Il direttore scientifico Alfonso Molina a Pact4Future
All’evento Pact4Future, in corso a Milano, il direttore scientifico Alfonso Molina ha riportato al centro del dibattito una domanda fondamentale: come educare allo sviluppo umano in un’epoca di accelerazione tecnologica. In un contesto segnato da trasformazioni rapide e profonde, Molina ha invitato a riconoscere la natura complessa del nostro tempo, definendolo “l’epoca dell’esponenziale, delle grandi accelerazioni”. Ma la vera complessità, ha sottolineato, non è solo tecnologica: riguarda prima di tutto l’essere umano, “la creatura più complessa che esiste nell’universo conosciuto”, attraversata da contraddizioni, emozioni e possibilità.
Autoimprenditorialità: diventare protagonisti di sé stessi
Per affrontare questa complessità, la proposta educativa della Fondazione Mondo Digitale parte da un cambio di prospettiva:
non si tratta solo di formare competenze tecniche, ma di sviluppare autoimprenditorialità. “Non è l’imprenditorialità di creare un prodotto, è l’imprenditorialità di noi stessi. Pertanto, noi dobbiamo essere imprenditori di noi stessi”. Un’educazione, quindi, che mira a rendere ogni persona capace di orientarsi, scegliere, evolvere. Non adattarsi passivamente al cambiamento, ma costruire attivamente il proprio percorso di vita.
L’ecosistema personale: sette sfere per leggere sé stessi
Al centro dell’intervento, il modello dell’ecosistema personale: una visione integrata della persona come sistema dinamico, composto da più dimensioni interconnesse.
Si parte dal binomio mente-corpo, che include conoscenze, emozioni, ostacoli e credenze limitanti. Ma l’individuo si costruisce anche attraverso ciò che lo circonda:
- Relazioni, perché “senza le relazioni non andiamo da nessuna parte”
- Contesto sociale e culturale, dove si formano valori e opportunità
- Ambiente e pianeta, che influenzano direttamente il nostro benessere e le nostre scelte
L’educazione, in questa prospettiva, deve portare a una maggiore consapevolezza di queste dimensioni e del loro intreccio.
Dal modello allo strumento: il Personal Ecosystem Canvas
Questa visione si traduce in uno strumento concreto: il Personal Ecosystem Canvas, già utilizzato in scuole e percorsi di orientamento. Il Canvas permette agli studenti di riflettere su due domande chiave: chi sono oggi e chi voglio diventare. Attraverso un lavoro guidato, i ragazzi individuano ostacoli, aspirazioni, motivazioni e valori. Non si tratta di un esercizio astratto, ma di un processo di autoconsapevolezza orientativa, che può essere integrato in percorsi formativi scuola-lavoro, attività didattiche e percorsi di coaching.
Competenze per la vita: oltre la lezione frontale
Nel dialogo con gli studenti, Molina ha sottolineato un passaggio cruciale: lo studio tradizionale non basta più se resta confinato alle lezioni frontali. “Bisogna studiare le competenze per la vita: la comunicazione, la creatività, il pensiero critico... la leadership, il problem solving”. Accanto alle competenze, un ruolo centrale è svolto dai valori: “Il rispetto, la cura dell’altro è fondamentale… fare il bene agli altri fa bene a noi stessi”. L’obiettivo è una formazione completa, capace di sviluppare non solo capacità operative, ma anche responsabilità, empatia e visione.
Restituire il futuro: educare alla speranza
Di fronte a un dato preoccupante - molti giovani dichiarano di non vedere il proprio futuro - Molina ha ribadito il compito più profondo dell’educazione: restituire il diritto di sognare. Non illusioni, ma possibilità concrete. Non semplificazioni, ma strumenti per abitare la complessità. Un’educazione che permetta ai giovani non solo di capire il mondo, ma anche di meravigliarsi e “incantarsi”, livelli alti dell’esperienza umana che danno senso al percorso di crescita.
Dalla visione all’azione
Il messaggio è chiaro: educare oggi significa integrare conoscenze, competenze e valori in una visione sistemica della persona. In questa direzione si muovono anche le progettualità della Fondazione, dove strumenti come il Canvas possono dialogare con nuove tecnologie educative e modelli di coaching generativo, come nel progetto Arin , per accompagnare studenti e cittadini in percorsi più consapevoli, inclusivi e orientati al futuro.
