loro, che le nostre attività hanno orientato qualcuno”, che hanno aiutato qualcun altro a scoprire talenti nascosti o semplicemente che hanno insegnato loro l’importanza di “ritentare di fronte alle difficoltà” riempie di gioia l’intero “villaggio” e ci convince sempre di più del valore di una scuola grande come il mondo come scriveva Gianni Rodari e come amava sempre ripetere Tullio De Mauro.

Buona lettura!

 

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