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La RomeCup in Campidoglio su TGR Lazio

La RomeCup in Campidoglio su TGR Lazio

La RomeCup in Campidoglio su TGR Lazio

La RomeCup in Campidoglio su TGR Lazio

Il servizio realizzato nell'ultima giornata della manifestazione

Nell’ultima giornata della manifestazione, la Sala della Protomoteca si è trasformata in un’arena per robot autonomi, tra gare, sfide e giovani talenti. Il servizio realizzato da TGR Lazio racconta la 19ª edizione dell’evento promosso dalla Fondazione Mondo Digitale con Sapienza Università di Roma.

La RomeCup 2026 si è chiusa in Campidoglio con le finali delle gare di robotica e la cerimonia di premiazione del 19° Trofeo Internazionale Città di Roma. A raccontare l’ultima giornata della manifestazione è stato anche TGR Lazio, media partner dell’iniziativa, con un servizio realizzato nella Sala della Protomoteca, per un giorno trasformata in un’arena per robot (TGR del 30 aprile 2026, edizione delle 19.30).

Calciatori, bracci robotici stampati in 3D, robot ballerini e soccorritori: il servizio restituisce l’energia di una giornata dedicata alla robotica educativa, alla sperimentazione e al talento delle nuove generazioni. «Non possono uscire dai bordi, non possono entrare nell’area. Nessuno li può aiutare. Sono completamente autonomi», spiega una delle voci raccolte durante le competizioni, mostrando la complessità delle sfide affrontate dai team.

Promossa da 19 anni dalla Fondazione Mondo Digitale e realizzata quest'anno con Sapienza Università di Roma, la RomeCup mette insieme scuole, università, aziende e istituzioni per esplorare le frontiere della robotica e dell’intelligenza artificiale. L’edizione 2026, dal titolo “Intelligenze e talenti in dialogo”, ha coinvolto oltre 4.000 partecipanti in tre giornate di attività tra convegni, orientamento, area dimostrativa, contest creativi, hackathon e competizioni.

Nel servizio viene sottolineato anche il valore formativo dell’esperienza: vedere studentesse e studenti, anche molto giovani, progettare e sviluppare robot autonomi con strumenti accessibili, dai kit educativi ai dispositivi autoprodotti, significa avvicinarli in modo concreto alle discipline STEM e ai mestieri del futuro. «Mettere le mani in pasta, quindi lavorare con i robot e con l’intelligenza artificiale, è fondamentale perché permette un orientamento consapevole di quali sono le materie che possono piacere per lo studio», racconta una docente intervistata.

La RomeCup è anche una palestra di crescita che accompagna nel tempo passioni, scelte formative e percorsi professionali. Nel servizio una giovane partecipante racconta come l’esperienza l’abbia appassionata fino a orientare il suo percorso universitario: prima la triennale, poi la magistrale in ingegneria informatica.

"Abbiamo tanti ragazzi che hanno iniziato a frequentare i nostri laboratori al Quadraro, a Roma, fin dalla scuola elementare. Oggi sono ingegneri, studenti della magistrale. Fa molto piacere vedere come l’impatto del nostro lavoro si ripercote nel talento giovanile», conclude Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale.

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