Alla RomeCup 2026 premiati i vincitori dei contest creativi
Dalla cura degli animali alla tutela del mare, dall’assistenza agli anziani alla sicurezza stradale: i contest creativi di robotica della RomeCup 2026 raccontano l’innovazione come esercizio concreto di collaborazione tra scuola, università, ricerca e territori.
Anche nella 19ª edizione si rinnova un format ormai consolidato, nato per favorire l’incontro tra studenti delle scuole secondarie di secondo grado e team accademici. Durante l’anno scolastico i gruppi hanno lavorato allo sviluppo di prototipi funzionanti e interfacce software, accompagnati da università e centri di ricerca. L’evento finale si è svolto oggi, mercoledì 29 aprile, alla Sapienza Università di Roma, nell’Edificio Marco Polo, con la presentazione dei progetti attraverso la formula dell’elevator pitch.
I progetti sono stati valutati secondo criteri di originalità e creatività, funzionalità ed efficacia, complessità e interdisciplinarità, usabilità e accessibilità, sostenibilità e impatto sociale, documentazione e presentazione.
A introdurre e moderare la sessione è stata Cecilia Stajano, responsabile delle comunità della Fondazione Mondo Digitale ETS. Hanno valutato i lavori Jacopo Basili di Cna Nazionale, Fabrizio Corradi della Lumsa, Adriano De Acutis del Comando dei Vigili del Fuoco di Roma, Massimiliano Dibitonto di Olivetti, Alessia Lo Bosco della Città Metropolitana, Ezia Palmeri, dirigente MIM con incarico di collaborazione, Jacopo Tani, cofondatore e ceo di Duckietown, e Massimo Villari, Head of Data Science School dell’Università di Messina.
I progetti vincitori
Per la categoria Cobot, dedicata alla robotica collaborativa, ha vinto Aura del team dell’IIS Avogadro di Vercelli, supportato dall’Università del Piemonte Orientale. Il progetto propone un’unità riabilitativa basata su un esoscheletro robotizzato e regolabile, pensato per supportare i movimenti di braccia, mani e dita e favorire l’autonomia di pazienti o anziani con difficoltà motorie.
Nella categoria Agrobot il premio è andato a Diet Bot, sviluppato dall’IIS Russell di Cles con il supporto dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il prototipo è una mangiatoia robotica intelligente capace di riconoscere i singoli animali e calcolare in tempo reale, attraverso un modello di intelligenza artificiale, la dieta più adatta sulla base di peso e dati biometrici.
Per Marebot ha vinto Thalassa Boat dell’IIS Marconi Pieralisi di Jesi, supportato dall’Università Politecnica delle Marche. Il progetto consiste in un catamarano progettato per raccogliere plastica dalla superficie di mari e specchi d’acqua, con sistema di visione e componenti di controllo integrati negli scafi.
Nella categoria Nonnibot, dedicata alle soluzioni per l’assistenza e la sicurezza degli anziani, si è classificato al primo posto WordShield dell’IIS Giordano di Venafro, supportato dall’Università Federico II di Napoli. Il bracciale intelligente analizza l’audio in tempo reale per rilevare toni aggressivi o situazioni di violenza verbale, inviando un alert a caregiver o familiari.
Per Tirbot, categoria dedicata ai veicoli autonomi e ai sistemi per la mobilità sicura, ha vinto Sicurezza stradale e AI dell’IIS De Sanctis di Roma, supportato dall’Università degli Studi Roma Tre. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere segnali di alterazione del conducente, come sonnolenza o stato di ebbrezza, e attivare avvisi sonori, con l’obiettivo di prevenire situazioni di rischio.
Il contest con Amazon e Tor Vergata
Nell’ambito della RomeCup 2026 si è svolto anche il Contest creativo di robotica in collaborazione con Amazon e Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con un regolamento dedicato nell’area volo. Il premio è stato assegnato a Robot CT dell’IIS Vaccarini di Catania. La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale per la progettazione all’IIS Arangio Ruiz di Roma.
I contest creativi confermano così la RomeCup come un laboratorio diffuso di innovazione, dove la robotica non è solo competizione tecnologica, ma anche occasione per osservare i problemi del presente, immaginare soluzioni e allenare competenze che uniscono tecnica, responsabilità e impatto sociale.