Main Menu

La mangiatoia intelligente che porta l’IA in stalla

Alla RomeCup 2026 il liceo Russell di Cles conquista il primo premio nella categoria AgroBot

La mangiatoia intelligente che porta l’IA in stalla

La mangiatoia intelligente che porta l’IA in stalla

Alla RomeCup 2026 il liceo Russell di Cles conquista il primo premio nella categoria AgroBot

Dalle valli del Trentino alla RomeCup, l’innovazione passa anche per una mangiatoia. Si chiama DietBot il prototipo sviluppato dagli studenti del liceo Bertrand Russell di Cles (Trento), vincitore del primo premio nella categoria AgroBot alla RomeCup 2026 [vedi la notizia La robotica che risponde ai bisogni reali]. Un progetto che racconta in modo concreto come l’intelligenza artificiale possa entrare nei contesti produttivi locali, dialogare con le competenze scientifiche e contribuire al benessere degli animali e alla sostenibilità delle aziende agricole.

DietBot nasce per rispondere a un’esigenza molto precisa: automatizzare l’alimentazione dei bovini e adattare la dieta alle condizioni del singolo animale. Il sistema, come spiegano gli studenti nella presentazione del progetto, integra Arduino, Raspberry Pi, motori elettrici, coclea, cisterna e mangiatoia, con software sviluppati in Python, Arduino, C++ e strumenti di modellazione come TinkerCAD e AutoCAD. L’obiettivo è contribuire alla salute dei bovini, aumentare produttività e qualità del latte e ridurre alcune spese per gli allevatori.

Il funzionamento è semplice da raccontare, ma complesso da progettare. Attraverso un sensore RFID, la mangiatoia riconosce il singolo capo di bestiame. Un modello di intelligenza artificiale, addestrato dagli studenti, analizza i dati disponibili e attiva i motori per erogare in tempo reale una razione personalizzata. Il progetto ha beneficiato delle competenze maturate l’anno precedente in un percorso con l’Università di Trento, della collaborazione avviata con l’Università Campus Bio-Medico di Roma e del confronto con un medico veterinario, necessario per impostare correttamente le basi scientifiche delle diete bovine. 

Il premio conferma la qualità del lavoro del laboratorio Steam del Russell, già riconosciuto nel 2024 nella stessa categoria con un prototipo dedicato alla raccolta delle mele. Anche in questo caso la tecnologia nasce da un’osservazione del territorio: Cles e la Val di Non sono comunità in cui agricoltura, allevamento, scuola e innovazione possono incontrarsi in modo naturale. La dirigente Roberta Gambaro e la vicaria Antonella Sonna hanno sottolineato proprio questo aspetto: il riconoscimento ottenuto a Roma mostra come una scuola di montagna possa integrare tecnologie d’avanguardia con le radici e le necessità del proprio contesto rurale. 

Dietro al prototipo c’è un gruppo di circa quindici studenti, dieci dei quali presenti alla RomeCup, con età dai 14 ai 19 anni e provenienze diverse, dallo Scientifico alle Scienze umane. Ogni venerdì pomeriggio hanno lavorato insieme, fuori dall’orario scolastico, seguendo l’intero ciclo di progettazione: ideazione, sviluppo software, modellazione, stampa 3D delle componenti, assemblaggio e test. Il percorso è stato accompagnato dai professori Santini, Andaloro, Conde, De Paris e Poli, con il supporto dei tecnici di laboratorio. 

La forza educativa del progetto sta anche nel metodo. Il laboratorio Steam del Russell viene descritto come uno spazio di didattica orizzontale, senza voti, costruito intorno a obiettivi comuni e libertà progettuale. È lo stesso ambiente che ha permesso alla scuola di sviluppare scambi Erasmus sulla qualità dell’aria e dell’acqua, attività di aggiornamento sulla didattica digitale e, alla RomeCup 2026, anche un secondo prototipo nella categoria MareBot: una piccola imbarcazione autonoma per il monitoraggio dei parametri ambientali nei corsi d’acqua locali. 

Con DietBot la categoria AgroBot della RomeCup mostra una delle direzioni più interessanti dell’innovazione educativa: portare robotica e intelligenza artificiale vicino ai problemi reali, dove gli studenti possono misurarsi con vincoli tecnici, dati, conoscenze scientifiche, sostenibilità economica e impatto sociale. Una mangiatoia intelligente diventa così un laboratorio aperto sul futuro dell’agricoltura, della zootecnia e della scuola.

Other news that might interest you

Our Projects

Get updated on our latest activities, news and events