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La parità è uno spazio di possibilità

Coding Girls 2018

La parità è uno spazio di possibilità

La parità è uno spazio di possibilità

u Tuttowelfare, Mirta Michilli racconta l'esperienza di Coding Girls e invita a misurare il cambiamento nel tempo

Le donne rappresentano il 59,6% di chi ha conseguito una laurea in Italia nel 2025, ma la loro presenza scende al 40,5% nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Una percentuale sostanzialmente stabile da dieci anni, che si riduce ulteriormente nei percorsi informatici e ingegneristici: appena il 14,8% dei laureati di primo livello in Informatica e tecnologie ICT è donna. 
Sono alcuni dei dati del XXVIII Rapporto AlmaLaurea 2026, al centro dell'approfondimento Donne e STEM in Italia, il divario che nasce ben prima dell'università e continua nel lavoro, pubblicato il 15 ottobre da Tuttowelfare. L'articolo, firmato dalla direttrice responsabile Valeria Gelosa, conclude il ciclo La parità alla prova dei dati: maternità, retribuzioni, Stem e raccoglie le riflessioni di AlmaLaurea, del Politecnico di Torino e della direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli. 
I numeri raccontano una disuguaglianza che prende forma molto prima della scelta universitaria, attraverso stereotipi, aspettative familiari e sociali, modelli culturali e percezione delle proprie capacità. E che continua a manifestarsi anche dopo la laurea, nelle opportunità professionali, nelle retribuzioni e nei percorsi di carriera.

Immaginarsi prima di scegliere
È proprio sulla possibilità di immaginare il proprio futuro che interviene Mirta Michilli, portando nell'analisi l'esperienza di Coding Girls e ora di Coding Girls & Women, il programma con cui la Fondazione Mondo Digitale promuove da anni la partecipazione femminile all'innovazione attraverso laboratori, sfide collaborative e incontri con ricercatrici e professioniste. "Per questo mi piace dire che prima di poter scegliere una strada bisogna riuscire a immaginarsi mentre la si percorre".
L'orientamento diventa così un'esperienza concreta, che permette alle ragazze di sperimentare competenze, incontrare persone con cui identificarsi e scoprire opportunità prima percepite come distanti. Anche il racconto delle professioni assume un ruolo decisivo: le testimonianze più efficaci restituiscono percorsi autentici, fatti di scelte, ripensamenti, difficoltà e conquiste quotidiane.

Dalle discipline ai percorsi ibridi
Nell'intervista Michilli invita anche ad ampliare lo sguardo sulle competenze tecnologiche. Informatica, dati e intelligenza artificiale attraversano ormai ambiti disciplinari diversi, dalla linguistica alla comunicazione, dal patrimonio culturale alle scienze sociali. Le Digital Humanities rappresentano uno degli esempi più significativi di questa convergenza, che apre nuove possibilità di formazione e di lavoro e sollecita una lettura più articolata della partecipazione femminile all'innovazione.

Misurare il cambiamento nel tempo
Tra le questioni sollevate nell'approfondimento emerge quella della valutazione dell'impatto. Dopo anni di programmi di orientamento, iniziative universitarie, borse di studio e progetti rivolti alle ragazze, quanto sappiamo degli effetti prodotti nel lungo periodo?
Per la Fondazione Mondo Digitale è una sfida ancora aperta. Le esperienze raccolte negli anni testimoniano cambiamenti nelle aspirazioni e nella fiducia delle partecipanti, ma occorrono strumenti capaci di osservare l'evoluzione dei percorsi formativi e professionali anche a distanza di tre, cinque o dieci anni. È un passaggio fondamentale per comprendere quali interventi riescano davvero ad ampliare le opportunità e a contrastare disuguaglianze persistenti. 
La riflessione si chiude con un principio che restituisce il senso più profondo dell'impegno educativo per la parità: «La parità non richiede che ragazze e ragazzi si distribuiscano in parti uguali tra tutte le discipline. Richiede che ciascuno possa costruire il proprio percorso avendo davanti lo stesso spazio di possibilità».

Leggi l'approfondimento integrale su Tuttowelfare, a cura di Valeria Gelosa.

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