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Il compagno invisibile

Il compagno invisibile: Pathway Companion

Il compagno invisibile

Il compagno invisibile

PariPasso con Rizzoli Education: primo webinar del percorso sulle tecnologie che includono

Si è aperto ieri il nuovo ciclo di webinar “Tecnologie che includono. Benessere, orientamento e qualità educativa”, promosso da Fondazione Mondo Digitale con Rizzoli Education nell’ambito del programma PariPasso, il percorso che mette al centro una visione dell’inclusione come pratica educativa quotidiana, fondata su accessibilità, personalizzazione e alleanza tra tutti gli attori della comunità educante. 

Al centro del primo appuntamento, intitolato Il compagno invisibile. Come l’IA può sostenere la didattica inclusiva, dedicato a insegnanti, educatori e caregiver, la presentazione di Pathway Companion, la piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da Fondazione Mondo Digitale con Fondazione Don Carlo Gnocchi, Università Roma Tre e IT Logix, con il supporto di Google.org.

Un’alleanza, non una sostituzione
Ad aprire il webinar è stata Francesca Meini, che ha chiarito subito il senso del percorso: leggere l’intelligenza artificiale non come un sostituto dell’insegnante, ma come un alleato capace di adattare contenuti, suggerire strategie e offrire feedback personalizzati, in dialogo con l’approccio Universal Design for Learning.
Su questo punto si è soffermato Andrea Taurchini, CEO e fondatore di IT Logix, spiegando che Pathway Companion nasce da una domanda molto concreta: come usare l’IA per migliorare l’inclusione educativa senza indebolire il ruolo delle persone che accompagnano ogni giorno gli studenti nel loro percorso di apprendimento. La risposta proposta dalla piattaforma è un modello di intelligenza ibrida: l’IA non prende decisioni al posto di docenti, famiglie o specialisti, ma lavora insieme a loro per rendere il percorso educativo più continuo, personalizzato e sostenibile. Non un assistente automatico, dunque, ma un’infrastruttura intelligente che aiuta chi insegna e chi accompagna a prendere decisioni migliori.

La relazione educativa resta al centro
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal webinar riguarda proprio l’architettura della piattaforma. Pathway Companion non è stato pensato come un sistema generalista né come una “scatola nera”, ma come un ambiente organizzato in moduli, con funzioni specifiche e limiti precisi. Ogni proposta generata dall’intelligenza artificiale è rivolta all’adulto di riferimento e non direttamente allo studente: è il caregiver che riceve il suggerimento, lo interpreta, lo conferma oppure lo modifica.
È una scelta non solo tecnica, ma anche etica: nei contesti educativi, soprattutto quando si parla di studenti con bisogni educativi speciali, l’innovazione ha valore solo se rafforza la relazione umana, senza rimpiazzarla.

Dal profilo dello studente al monitoraggio continuo
Taurchini ha anche illustrato la logica di funzionamento della piattaforma: una prima fase di assessment consente di delineare il profilo dello studente e di individuare strumenti compensativi e modalità di supporto. Da lì il docente può costruire contenuti didattici personalizzati, ricevendo indicazioni sull’adeguatezza dei materiali proposti. La piattaforma continua poi a monitorare l’interazione con i contenuti e suggerisce eventuali ritarature, così da accompagnare il percorso nel tempo. La forza del sistema, quindi, non sta solo nel generare suggerimenti, ma nel farlo in modo progressivo, contestuale e responsivo, adattandosi sia ai bisogni emergenti dello studente sia alle scelte del docente.

Lavorare sui bisogni, non sulle etichette
A portare il punto di vista clinico è stato Lorenzo Antonucci, psicologo dell’area neuropsicologica e dell’età evolutiva della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Il suo intervento ha chiarito una scelta decisiva dello sviluppo di Pathway Companion: non partire dalle etichette diagnostiche, ma da aree più ampie di bisogno. La piattaforma è stata progettata per supportare in particolare due ambiti fondamentali per l’accesso all’apprendimento: lettura e comprensione del testo. Una scelta che permette di lavorare non solo con studenti che hanno una diagnosi specifica, ma anche con ragazze e ragazzi che presentano difficoltà legate, per esempio, a fragilità linguistiche, culturali o socioeconomiche.

Strumenti concreti per rendere i contenuti accessibili
Per quanto riguarda la lettura, Pathway Companion integra diversi strumenti compensativi all’interno di un’unica piattaforma: sintesi vocale, adattamento visivo del testo, immagini di supporto alla decodifica, possibilità di modificare font, spaziatura e interlinea. L’obiettivo è rendere il contenuto accessibile da più punti di vista, riducendo l’affollamento visivo e facilitando l’interazione con il testo. Ma è soprattutto sul fronte della comprensione del testo che l’intelligenza artificiale diventa, nelle parole di Antonucci, un alleato potente. La piattaforma mette infatti a disposizione due strumenti chiave: semplificazione del testo e comprensione guidata. La semplificazione non produce riassunti e non interviene sui contenuti in modo arbitrario: lavora invece su lessico e sintassi per alleggerire il carico linguistico e rendere il testo più accessibile. La comprensione guidata, invece, estrae informazioni salienti come personaggi, luoghi, tempi, fatti, sequenze narrative e inferenze, offrendo allo studente una guida attiva per orientarsi nel testo.

Il docente decide, l’IA supporta
Questo punto è stato ribadito con forza: la piattaforma non sostituisce la selezione dei contenuti da parte del docente. Non riassume al posto suo, non decide cosa trasmettere e cosa no. Il suo compito è rendere più accessibili i materiali scelti dall’insegnante e sostenere la costruzione di percorsi realmente su misura. Anche per questo la scelta di lavorare sui bisogni educativi speciali in senso ampio diventa strategica: gli strumenti sviluppati possono essere utili in una pluralità di situazioni e aiutano a costruire una didattica più flessibile, capace di rispondere alla complessità reale delle classi.

L’UDL come cornice di progettazione
A chiudere il quadro è stato Roberto Raspa, ingegnere e docente di scuola secondaria di secondo grado, che ha collegato la piattaforma all’approccio Universal Design for Learning. L’UDL, ha ricordato, offre una cornice metodologica per progettare percorsi didattici che tengano conto della variabilità degli studenti, prevedano molteplici modalità di rappresentazione dei contenuti, di coinvolgimento e di espressione. In questa prospettiva, Pathway Companion diventa un alleato prezioso perché aiuta a lavorare sulla personalizzazione e alleggerisce parte del carico operativo, lasciando più spazio all’attenzione pedagogica, alla relazione e alla qualità del percorso educativo. Il riferimento all’UDL è particolarmente significativo anche rispetto alla visione di PariPasso, che considera l’inclusione non come una didattica separata, ma come una didattica efficace, fondata su ambienti flessibili, accessibili e adattabili ai bisogni di ciascuno.
Nel corso dell’incontro finale è stato anche ricordato che l’accesso alla piattaforma è gratuito per i docenti, previa registrazione tramite il form disponibile nei materiali di approfondimento, e che è già possibile iniziare a esplorarla prima del prossimo webinar.

I prossimi appuntamenti
Il percorso prosegue con due nuovi webinar dedicati all’esplorazione operativa della piattaforma e a una riflessione più ampia sugli ambienti di apprendimento inclusivi:

21 aprile, ore 18.30
Cosa succede quando l’IA supporta l’apprendimento

Il secondo webinar entra nel cuore operativo della piattaforma Pathway Companion. I docenti possono osservare da vicino come un tutor intelligente segmenta i compiti, propone attività differenziate e restituisce feedback mirati, ma anche comprendere il “dietro le quinte”: dati, algoritmi, regole pedagogiche e integrazione tra dimensione clinica, educativa e tecnologica.

23 aprile
Tecnologie per una scuola che accoglie
Il terzo appuntamento amplia lo sguardo: dalle tecnologie come supporto individuale alla loro capacità di trasformare l’intero ambiente classe. Attraverso la narrazione digitale e strumenti multimodali, la tecnologia diventa uno spazio espressivo e inclusivo, in cui ogni studente può trovare voce, orientamento e appartenenza.

 

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