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RomeCup 2026 a Rai Radio 1

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A Wannabe il racconto del futuro tra robotica, AI e impegno sociale

Il talento delle nuove generazioni, lo sviluppo tecnologico e l'umanesimo digitale sono stati i protagonisti dell'ultima puntata di "Wannabe. Il futuro che vorrei" in onda ieri su Rai Radio 1. Alla vigilia della 19ª edizione della RomeCup, che si apre oggi alla Sapienza Università di Roma, la direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, Mirta Michilli, insieme a docenti e giovanissimi inventori, ha raccontato come l'innovazione stia diventando uno strumento concreto per costruire una società più equa.

Un ponte tra scuola, università e ricerca
La RomeCup si conferma come il più grande evento italiano dedicato all'innovazione educativa, coinvolgendo circa 4.000 partecipanti tra studenti, ricercatori e docenti. "Mettiamo al centro i giovani proprio per riflettere insieme su che tipo di società vogliamo, ma soprattutto come li accompagniamo a essere protagonisti del futuro," ha dichiarato Mirta Michilli durante l'intervista. Quest'anno, in occasione dei 25 anni della Fondazione, l'evento dedica uno spazio speciale alle Digital Humanities, ricordando il pioniere Tullio De Mauro e la convergenza tra saperi diversi.

La sfida educativa dell'Intelligenza Artificiale
Un tema centrale del dibattito è stato l'uso etico e responsabile dell'AI nelle scuole. La Fondazione presenterà una guida operativa per supportare docenti e dirigenti in questa transizione. "Gli adulti devono essere i primi a mettersi in gioco e a guidare questo processo," ha sottolineato Michilli.
Sul fronte sociologico, la professoressa Leopoldina Fortunati ha richiamato l'attenzione sulla consapevolezza critica necessaria per navigare il mondo digitale: "Bisogna acquisire molta consapevolezza anche degli aspetti negativi... dietro la tecnologia c’è anche un'azienda e queste aziende hanno le loro logiche che vanno capite per navigare nel modo migliore". La docente ha inoltre avvertito sui rischi degli stereotipi di genere veicolati dagli algoritmi, definendoli "molto dannosi, soprattutto per le ragazze" per via dei modelli estetici imposti online.

Il genio dei giovani: tre progetti dal cuore sociale e ambientale
Il servizio ha dato voce ai veri protagonisti della RomeCup: gli studenti che trasformano la tecnologia in soluzioni per il bene comune.

  • RoboVision (Salute): Gianluca Pinto (IIS Fermi di Francavilla Fontana) ha presentato un bastone smart per ipovedenti che usa l'AI per rilevare ostacoli urbani come monopattini o rami bassi. "Dare una possibilità di vivere in maniera più tranquilla ad altre persone penso che ti lasci una felicità che è difficile da trovare," ha raccontato Gianluca.
  • Orienta (Inclusione): Anna Assante (Liceo Majorana di Pozzuoli) ha descritto una cavigliera sensoriale per l'orientamento di persone anziane o non vedenti. L'obiettivo è "migliorare il proprio livello di vita, ma anche la propria autostima e sentirsi più sicuro," combattendo la paura costante che deriva dalla limitazione visiva.
  • Volterra Blue Sentinels (Ambiente): Gianmarco Promutico (Liceo Volterra di Roma) ha illustrato una boa smart a basso costo (solo 25 euro) per monitorare la salute dei mari. Realizzata con materiali di recupero come tubi da piscina, la boa misura temperatura, torbidità dell'acqua e vento, alimentandosi con pannelli solari.

Verso il Campidoglio
La manifestazione si conclude il 30 aprile in Campidoglio con le finali delle gare e la cerimonia di premiazione. Nella serata del 29 aprile è in programma la premiazione dei vincitori nella prestigiosa cornice del Campidoglio, dove verrà assegnato anche un premio di 20.000 euro ai giovani ricercatori più promettenti nei campi della robotica e dell'AI. Come concluso da Mirta Michilli, la RomeCup è "un bellissimo racconto collettivo dei tanti talenti giovanili italiani"

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