Sul magazine Agenda Digitale Mirta Michilli riflette sul futuro dei giovani ricercatori
L’Italia sa formare giovani ricercatrici e ricercatori di grande qualità, ma non sempre riesce a creare le condizioni perché il loro talento possa tradursi pienamente in innovazione, sviluppo e valore sociale. È il paradosso da cui parte Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, nell’articolo Giovani ricercatori, l’Italia li forma ma non sa valorizzarli, pubblicato su Agenda Digitale, il magazine diretto da Alessandro Longo.
I dati sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca restituiscono infatti una fotografia solo apparentemente rassicurante. A quattro-sei anni dal titolo lavora il 96,1% dei dottori di ricerca, ma il 34,4% dei dipendenti ha ancora un contratto a tempo determinato e soltanto per il 39,9% degli occupati il dottorato è un requisito necessario per il lavoro svolto. Il problema, dunque, non riguarda soltanto l’accesso all’occupazione, ma la qualità dei percorsi professionali, la stabilità e il riconoscimento delle competenze maturate.
Anche la mobilità internazionale assume un significato diverso quando, da opportunità di crescita e scambio, diventa una scelta quasi obbligata per trovare un lavoro coerente con la propria preparazione. Tra chi lavora all’estero, quasi sei persone su dieci svolgono infatti una professione per la quale è richiesto il dottorato; in Italia la quota scende a meno di quattro su dieci.
A questa riflessione l'articolo affianca l’esperienza concreta del Research Award della RomeCup, che ogni anno permette di osservare da vicino la qualità della giovane ricerca italiana. Nell’edizione 2026, 265 candidature e tredici finalisti hanno raccontato ricerche che spaziano dalla robotica riabilitativa alle protesi bioniche, dalla chirurgia di precisione all’intelligenza artificiale affidabile, fino ai sistemi autonomi e al monitoraggio ambientale. Progetti capaci di tenere insieme avanzamento scientifico e risposta a problemi concreti.
Il premio diventa così anche uno strumento per rendere visibili competenze e percorsi che spesso rimangono confinati nelle comunità specialistiche e per favorire nuove connessioni tra ricerca, imprese, istituzioni, scuola e società civile.
La quinta edizione del Research Award, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, è già aperta: possono candidarsi entro il 28 febbraio 2027 dottorandi, dottori di ricerca e ricercatori fino a 34 anni attivi in Italia nei campi della robotica e dell’intelligenza artificiale. Alla persona vincitrice sarà assegnato un premio di 20.000 euro, con proclamazione il 15 aprile durante la RomeCup 2027.
La questione, però, va oltre un premio. Come sottolinea Michilli, valorizzare i giovani ricercatori richiede una responsabilità condivisa tra università, istituzioni, imprese e società civile. Significa offrire continuità, riconoscere le competenze maturate con il dottorato e creare contesti in cui le idee possano crescere e generare nuove opportunità. Perché quando il talento trova le condizioni per esprimersi, non cresce soltanto una carriera: crescono un gruppo di ricerca, un’impresa, un territorio e la capacità del Paese di affrontare problemi complessi.
Leggi l’articolo integrale di Mirta Michilli su Agenda Digitale
Giovani ricercatori, l’Italia li forma ma non sa valorizzarli
L’Italia forma ricercatori di qualità, con tassi di occupazione elevati, ma contratti precari, carriere incerte e competenze sottoutilizzate ne limitano l’impatto. Università, imprese e istituzioni devono trasformare il dottorato in innovazione, responsabilità professionale e sviluppo dei territori per il Paese
Agenda digitale, 24 settembre 2026