La formazione in presenza di Experience AI coinvolge oltre 180 docenti a Conegliano
Consapevolezza, strumenti, responsabilità. La trasformazione digitale della scuola passa dalla formazione dei docenti. Martedì scorso, l’istituto superiore G.B. Cerletti di Conegliano (Treviso) è stato coinvolto in una sessione formativa dedicata a Experience AI, il percorso gratuito per insegnanti sviluppato dalla Raspberry Pi Foundation e Google DeepMind, promosso in Italia dalla Fondazione Mondo Digitale.
Una partecipazione ampia e trasversale
Oltre 180 docenti hanno preso parte alla formazione, segnale di un interesse diffuso e di una comunità educante pronta a confrontarsi con le sfide dell’intelligenza artificiale. La giornata si è aperta con i saluti della dirigente scolastica Mariagrazia Morgan ed è stata coordinata con il supporto della professoressa Maria Concetta Scandura, referente per la formazione dell’istituto. Come ha sottolineato Riccardo Granzotto, animatore digitale, si è trattato della “prima formazione obbligatoria che coinvolge tutto l'istituto”, con la volontà di “traghettare delle pratiche positive per coinvolgere tutta la comunità”. Un segnale importante: l’IA non come tema per pochi, ma come competenza trasversale.
Dalla perplessità alla consapevolezza
Il percorso di avvicinamento non è stato privo di interrogativi. Marina Di Fatta, vicepreside, lo racconta con chiarezza: "Avevo qualche perplessità iniziale sull'uso di queste nuove tecnologie, però mi sono accorta che senza queste oggigiorno non andiamo avanti e non restiamo sui tempi che la vita ci chiede. È un importantissimo strumento che deve essere usato con cognizione di causa perché se fai domande sbagliate può essere fuorviante, soprattutto per ragazzi che si approcciano per la prima volta. Consiglio vivamente a tutti di partecipare".
La formazione ha lavorato proprio su questo: fornire strumenti per un uso consapevole, capace di valorizzare le opportunità senza ignorarne i limiti.
Comprendere l’IA per guidare gli studenti
Experience AI alterna teoria e pratica, con l’obiettivo di rendere i docenti non solo utilizzatori di strumenti, ma mediatori competenti. Durante la giornata sono stati approfonditi i concetti chiave: differenza tra sistemi basati su regole e sistemi basati sui dati, principi di machine learning, classificazione, etichette, livello di “confidenza” dei modelli, oltre ai temi cruciali di bias e antropomorfismo. L’attività pratica di classificazione ha rappresentato uno dei momenti più coinvolgenti. Filippo Spadon, docente di Italiano, ha sottolineato: "L'intelligenza artificiale è una grossa opportunità per l'apprendimento, anche se c'è il rischio che possa minare il senso critico; per questo c'è bisogno di questi corsi per aumentare la consapevolezza dei ragazzi. Mi è piaciuto molto fare l'attività pratica in cui noi insegnanti di lettere abbiamo addestrato un modello linguistico a classificare elementi grammaticali".
Anche Paolo Paciotti (Economia) e Giuseppe Dall’Acqua (Chimica Enologica) hanno evidenziato il valore dello spazio laboratoriale: "In pochi minuti siamo riusciti a creare dei tool simpatici e divertenti. Abbiamo trovato molti spunti che saranno sicuramente comodi a livello didattico".
Un primo approccio fondamentale
Per molti si è trattato del primo vero confronto strutturato con l’IA. Annamaria Citino, docente di Italiano e Storia, racconta: "Per la prima volta mi sono avvicinata all'intelligenza artificiale e sono stata molto catalizzata dall'idea di utilizzarla in modo costruttivo e valido. È stato interessante guardarsi anche dai limiti e dai rischi, ricordando che siamo sempre noi esseri umani che pilotiamo e guidiamo le parole".
Pierluca Tondo, docente di Viticoltura, ha ribadito l’attualità del tema: "È un argomento molto sentito nell'ultimo periodo. L'esercitazione ci ha fatto capire molto meglio come funziona il mondo dell'intelligenza artificiale, un primo approccio fondamentale per la formazione dei ragazzi".
A confermare il clima positivo della giornata è anche la voce della formatrice Elisa Chierchiello: "Ho apprezzato in particolare l’atteggiamento aperto e proattivo dei docenti verso questa nuova tecnologia. I docenti non erano affatto restii, ma curiosi, motivati e desiderosi di comprenderla e applicarla in contesti a loro vicini. Rispetto ad altre formazioni erogate, hanno mostrato numerose idee concrete di applicabilità. Si sono dimostrati molto disponibili a condividere le proprie esperienze e la formazione ha favorito un confronto attivo e costruttivo tra colleghi, stimolando discussioni anche spontanee all’interno del gruppo".
“Quando i docenti sperimentano direttamente come funziona l’intelligenza artificiale, l’atteggiamento cambia: la curiosità prende il posto del timore. Nei laboratori abbiamo visto insegnanti di discipline diverse lavorare insieme, fare domande, testare modelli e riflettere sui limiti della tecnologia. È proprio questa esperienza concreta che permette di trasformare l’IA da tema astratto a strumento educativo da comprendere e governare", aggiunge Valentina Gelsomini, che ha coordinato il lavoro laboratoriale dei docenti.
L’esperienza di Conegliano dimostra che, quando la formazione è concreta e partecipata, l’intelligenza artificiale smette di essere un tema astratto o divisivo e diventa uno strumento da comprendere, governare e integrare con responsabilità nel percorso educativo.