L'intelligenza artificiale entra in classe all'ITET Maggiolini di Parabiago
Come funziona l'intelligenza artificiale? Quali sono le sue potenzialità e i suoi limiti? E come aiutare studentesse e studenti a utilizzarla in modo consapevole?
Sono alcune delle domande al centro della sessione formativa di Experience AI che la Fondazione Mondo Digitale ha portato alla Milano Digital Week 2026, la manifestazione promossa dal Comune di Milano dal 30 settembre al 4 ottobre e dedicata quest'anno al tema "La città generativa".
Giovedì scorso, 1° ottobre, l'aula magna dell'Istituto tecnico economico e tecnologico Giuseppe Maggiolini di Parabiago, scuola guidata dalla dirigente Donatella Capobianco, ha accolto circa 70 docenti per un pomeriggio di formazione guidato da Elisa Chierchiello, formatrice della Fondazione Mondo Digitale. L'incontro fa parte di Experience AI, il programma educativo sviluppato da Raspberry Pi Foundation e Google DeepMind, sostenuto in Italia da Google.org.
La formazione ha alternato approfondimenti e attività pratiche, permettendo ai docenti di sperimentare strumenti e metodologie da utilizzare nella didattica. Tra i temi affrontati, la progettazione di prompt, l'analisi dei bias dell'intelligenza artificiale e la realizzazione di attività didattiche.
“Hanno avuto modo di esplorare come funziona davvero l'intelligenza artificiale per avere modo poi di portarla anche in classe ai ragazzi, per avvicinarli all’uso consapevole dell’IA”, spiega Elisa Chierchiello.
Per la scuola, infatti, la sfida non riguarda soltanto l'apprendimento di nuovi strumenti, ma anche la capacità di comprendere come funzionano e di riconoscerne possibilità e criticità.
Lo sottolinea anche Antonio Cascione, vicepreside e docente di inglese del Maggiolini: “Dopo questo corso abbiamo capito quali sono le criticità e come poter intervenire facendo un'adeguata educazione, partendo proprio da una vera e propria alfabetizzazione di come funziona l'intelligenza artificiale”.
Durante il laboratorio è emersa anche la possibilità di utilizzare l'IA per sperimentare nuove modalità di personalizzazione dell'apprendimento.
“Ci ha aiutato a capire delle buone pratiche che sono esportabili in classe [...] sia per noi docenti che per i ragazzi”, racconta Caterina Portelli, docente di spagnolo. “Questo può aiutare ad una personalizzazione del percorso”.