Intelligenze al femminile nell’IA: la storia di Valentina
Valentina Cocciolo ha studiato Scienze della Comunicazione a Lecce, oggi ha 30 anni e guarda con grande ottimismo e atteggiamento aperto all’intelligenza artificiale, che secondo lei “rappresenta una risorsa nuova e concreta, capace di supportare lo sviluppo delle attività quotidiane e di aprire nuove possibilità”.
Valentina rappresenta un efficace esempio di “restanza digitale”: vive in un paese della provincia di Taranto e ha avviato la propria carriera in maniera graduale, iniziando da piccole esperienze come creator di contenuti per un’associazione e collaborazioni online come copywriter e ghostwriter. “Con il tempo ho trovato grazie a un’azienda del territorio tarantino una possibilità che mi ha permesso di consolidare le competenze acquisite e di scoprirne di nuove”, racconta. “Da circa tre anni lavoro all’interno di una realtà commerciale che opera a livello nazionale nella distribuzione di dispositivi medici per impianti gas medicali e nelle forniture industriali, civili e ospedaliere, come DPI, materiale di primo soccorso, antincendio e antinfortunistica”.
Il suo ruolo oggi è trasversale: supporta l’area commerciale curando le presentazioni con i clienti, la preparazione di materiali e offerte, l’accesso a procedure e opportunità di mercato e il contatto con buyer e aziende, anche attraverso canali digitali come LinkedIn. Si tratta di un lavoro in continua evoluzione, che oggi può progredire anche grazie all’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti digitali.
Sulla partecipazione al progetto “Intelligenze al femminile nell’IA” ci ha raccontato di essere venuta a conoscenza del percorso attraverso i servizi informativi e le comunicazioni della Camera di Commercio del territorio. “In accordo con il mio team, abbiamo ritenuto che fosse un percorso interessante e attuale, anche perché non è così frequente avere l’opportunità di accedere a formazioni di qualità gratuite su temi innovativi. Inoltre, il corso è arrivato in un momento significativo per la nostra azienda, impegnata in una fase di riorganizzazione e cambiamento, che comprende l’unificazione delle attività, il rinnovamento del brand e la creazione di un nuovo sito ed e-commerce. Abbiamo quindi visto nell’intelligenza artificiale uno strumento utile per supportare questa fase di transizione e per affrontare in modo prezioso la gestione del cambiamento interno”.
Quali competenze hai acquisito e come le stai usando nel tuo lavoro o nella vita quotidiana?
“Prima del corso avevo già una conoscenza di base dell’intelligenza artificiale, in particolare attraverso l’utilizzo di strumenti come ChatGPT, che usavo soprattutto per supportarmi nella creazione di contenuti, come descrizioni di prodotti per i social o presentazioni aziendali personalizzate per i clienti. Era uno strumento che mi aiutava a velocizzare e perfezionare alcuni processi, ma che utilizzavo in modo molto intuitivo e rapido. Grazie al corso ho potuto consolidare queste conoscenze imparando a dare un nome e una struttura ai vari passaggi, utilizzando delle vere e proprie terminologie. Ho acquisito nozioni nuove che mi hanno fatto capire come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo strategico, e che conto di applicare, anche nel mio contesto lavorativo. Sicuramente, dopo questo percorso mi sento più sicura e consapevole nell’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale. Oggi li vedo come un supporto concreto, capace di ottimizzare i tempi di lavoro e migliorare l’organizzazione delle attività”.
Hai incontrato difficoltà o pregiudizi come donna nel tuo percorso professionale? La formazione ti ha aiutata a superarli?
“Nel mio percorso professionale non mi è capitato di affrontare direttamente pregiudizi o difficoltà legate al fatto di essere donna. Al contrario, ho riscontrato un ambiente abbastanza equo, in cui il contributo professionale viene valorizzato indipendentemente dal genere.
Inoltre, il fatto di lavorare in un team composto in gran parte da donne è per me un aspetto positivo, che contribuisce a creare un clima inclusivo. Percorsi come questo aiutano a rafforzare la sicurezza personale e professionale, rendendo più semplice affrontare il cambiamento e l’introduzione di nuove tecnologie con maggiore consapevolezza”.
Se dovessi riassumere in una parola l’impatto del corso su di te?
“Direi sorprendente. È stato sorprendente scoprire quante donne si siano avvicinate a questo tema, soprattutto di età ed esperienze professionali molto diverse dalla mia. Questo mi ha fatto riflettere su quanto lo sviluppo digitale sia ormai un interesse comune e condiviso.
Mi ha colpita positivamente il fatto che l’intelligenza artificiale non venga vissuta come un ostacolo da cui difendersi, ma come un’opportunità in cui vale la pena investire tempo ed energia per comprenderla e utilizzarla, sia nel contesto lavorativo che nella vita quotidiana.
Inoltre, questo corso ha consolidato una convinzione che già sentivo mia: la necessità di avvicinarmi in modo più consapevole all’intelligenza artificiale come strumento capace di migliorare i processi lavorativi e di diventare una risorsa utile anche per le persone che mi circondano”.
Il racconto è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.