Main Menu

Il braccialetto della gentilezza

RomeCup 2026, primo premio per WordShield del Giordano di Venafro nella categoria NonniBOT

Il braccialetto della gentilezza

Il braccialetto della gentilezza

RomeCup 2026, primo premio per WordShield del Giordano di Venafro nella categoria NonniBOT

Alla RomeCup 2026 l’innovazione sociale passa anche da un braccialetto. Si chiama WordShield, ma le studentesse e gli studenti dell’istituto omnicomprensivo Antonio Giordano di Venafro (Isernia) lo hanno ribattezzato anche “sentinella della gentilezza”: un dispositivo intelligente pensato per riconoscere toni aggressivi o situazioni di violenza verbale e inviare un alert a caregiver o familiari.

Il progetto ha conquistato il primo posto nella categoria NonniBOT, il contest creativo dedicato a soluzioni tecnologiche per l’assistenza, la sicurezza e il benessere delle persone anziane. A supportare il percorso della scuola è stato il Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle tecnologie dell'informazione dell’Università Federico II di Napoli con la ricercatrice Alessandra Rossi [vedi la notizia La robotica che risponde ai bisogni reali].

Per la comunità scolastica di Venafro il riconoscimento rappresenta “un traguardo straordinario”. Come scrive su LinkedIn Michele Fiore, docente di informatica, matematica e fisica e naimatore digitale, l’Istituto Antonio Giordano “ha trionfato alla RomeCup 2026, conquistando il primo posto nella categoria dedicata al sociale grazie a un innovativo braccialetto tecnologico”.

L’idea nasce da un’attività di laboratorio realizzata in occasione della Giornata del rispetto, il 20 gennaio. Come racconta Francesca Faccenda, studentessa dell’Istituto Antonio Giordano, il gruppo è partito dalla lettura di testi come Stai zitta di Michela Murgia e L’idiota di Fëdor Dostoevskij, per riflettere sul peso delle parole e sulla violenza che può passare anche attraverso il linguaggio. Da qui la scelta di progettare un braccialetto capace di riconoscere alcune espressioni aggressive e trasformare il segnale in una richiesta di attenzione.

Attraverso un processo di machine learning, il dispositivo è stato addestrato a rilevare parole e frasi potenzialmente offensive o minacciose. Il prototipo analizza l’audio in tempo reale e, quando intercetta situazioni critiche, può attivare una segnalazione verso le persone di riferimento. Una soluzione semplice nell’uso, ma significativa per l’impatto: mettere la tecnologia al servizio della cura, della prevenzione e della protezione delle persone più vulnerabili.

A colpire la giuria è stato proprio l’equilibrio tra funzionalità tecnica e valore etico. Nel post si sottolinea che il progetto “ha colpito la giuria per il suo forte valore etico oltre che tecnologico” e che “è stato premiato il perfetto equilibrio tra funzionalità tecnica e attenzione alla persona”, incarnando il “binomio etica-tecnologia” sempre più centrale nel dibattito contemporaneo.

Per gli studenti, la partecipazione alla RomeCup è stata “un’esperienza altamente formativa, fatta di apprendimento, collaborazione e confronto con realtà di eccellenza”. Un risultato che, nelle parole di Michele Fiore, è “il frutto di un grande lavoro di squadra”, sostenuto dall’Ufficio scolastico del Molise, dal dirigente scolastico Marcello D’Ambrosa, dallo staff di presidenza e dai docenti che hanno accompagnato il percorso, come Romana Eugenia Lucarelli, docente di Italiano, storia e Latino

Con WordShield, la categoria NonniBOT premia una visione concreta di intelligenza aumentata: una tecnologia che non sostituisce la relazione umana, ma la rafforza, aiutando famiglie, caregiver e comunità a prendersi cura meglio delle persone.

Altre notizie che potrebbero interessarti

I nostri progetti

Rimani aggiornato sulle nostre ultime attività, notizie ed eventi