In vacanza nel posto di lavoro di mamma e papà: il racconto del primo campo estivo per i dipendenti dell'organizzazione
“Mamma, oggi ho costruito un robot ballerino, si muoveva come un matto, non la finiva più!” (Alberto).
“Mamma, scusa se ho detto che non mi piaceva andare al tuo centro estivo, è bellissimo!” (Lena). “Dalla stampante 3 D escono fuori oggetti in modo super veloce, come per magia!” (Milena).
“Mi sono divertita con tutte le attività del Summer Camp e mi dispiace lasciare i miei nuovi amici” (Emma).
Connessioni inedite, nuovi progetti fatti di carta o di pixel, rapporti di amicizia destinati a durare e una tecnologia che non è mai fine a sé stessa, ma piuttosto sa mettere le ali ai sogni dei bambini… Con il trascorrere dei giorni il Summer Camp 2026 della Fondazione Mondo Digitale si è confermata un’esperienza speciale e ricca di scoperte. I formatori Daniele Vigo, Emanuele Coletta, Davide Belli, Marco Brocchieri ed Enrico Bersani, coordinati da Valentina Gelsomini e con il supporto di Lara Forgione, hanno reso le mattine estive dei piccoli ospiti, tutti figli dei dipendenti della Fondazione, un laboratorio permanente di creatività e di formazione all’insegna del divertimento. Imparare ascoltando una fiaba di Gianni Rodari, vedere il risultato pratico di quanto esisteva solo nelle teste dei bimbi e nei racconti dei formatori… la settimana del camp è stata davvero varia e ricca di proposte.
Il lunedì Daniele ha aperto le porte del Fab lab per un’esperienza di stampa 3D su progetti ispirati ai personaggi di Rodari, il martedì Marco “ha giocato” con Interland Room sui temi della sicurezza digitale, il mercoledì Davide ha introdotto i piccoli alla robotica, usando kit di Lego Spike, Bootley e Ozobot. Il giovedì Marco ha insegnato come fare coding con Cospace o con il gioco Minecraft, il venerdì Enrico ha guidato la realizzazione di storie in stop motion.
Accolti e guidati da Maria Chiara Porreca in qualità di tutor, i bambini, tutti di età 4-11 anni, sono passati da sessioni più strutturate di thinkering, coding, fabbricazione e programmazione, a pomeriggi di gioco guidato dall’educatore Cristiano Paolini. Cristiano ha aperto le frontiere dell’immaginazione traghettando il piccolo gruppo nel Brasile della Capoeira, umanizzando le antiche storie di una cultura lontana e portando a Città Educativa sonorità e voci di altri luoghi e tempi.
Enrico Bersani ha raccontato: “la mia proposta si è articolata come un laboratorio misto di storytelling e animazione. I bambini, in coppia, hanno creato due personaggi e dato vita a un conflitto tra loro come fulcro della storia. Poi hanno ricreato la vicenda su carta con disegni e collage. Infine, abbiamo riportato tutto su schermo e realizzato piccoli corti con animazione frame by frame. C’è stato spazio per rileggere e confrontare spezzoni di cartoni animati famosi realizzati con le diverse tecniche (animazione tradizionale, computer grafica e stop motion). Sono nate delle vere e proprie passioni!”
“Un’offerta formativa irripetibile, con possibilità di approfondimento davvero uniche! I formatori hanno saputo tradurre e rendere accessibili contenuti complessi. Anche i più piccoli, che non sanno ancora leggere, hanno appreso strumenti utili per la loro crescita. I bambini sono riusciti a legare tra loro, nonostante la differenza di età, che non è stata un ostacolo ma un arricchimento e una fonte di ispirazione. Anche a livello personale mi sento più ricca, un progetto da ripetere e da estendere. Abbiamo la riprova che i bambini rimangono concentrati a lungo e sanno interessarsi a materie solo in apparenza difficili, senza essere sempre intrattenuti con attività solo fisiche”, ha commentato Maria Chiara.
Marco ha notato che “i laboratori hanno entusiasmato tanto i bambini. Una volta abbiamo usato una piattaforma di realtà immersiva che ha consentito di realizzare dei mondi virtuali da popolare con personaggi a piacere, con scene programmabili a blocchi. In un altro laboratorio abbiamo sviluppato un percorso di elettronica educativa con microbit e brixo, una scheda simile ad arduino che ha consentito di dar vita a un circuito luminoso… con inevitabile effetto wow finale! Inoltre, con le sessioni di Interland Room i bambini si sono avvicinati ai principi della cittadinanza digitale attraverso esercizi pratici e quiz. Qui hanno sperimentato soft skills come saper lavorare in gruppo e coordinare i propri movimenti per ottenere un determinato risultato. I Lego Spike da programmare come robot ballerini, infine, sono risultati molto coinvolgenti con la loro coreografia”.
“Uno dei punti di forza del Summer Camp è stata l’offerta formativa che ha privilegiato la realizzazione pratica di manufatti da portare a casa. La proposta di apprendimento sull’uso del digitale consentirà di costruire un tassello importante dell’approccio futuro alle tecnologie in consapevolezza”, ha commentato Cristiano, che è anche papà di due delle bimbe partecipanti. “Nel pomeriggio, per le sessioni che ho creato, ho voluto puntare sull’espressione della creatività attraverso il movimento, il disegno, il racconto di storie, che ha privilegiato una certa libertà e dinamismo. Ho proposto una rivisitazione delle storie del folklore afro brasiliano. Dopo aver introdotto un personaggio legato a questa cultura, ho proposto una coreografia e una canzone da interpretare con gli strumenti musicali tipici. Infine, ho chiesto ai bambini di interpretare le storie con collage colorati o disegni, oppure drammatizzarle con giochi e attività teatralizzate”.
Alla fine del percorso, i bimbi hanno avuto una maglietta stampata con la storia che hanno disegnato, un segno tangibile di un’estate indimenticabile.
Buona estate a Jordan, Alberto, Lena, Greta, Miriam, Anna, Raffaele, Bianca, Emma, Milena!
Grazie Fondazione Mondo Digitale!
