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Il mito di Teseo rivive tra i banchi

A Milano il coding diventa narrazione con i piccoli programmatori della primaria

Il mito di Teseo rivive tra i banchi

Il mito di Teseo rivive tra i banchi

A Milano il coding diventa narrazione con i piccoli programmatori della primaria

C’è un legame profondo tra l’ordine di un racconto mitologico e la precisione di una riga di codice, un filo sottile che unisce la logica del pensiero alla magia della creazione. In occasione della Settimana nazionale delle discipline STEM (4-11 febbraio) e alla vigilia della Giornata mondiale per la sicurezza in rete (Safer Internet Day, 10 febbraio), abbiamo celebrato un traguardo straordinario che ha trasformato l’atrio di una scuola in un laboratorio di innovazione e creatività. Questo successo è parte del programma nazionale Coding Girls & Women, un'iniziativa che quest'anno cresce e si consolida grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (annualità 2024, ai sensi dell’art. 72 del D.Lgs. n. 117/2017), permettendoci di portare la cultura digitale anche nelle scuole primarie.

Ieri mattina a Milano, presso l’Istituto Leone XIII, dopo i saluti introduttivi da parte della direttrice della scuola primaria, che ha aperto le porte a questo percorso di sperimentazione, il cuore dell’evento ha visto protagonisti i bambini e le bambine, pronti a raccontare come la tecnologia possa diventare uno strumento per dare forma a idee millenarie. Guidati dal formatore Tommaso Di Pietro, i piccoli protagonisti hanno ripercorso un viaggio durato tre incontri, dove la parola chiave è stata "ordine": hanno imparato che un robot può funzionare solo se riceve istruzioni precise e sequenziali, proprio come accade in una storia dove ogni evento deve seguire l'altro per avere senso. 

Tutto è iniziato lontano dagli schermi, con un approccio ispirato al teatro e al team building: prima di toccare i mattoncini Lego, le classi si sono immerse nel racconto di Teseo e il Minotauro, capendo che esercitarsi senza un obiettivo rende tutto più difficile, anche perché, come ci ha ricordato questa mattina Anita della terza A, “prima di istruire le macchine è fondamentale mettere in ordine i propri pensieri e le cose da fare, oltre a lavorare in armonia con il proprio gruppo”. Dai cartelloni colorati, dove sono stati rappresentati i dettagli del mito, dal colore dei vestiti di Teseo alla forma delle trappole del labirinto, si è passati alla sfida della costruzione fisica con i kit Lego Spike. Ogni gruppo ha dato vita a un frammento della leggenda: la nave di Teseo che emette il rumore delle onde e si ferma sulla sabbia dorata, il cancello del labirinto che si spalanca con un terribile eco, il Minotauro che sferra colpi ritmati finché non viene sconfitto, e il fondamentale filo d’Arianna, un robot capace di seguire una scia rossa per ritrovare la via d'uscita. 

Durante l’evento di restituzione di questa mattina, davanti agli occhi emozionati di tanti genitori, le bambine e i bambini hanno illustrato il lavoro svolto, evidenziando come ogni automazione sia stata il frutto di un impegno corale. Tra i risultati più significativi del percorso, infatti, è emersa la capacità di collaborare per risolvere i piccoli errori di programmazione, trasformando anche le difficoltà in occasioni di confronto. Questa esperienza con la scuola primaria, nell'ambito del programma Coding Girls & Women, dimostra ancora una volta quanto sia prezioso promuovere le discipline Steam, sottolineando la valenza della “A” di Arts: integrando discipline diverse - in questo specifico caso storia, mitologia, arte, tecnologia e coding - il percorso formativo supera il concetto di “esercizio didattico” per trasformarsi in un modello di educazione digitale; un approccio interdisciplinare che porta, inevitabilmente e fortunatamente, alla creazione di qualcosa di unico.

“Il laboratorio di coding appena concluso, nell’ambito del programma Coding Girls & Women, presso la scuola Leone XIII con i kit Lego Spike è stato un'esperienza intensa e rivelatrice. Nonostante fosse la mia prima volta con bambini di questa età e con soli tre incontri a disposizione, la risposta delle classi è stata eccezionale. La sfida principale è stata gestire la percezione dello strumento: la tentazione di vedere i kit come semplici "giocattoli" era forte. Dopo i primi momenti di assestamento, ho deciso di puntare tutto su una parola chiave concordata con i bambini: ordine. Abbiamo scoperto insieme che approcciare la programmazione richiede metodo e che la creatività, per funzionare nel coding, deve muoversi su binari sicuri. I bambini sono stati bravissimi a capire che non stavano solo giocando, ma costruendo logica. Il risultato? Le aspettative sono state superate egregiamente e l'esperimento è riuscito in toto. Guardando al futuro, una lezione in più sarebbe la ciliegina sulla torta per curare meglio i dettagli finali, ma questa esperienza rimane un bagaglio preziosissimo per le prossime iterazioni del progetto”, il commento a fine percorso di Tommaso, formatore della Fondazione Mondo Digitale e Superforma.

 

Il racconto è di Elisabetta Gramatica, project officer

 

 

 

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