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La scuola ha bisogno di adulti autentici

"Chiamami Maestro", online la registrazione del webinar con Matteo Lancini

La scuola ha bisogno di adulti autentici

La scuola ha bisogno di adulti autentici

"Chiamami Maestro", online la registrazione del webinar con Matteo Lancini

Che cosa significa oggi essere insegnanti in una società iperconnessa, attraversata da fragilità emotive, nuove solitudini e tecnologie pervasive?
È da questa domanda che prende le mosse il webinar “Chiamami maestro”, con Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e ora disponibile in registrazione aperta a docenti ed educatori [vai al webinar sulla FMD Academy].

L’intervento di Lancini (18 dicembre) non è stato una lezione tecnica né una guida operativa sull’uso delle tecnologie a scuola. È stato, piuttosto, un forte “documento stimolo”: una riflessione critica e appassionata sul ruolo degli adulti, e della scuola, nella vita delle nuove generazioni.

Dalla trasgressione al post narcisismo: come è cambiata l’adolescenza
Lancini ha descritto l’evoluzione dell’adolescenza attraverso tre grandi fasi storiche: dall’epoca della trasgressione e del conflitto con l’autorità, a quella della delusione, segnata dalla vergogna e dal disagio rivolto contro sé stessi, fino all’attuale epoca del post narcisismo, caratterizzata dalla fragilità degli adulti e da un individualismo diffuso. In questo scenario, il disagio giovanile non si manifesta più con la protesta, ma con il ritiro, la sparizione, l’abbandono. È una sofferenza silenziosa che interpella direttamente il mondo adulto.

La fragilità degli adulti e la “promessa mancata”
Uno dei passaggi più incisivi riguarda la responsabilità degli adulti. Secondo Lancini, oggi genitori e istituzioni dichiarano di voler ascoltare i ragazzi, ma spesso chiedono loro implicitamente di non provare emozioni scomode, come paura, rabbia, tristezza, per non mettere in crisi l’equilibrio degli adulti stessi. Questo genera un vuoto di senso e di identità: ragazzi che crescono adattandosi ai bisogni altrui, invece di essere accompagnati a riconoscere i propri.

Una scuola fatta per gli adulti, non per i ragazzi?
La critica alla scuola italiana è netta ma motivata da un profondo attaccamento all’istituzione. Lancini parla di una scuola diventata spesso un “ammortizzatore sociale per gli adulti”, più attenta a rassicurare genitori e opinione pubblica che a rispondere ai bisogni reali degli studenti. Voti numerici, bocciature, frammentazione delle discipline e didattica trasmissiva rischiano di togliere autorevolezza ai docenti e di alimentare dispersione e disaffezione. Il pericolo, avverte Lancini, è quello di una “chiusura simbolica” della scuola, simile a quanto accaduto in passato ad altre istituzioni percepite come luoghi in cui si stava “troppo male”.

Digitale, IA e società onlife: smettere di usare la tecnologia come capro espiatorio
Nel webinar viene smontata con decisione l’idea che siano smartphone, social o intelligenza artificiale la causa del malessere giovanile. La tecnologia, afferma Lancini, è spesso un “lavacoscienza” per gli adulti, che preferiscono incolpare gli strumenti piuttosto che interrogarsi sulla società che hanno costruito.
Viviamo in una società onlife, dove reale e virtuale sono intrecciati. Proibire lo smartphone a scuola senza un progetto educativo è un atto dissociato dalla realtà. La sfida, semmai, è insegnare ai ragazzi a fare le domande giuste, anche con l’IA, e a costruire senso in un mondo complesso.

Difendere la scuola attraverso la relazione
Nonostante le critiche, Lancini afferma con forza che la scuola va difesa “fino alla fine”. Perché, per un adolescente, non esiste luogo peggiore dove stare se non è a scuola. La soluzione non è tecnica né normativa, ma profondamente relazionale: adulti autentici, capaci di legittimare le emozioni, di assumersi responsabilità educative, di costruire alleanze con studenti e famiglie. In questo senso, la provocazione di Lancini non è distruttiva, ma generativa: un invito urgente a ripensare il ruolo del docente come figura adulta significativa, orientativa, capace di dare senso nell’era digitale.

Guarda la registrazione del webinar “Chiamami maestro”
Un’occasione di riflessione per docenti, educatori e dirigenti che credono in una scuola capace di abitare il presente senza rinunciare alla propria missione educativa.

 

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