Strumenti concreti per il lavoro con l’intelligenza artificiale
Napoli è una città che continua a reinventarsi, anche attraverso l’innovazione sociale e digitale. Tra il 7, l’8 e il 14 maggio, nel cuore di Forcella, si è svolto il workshop “Accelerate your career: candidature più efficaci con l’AI”, promosso nell’ambito di AI Jump!, il programma di Fondazione Simplon promosso insieme con Accenture Foundation e Fondazione Mondo Digitale per rafforzare l’occupabilità attraverso l’IA generativa.
A ospitare il percorso è stata la Casa della Musica, bene confiscato alla criminalità e oggi spazio di comunità gestito da L’Altra Napoli.
Tre giornate tra curriculum, prompt e colloqui
Il workshop ha alternato momenti teorici e attività pratiche. Come racconta il formatore e data scientist Alessandro Evangelista: “Il primo giorno abbiamo lavorato sulla scrittura del curriculum e sulle tecniche di prompting. Nel secondo incontro i ragazzi hanno creato CV, cover letter e migliorato la propria presenza online. L’ultimo giorno è stato dedicato ai colloqui con le aziende partner”. L’obiettivo non era solo imparare a usare gli strumenti di IA, ma capire come valorizzare competenze, esperienze e obiettivi professionali in modo più consapevole.
Personalizzare le candidature con l’IA
Durante il percorso i partecipanti hanno sperimentato diversi strumenti e tecniche per rendere più efficaci le candidature. Emanuele, studente di Digital Humanities, racconta l’utilità dello “Swipe File”, un archivio personale che raccoglie esperienze, competenze e attività da utilizzare per costruire candidature mirate: “Ci aiuta a spiegare meglio ai modelli chi siamo e cosa sappiamo fare, così da creare curriculum più adatti alle posizioni per cui ci candidiamo”.
L'uso di tecniche avanzate, come i tag di marcatura XML per guidare i modelli e l'uso di piattaforme come Gemini e Claude, ha permesso ai ragazzi di superare le barriere tecnologiche dei moderni processi di selezione. Grande attenzione anche ai sistemi ATS (Applicant Tracking Systems), sempre più utilizzati dalle aziende per la selezione automatica dei CV. Claudia, 27 anni, spiega: “Ho capito come strutturare un curriculum efficace usando le parole chiave giuste, senza rischiare che venga scartato automaticamente”.
Tra i partecipanti c’era anche Eugenio, 30 anni, ragazzo con sindrome di Down che sogna di lavorare nei beni culturali. Ha scelto di partecipare al workshop per incontrare nuove persone, imparare e vivere un’esperienza condivisa di crescita e inclusione.
Dalla formazione al lavoro: il progetto PRODIGY
Molti dei partecipanti arrivavano dal progetto PRODIGY, dedicato a giovani Neet impegnati in percorsi di riqualificazione professionale tra web design, social media marketing e sostenibilità. Per Dario, 21 anni, il valore aggiunto del percorso è stato soprattutto l’approccio pratico: “Abbiamo lavorato anche su aspetti concreti come i contratti e il rapporto con i clienti. È questo che fa la differenza tra avere una passione e costruire una professionalità”.
Il confronto con le realtà del territorio
Il workshop si è concluso con colloqui reali insieme ad associazioni e organizzazioni del territorio. Un’occasione utile sia per i giovani sia per le realtà coinvolte.
Anna Trocciola, vicepresidente della Cooperativa Manallart, racconta: “I ragazzi si erano preparati sulla nostra realtà, avevano guardato i nostri social e il nostro lavoro. È stato interessante vedere come abbiano usato questi strumenti per arrivare più preparati”.
Per Lucia Basso della Fondazione EOS, invece, la tecnologia resta utile solo se accompagnata da consapevolezza personale: “Quello che conta davvero in un colloquio è la verità, la capacità di conoscersi e raccontarsi”.
L’IA come strumento, non come sostituto
Nel corso delle attività è emersa con forza una riflessione condivisa: l’intelligenza artificiale può supportare i percorsi professionali, ma non sostituisce creatività, visione e pensiero critico. Daniela, 23 anni, lo sintetizza così: “L’intelligenza artificiale non è tutto. Dietro ci siamo noi, con le nostre idee e il nostro modo di pensare”.
Forcella, tra memoria e futuro
Grazie alla Cooperativa Manallart, i partecipanti hanno avuto anche l’opportunità di visitare la Disciplina della Santa Croce, complesso del XIII secolo situato accanto alla Casa della Musica e parte della storia dei Sedili di Napoli, antiche istituzioni cittadine nate per rappresentare il bene comune.
Il motto del Seggio era “Ad bene agendum sumus” - “Siamo nati per fare il bene”. Un’espressione che oggi acquista un significato particolare in un quartiere spesso raccontato solo attraverso stereotipi, tra cronaca e turismo veloce.