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Dalla diffidenza alla consapevolezza

Intelligenze al femminile nell'IA: Francesca Grassi scopre il potenziale della tecnologia nel lavoro

Dalla diffidenza alla consapevolezza

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Intelligenze al femminile nell'IA: Francesca Grassi scopre il potenziale della tecnologia nel lavoro

C’è chi si avvicina all’intelligenza artificiale con entusiasmo e chi, inizialmente, con prudenza. Francesca Grassi appartiene a questa seconda categoria. “Per carattere e per il tipo di lavoro che svolgo, tendo a essere sospettosa verso le novità tecnologiche”, racconta. Eppure proprio questa cautela si è trasformata nella spinta per approfondire, comprendere e sperimentare nuovi strumenti digitali attraverso il percorso Intelligenze al femminile nell’IA
Il progetto, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e sostenuto dal Centre for Public Impact nell’ambito del Google.org AI Opportunity Fund, accompagna imprenditrici, professioniste e lavoratrici nello sviluppo di competenze strategiche per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole, critico e responsabile. 
Per Francesca, la partecipazione al percorso non è stata soltanto una scelta individuale. Insieme a lei ha preso parte alla formazione anche Caterina del Bianco, componente del consiglio di amministrazione della Comi Spa (Compagnia Alberghiera Italiana), storica realtà fiorentina attiva nel settore turistico e immobiliare. Un coinvolgimento che riflette la volontà dell’azienda di comprendere le opportunità offerte dall’IA e accompagnare con maggiore consapevolezza i processi di innovazione interna. 
Oggi Francesca si occupa del coordinamento di direzione, della gestione contrattuale e dei rapporti societari. Un ruolo che richiede precisione documentale, capacità organizzativa e attenzione alla gestione delle informazioni. In questo contesto, la formazione continua sulle tecnologie digitali diventa fondamentale: affidarsi a tecnici e professionisti specializzati per la gestione dei sistemi è importante, ma è altrettanto necessario che ogni persona sviluppi competenze e consapevolezza nell’utilizzo quotidiano degli strumenti digitali, anche per prevenire rischi legati alla sicurezza dei dati e alla protezione delle informazioni aziendali.

L’intervista

Francesca, cosa ti ha spinta ad avvicinarti a un percorso formativo sull’intelligenza artificiale? 
“Mi occupo soprattutto di gestione contratti, rapporti societari e coordinamento di direzione. Per mia natura e per il tipo di mansioni che svolgo, tendo a guardare con prudenza alle novità tecnologiche. Sentivo però il bisogno di capire davvero cosa fosse l’intelligenza artificiale e quale impatto potesse avere sul nostro lavoro. Volevo acquisire strumenti per valutarne rischi e opportunità con maggiore consapevolezza. Credo che sia importante che tutti in azienda sviluppino competenze e attenzione nell’utilizzo degli strumenti digitali, anche per evitare di introdurre rischi o criticità nella gestione quotidiana del lavoro”.

Com’è stata la tua esperienza all’interno del percorso?
“È stato un percorso molto completo, capace di unire teoria e pratica. Ho seguito i moduli del corso online “Google AI Essentials” su Coursera, che ho trovato molto chiari e utili per approfondire i diversi aspetti dell’IA. Parallelamente abbiamo partecipato a sessioni live con esperti come Massimo Marzocco, che è riuscito a rendere temi complessi accessibili e concreti, anche attraverso esercitazioni pratiche molto coinvolgenti”.

Quali aspetti o strumenti ti hanno colpita maggiormente?
“Per me è stato molto importante capire che l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere utilizzata semplicemente come un motore di ricerca. Uno degli insegnamenti più utili del corso è stato imparare a lavorare su fonti specifiche e documenti caricati direttamente da noi. In questo modo le risposte sono più affidabili e il lavoro di analisi può essere velocizzato senza perdere controllo e accuratezza. Anche il tema del prompting è stato fondamentale: ho imparato che la qualità delle risposte dipende molto da come si formulano le richieste e dal contesto che si fornisce allo strumento”.

In che modo è cambiato il tuo rapporto con l’intelligenza artificiale dopo il corso?
“Oggi la uso in modo molto più consapevole. La formazione mi ha dato soprattutto gli strumenti per usarla con responsabilità: ho compreso l’importanza di proteggere dati sensibili, privacy e copyright. È un percorso di apprendimento continuo, ma adesso sento di avere basi solide su cui costruire il mio metodo di lavoro”. 

La storia di Francesca mostra come la formazione possa aiutare a trasformare la diffidenza iniziale verso l’intelligenza artificiale in una maggiore consapevolezza del suo potenziale. Ma evidenzia anche un altro aspetto centrale: l’innovazione non riguarda soltanto l’introduzione di nuovi strumenti, bensì la capacità delle organizzazioni di sviluppare cultura digitale, responsabilità e competenze diffuse. 
Con “Intelligenze al femminile nell’IA”, la Fondazione Mondo Digitale continua a investire nello sviluppo delle competenze come leva di inclusione, innovazione e partecipazione attiva al futuro del lavoro.

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