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Il pensiero computazionale contro il gender gap

Il pensiero computazionale contro il divario di genere

Il pensiero computazionale contro il gender gap

Il pensiero computazionale contro il gender gap

Siamo nel vivo della III Settimana nazionale delle discipline STEM (4–11 febbraio) e continuano le formazioni del progetto Coding Girls & Women, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (Avviso 2/2024). A Roma, mercoledì 4 e venerdì 6 febbraio, i formatori Marco Brocchieri (IC Raffaello) e Jamila Naffati (IC A. Manzi) hanno usato il linguaggio Scratch per accompagnare gli alunni in percorsi di storytelling creativo, ispirando riflessioni sulle disuguaglianze di genere nel mondo digitale. 

L’istituto comprensivo Raffaello si trova nella zona Romanina ed è noto a livello nazionale per la sua architettura leggera e luminosa. La scuola, progettata dallo studio ATP Herman Hertzberger e da Marco Scarpinato, nel 2014 è stata finalista del premio “Architetture di qualità per la qualità delle scuole”. Accoglie i suoi studenti in spazi modulari e condivisi, pieni di luce e di materiali naturali, dai colori chiari. Non ha palazzi accanto a sé, ma piccoli complessi residenziali a misura di famiglia. Insomma, non sembra di essere in uno dei quartieri più popolosi della Capitale, il Tuscolano. 

Qui, venerdì scorso, Marco Brocchieri ha guidato due classi della secondaria di I grado (prima e terza) alla scoperta della programmazione a blocchi. Alcuni hanno iniziato a creare storie fantastiche popolate di elfi, fate e goblin. Altri hanno attinto a scenari più realistici, come un “food truck” rosa per vendere gelati e pasticcini a conduzione esclusivamente femminile.

L’incontro con la Fondazione Mondo Digitale si è concretizzato grazie alla docente di italiano, Tiziana Bifolco, che ci conosce da tempo e ha condiviso con noi tante avventure formative quando era insegnante dell’IC Gigi Proietti. “Oggi c’è la volontà condivisa di dare impulso alla diffusione delle Stem nella scuola italiana. Inoltre, anche in qualità di docente di lettere mi sento chiamata in causa se si tratta di allargare gli orizzonti della didattica e di dare alle giovani e ai giovani strumenti utili alla loro formazione”, ci ha raccontato la docente.

“Nel cuore conservo gelosamente il lavoro fatto con la Fondazione Mondo Digitale in progetti come Nonni su Internet, qualche anno fa, e trovo questa proposta formativa di grande spessore! Anche la mia collega di matematica, Barbara Perrini, conosceva già la Palestra dell’Innovazione di via del Quadraro, abbiamo pensato che sarebbe stato importante replicare le passate esperienze positive”. 

La prof. Bifolco ha ben chiara la trasversalità del pensiero computazionale, “perché insegna a ragionare per processi. I giovani oggi sono abituati a ricevere materiale informativo poco organizzato ed è importante che siano in grado di selezionare le informazioni importanti, dare un ordine e capirne la conseguenzialità. Il coding sviluppa questa competenza, l’attitudine all’ordine mentale e alla revisione, cioè a valutare l’errore come opportunità di apprendimento. Questo tipo di analisi può essere trasmessa ad altri ambiti, alla storia per via dei rapporti di causa effetto, al riassunto dei testi… si tratta di un atteggiamento per la vita che, se nutrito, può essere applicato in tanti momenti differenti”. 

Nella scuola secondaria di I grado è ancora riscontrabile un divario di genere nell’orientamento scolastico. “Tuttavia, al contrario che in passato, le ragazze oggi scelgono le lingue, più che il liceo classico e umanistico, mentre i ragazzi privilegiano l’ambito informatico. Quindi è davvero importante offrire occasioni come quella di oggi a partire dalla primaria, per riequilibrare questa situazione! Occorre sollecitare attività di coding proponendo esperienze come Scratch e come la programmazione dei primi computer”, ha concluso la docente.

Il racconto è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.

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