Mercoledì 24 giugno la presentazione ufficiale ai Bagni Gabriella di Sanremo
Un’innovazione tecnologica nata tra i banchi di scuola si appresta a cambiare l’estate del Ponente Ligure. Gli studenti dell'indirizzo scientifico a curvatura Robotica del liceo statale Gian Domenico Cassini di Sanremo (Imperia), scuola guidata dalla dirigente Sara Ferrero, hanno ideato e realizzato la Medu-Camera, un dispositivo avanzato che usal’intelligenza artificiale per monitorare e contare le meduse in mare. Il prototipo ha partecipato al contest MareBot in occasione della RomeCup 2026.
L'inaugurazione e il progetto
Il progetto verrà presentato e ufficialmente inaugurato mercoledì prossimo 24 giugno alle ore 17 presso i Bagni Gabriella (corso Marconi 97, Sanremo). Dopo i saluti istituzionali, il team degli studenti mostrerà dal vivo il funzionamento della Medu-Camera. L'idea è nata dalla volontà di risolvere un problema concreto del territorio: “Essendo noi sanremesi, vivendo vicino al mare abbiamo deciso di creare un progetto che riguardasse noi e contribuisse a risolvere un nostro problema”, hanno spiegato i ragazzi. Le "fioriture" di meduse sono infatti in aumento a causa del riscaldamento delle acque e della pesca intensiva.
Come funziona la "Medu-camera"
Il cuore del sistema è una telecamera subacquea racchiusa in un tubo a tenuta stagna, ancorata a un basamento in cemento a circa 4-5 metri di profondità.
- Rilevamento. La fotocamera scatta una foto ogni minuto, monitorando un volume d'acqua di circa 123 metri cubi.
- Riconoscimento. Le immagini vengono inviate a un computer sulla spiaggia che, tramite l'IA Gemma 3 di Gemini, analizza le foto, identifica e conta gli esemplari.
- Segnalazione. Il numero di meduse appare istantaneamente su un tabellone digitale in spiaggia, il "medusometro".
Il sistema utilizza una logica a semaforo per orientare i bagnanti: verde (meno di 60 meduse), arancione (tra 60 e 170) e rosso (oltre 170). “Guardando i dati che appaiono in tempo reale sul medusometro, potrai decidere se immergerti o no”, spiegano gli inventori.
Sicurezza, inclusione e sostenibilità
Oltre alla sicurezza, il progetto si distingue per la sua impronta ecologica: è “alimentato tutto tramite i pannelli fotovoltaici così da renderla ecologica e ridurre il suo impatto”, sottolinea la studentessa Elisabetta Salluzzo. Inoltre, per garantire l'inclusione dei bagnanti ipovedenti, il pannello integra un sintetizzatore vocale che comunica lo stato dell'acqua tramite comandi vocali.
Il team dei protagonisti
Il progetto è il frutto del lavoro interdisciplinare degli studenti, coordinati dalle professoresse Federica Briata, Federica Siccardi e Angela Tribuzio. I ragazzi che hanno realizzato l'impresa sono: Veronica Actis, Sofia Alecse, Nicole Borro, Andrea Borro, Nicolò Barone, Matteo Cannarozzo, Arianna Decuseara, Serena Mandaglio, Jordan Odasso, Elisabetta Salluzzo, Mattia Tacchi e Vladyslava Terranova.
Per la parte tecnica, fondamentale è stata la collaborazione con gli studenti del PoliTOcean del Politecnico di Torino (Andrea Ballarati, Lucrezia Caviasso, Davide Colabella e Carlo Secli), che hanno supportato il liceo nelle scelte di impermeabilizzazione e componentistica.
La Medu-camera, che ha già ottenuto risonanza nazionale alla RomeCup 2026 e alla Maker Faire Rome, punta ora a diventare uno strumento essenziale per la salvaguardia dei bagnanti e il monitoraggio dell'ecosistema marino ligure.