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Le prospettive del mediverso

Vagone FMD nel Metaverso

Le prospettive del mediverso

Le prospettive del mediverso

Le sfide della trasformazione digitale della sanità nel settimo incontro del programma Vagone FMD

Quali sono le concrete applicazioni del Metaverso in ambito sanitario? Possiamo già parlare di "mediverso", cioè di ambiti della medicina, come virtual hospital o spazi interattivi di formazione, trasferiti nel metaverso? Il tema è stato al centro del settimo incontro di Vagone FMD. Da 01 a 100 nel Metaverso, che si è svolto mercoledì scorso 11 gennaio presso Binario F. Condividiamo gli spunti emersi nella sintesi di Onelia Onorati.

 

SESSIONE INTRODUTTIVA

Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale. L’umanità che rientra nel radar delle iniziative di FMD riguarda persone spesso in difficoltà o con un divario di opportunità come rifugiati, disoccupati, anziani. La malattia rientra certamente in queste condizioni di fragilità. Il metaverso ha potere di influire sulle nostre capacità cognitive e di avere un riflesso importante sul comparto della salute, in particolare sull’approccio alle malattie. In questo momento il metaverso è una visione, un ambiente nel quale viaggiano una serie di tecnologie convergenti, un ecosistema che piano piano diventerà multisensoriale dunque in grado di restituire una varietà di percezioni, realizzando quel cambiamento cognitivo di cui parlavo prima. L’esito di questo percorso non sarà una formula definitiva, ma piuttosto un pensiero, uno spunto. Un assaggio di come sarà il mondo tra venti anni.

Costanza Andreini, Public Policy Manager Italy Meta. Una delle applicazioni più naturali del metaverso riguarda l’ambito medico e Meta è molto motivata nel facilitare questa applicazione.

Pier Luigi Ingrassia, presidente della Società Italiana Simulazione in Medicina, coordinatore tavolo di lavoro tecnico sulla simulazione in ambito sanitario. La nostra realtà, pur avendo rapporti con la classe medica, ha come finalità essenzialmente la sicurezza dei pazienti, nell’ottica di facilitare percorsi di formazione continua. Noi promuoviamo la cultura della ricerca e la condivisione del network attraverso una serie di strumenti che promuovono il “sistema dell’analogo”. Nel corso della sperimentazione siamo stati coinvolti, ad esempio, in 43 casi clinici interattivi in diversi ambiti disciplinari, con 16 docenti coinvolti. Ad aprile il ministro della sanità ha inoltre avallato ufficialmente la simulazione nella formazione in ambito sanitario e noi italiani siamo i primi in Europa ad aver ottenuto linee guida autorizzate. Tutto migliorerà quando subentrerà una spiccata componente di intelligenza artificiale e non ci sarà più bisogno dell’intermediario-regista delle situazioni.

Andrea Silenzi, dirigente sanitario, Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della salute. Il grande valore aggiunto del metaverso può interessare:- il lavoro in team a distanza -la disaster medicine, cioè i contesti difficili e sporadici, in cui si ricrea un volume di casistiche significativo per gli specializzandi. Tra le criticità iniziali, segnalo le scarse competenze digitali di base degli italiani, sulle quali occorre investire per poter implementare tecnologie come il metaverso.

Massimo Canducci, Chief Innovation Officer Engineering. Alcuni sostengono che il metaverso non esisterà mai, altri invece che sostituirà la realtà, ma sebbene il metaverso ancora non sia del tutto configurato, oggi è in piena fase costruttiva. I suoi strumenti sono ricerca, innovazione e nuove tecnologie, e la realtà aumentata già esistente ne costituisce un substrato importante. Il concetto stesso di metaverso attualmente si configura come una delle potenziali evoluzioni di internet ma è possibile che questa natura possa cambiare nel tempo in funzione delle tecnologie che verranno coinvolte. Decentralizzazione, interoperabilità e rispetto degli utenti sono le tre caratteristiche che secondo noi contraddistingueranno il metaverso.

Federica Battisti, docente del Dipartimento Ingegneria dell’Informazione Università di Padova. Oltre alla realtà virtuale e a quella aumentata c’è anche la realtà mista, che consiste nella sovrimpressione di contenuti di computer grafica alla realtà virtuale. Anche con i fondi PNRR potremmo finanziare le ricerche sul “digital twin” che portano alla creazione di un modello virtuale della persona con la finalità di studiarla. Il “mediverso” è intessuto della combinazione di Blockchain, Internet of things, artificial intelligence, come nel caso della tecnologia immersiva che proponiamo per studiare le situazioni di emergenza. Manca ancora il feedback tattile, al quale si sta lavorando in vari modi, ad esempio mediante prototipi di guanti per provare caldo-freddo o per sentire le consistenze. Riporto quelli potrebbero essere i quattro step per l’evoluzione in ambito medicale (come da mie letture): costruzione olografica(la più semplice, per creare modelli), simulazione olografica (adozione di modelli nella realtà virtuale), creazione di avatar affidabili cioè fedeli alla realtà, fusione di virtuale e riferimenti alla realtà. Per questo occorre collaborare a livello internazionale per collegare il virtuale e la realtà. La tecnologia è molto vicina: abbiamo già l’instant codec avatar. Meta consente di realizzare l’avatar con la webcam del telefonino.

Martijn Boosman, Business Development Manager for Europe, Middle East and Asia Pacific, SimX (in collegamento). Le nostre proposte di metaverso per il settore medicale non soppiantano l’educazione tradizionale, ma la integrano. E una “team training technology”, persone che da diversi luoghi fisici fanno simulazioni in simultanea ritrovandosi nel medesimo ambiente.

Giacomo Gensini, ceo Nume Plus. Soluzione SimXè uno dei primi esperimenti su contesti di emergenza. È l’istruttore che guida le condizioni del paziente in base a come le persone agiscono.

 

ESPERIENZA SIMX

Patrizia Garzia, neuropsichiatra infantile. Prevedo applicazioni utili nell’ambito dell’autismoe dei disturbi alimentari.

Serena Ricci, ingegnere biomedico, Centro Simulazione Cesmav, Università di Genova. Ho il sogno di uno spazio in cui tutti possano inserire i propri prodotti o servizi, una libreria dove depositare esperienze.

Antonio La Greca, Policlinico Gemelli. Riscontriamo la difficoltà di formare in tempi brevi gli specializzandi, a causa della complessità delle procedure preliminari necessarie ad operare. Sarebbe molto sensato e utile avere un mondo virtuale dove mettere alla prova la tecnica.

Stefania Alvino, azienda farmaceutica Daiichi Sankyo Italia Spa. Quanto è ben disposto e preparato il personale clinico a usare le tecnologie? Questo potrebbe essere lo scoglio all’adozione del metaverso.

Andrea Mingoli, chirurgo e direttore unità di chirurgia Sapienza. Le nostre richieste riguardano la formazione di operatori in team: in passato abbiamo condotto sperimentazioni su di un manichino interattivo ma con qualche difficoltà, e sempre in aiuto al regista esterno. Sarebbe importante avere a disposizione tecnologie che possano fornire un’interazione più immediata. Ad esempio, il “trauma team” ha il problema di come effettuare esercitazioni coordinate prima della situazione concreta.

Valerio Mogini, responsabile servizio organizzazione sanitaria in emergenza Croce Rossa Italiana. Affinché ci possa essere un successo effettivo del metaverso in sanità occorre coinvolgere varie dimensioni: il triage, i laboratori, i portantini. È una tecnologia funzionale perché elimina le distanze tra i professionisti, ma anche perché assolve all’ambizione di creare connessioni e di muoversi tra le diverse fasi del lavoro per creare le sinergie interne al sistema tra persone che non si sono mai viste.

Alice Mannocci, ricercatrice UniMercatorum. Il metaverso deve aggiungere e non sostituire elementi, può applicarsi solo ad alcuni aspetti dell’apprendimento per gli studenti.

Marco De Luca, pediatra del Meyer di Firenze. In questo momento ci sono tanti studenti e tanti specializzandi che per questioni di risorse limitate si applicano agli stessi casi. Credo che invece possa essere davvero utile dare la possibilità di vivere più esperienze individuali.

Gabriele Lorenzini, responsabile progetto Nexus. A livello di emergenza non esiste ad ora un curriculum di competenze non tecniche che bisogna avere per usarlo.

Stefano Sironi, IR&TeC Areu 118, Lombardia. Trovo il metaverso utile per alcuni obiettivi didattici ma poco funzionale per le technical skill pratiche. Per esempio è interessante quando offre occasioni di apprendimento relative alle grandi emergenze(incidenti stradali, crolli, sisma, incendi) se pensato in chiave di multidisciplinarietà con le istituzioni coinvolte (polizia, vigili del fuoco).

Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale. Abbiamo il ruolo di coinvolgere chi è sul campo per aiutarlo a sognare e immaginare la realizzazione e l’applicazione di queste idee, pensando a chi potrà usufruirne domani, che oggi è ancora irraggiungibile o lontano.

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