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We Code all’istituto Emilio Sereni

We Code all’istituto Emilio Sereni

We Code all’istituto Emilio Sereni

We Code all’istituto Emilio Sereni

Coding Girls & Women: hackathon in collaborazione con Unint

Come si possono utilizzare le tecnologie digitali per rendere più sostenibile l’agricoltura? È la domanda da cui sono partiti gli studenti dell’istituto tecnico agrario Emilio Sereni di Roma, protagonisti di We Code, l’hackathon organizzato nell’ambito delle attività di Terza Missione dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint) e in sinergia con il programma nazionale Coding Girls & Women, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Avviso 2/2024) [vedi la notizia We Code: l’IA si impara facendo].

La giornata dello scorso 8 ottobre ha coinvolto 28 studentesse e studenti delle classi quarte e quinte, chiamati a lavorare in squadra per sviluppare idee e soluzioni legate al settore agroalimentare. Un’occasione per sperimentare l’intelligenza artificiale, mettere in pratica le competenze acquisite a scuola e confrontarsi con le opportunità e le responsabilità delle nuove tecnologie.

Dall’idea al progetto: sei squadre per un’agricoltura più sostenibile
Dalle 8.30 alle 16.30, sei team hanno lavorato alla progettazione delle proprie soluzioni, accompagnati dai tutor universitari della community Unintelligenza di Unint. A rendere l’esperienza ancora più interattiva è stata anche la presenza del robot umanoide Nao, a disposizione dei gruppi per rispondere alle loro domande. 
Le sfide hanno toccato temi diversi, dalla valorizzazione degli scarti agricoli alla tutela della biodiversità, dalla gestione delle risorse idriche alla sicurezza sul lavoro.

Tra i progetti presentati, tre hanno ricevuto una menzione speciale:

  • Originalità. Uva Rinata. Una piattaforma per mettere in rete aziende vitivinicole e favorire il riutilizzo degli scarti del mosto, promuovendo un modello di economia circolare.
  • Human in the lead. Via Verde. Un’applicazione per consultare mappe interattive dei parchi anche senza connessione internet. 
  • Presentazione. Terre Sereni. Un portale per promuovere i prodotti e l’azienda agraria della scuola, valorizzando in una vetrina digitale le competenze e le attività dell’istituto.

Gli altri gruppi hanno lavorato alla tutela della biodiversità e alla conservazione del suolo (MII), alle energie rinnovabili e alla gestione dell’acqua in serra (AgriWater) e alla sicurezza nei luoghi di lavoro agrari (Averto). A unire le diverse proposte è stata la possibilità di affrontare problemi concreti attraverso la progettazione condivisa, sperimentando come le tecnologie possano contribuire a trovare soluzioni senza perdere di vista le persone. È questo il significato di human in the lead, il principio che ha guidato l’esperienza.

La scuola come laboratorio di innovazione
Per l’Istituto Emilio Sereni, l’hackathon si inserisce in un percorso che punta a integrare le competenze digitali nella formazione degli studenti, mettendole in relazione con gli indirizzi di studio e con le trasformazioni del mondo del lavoro. 
“Oggi ci troviamo con la Fondazione Mondo Digitale per realizzare un'importante iniziativa di Hackathon per i nostri studenti, un'iniziativa che si inserisce nel nostro orizzonte didattico per creare nella scuola un hub digitale e favorire la conoscenza e l'utilizzo critico e consapevole degli strumenti digitali e dell'intelligenza artificiale”, spiega Michele Zannini, dirigente scolastico dell’istituto. 
Il percorso proseguirà con altri sei laboratori didattici legati ai fondi Pnrr (DM 219/2025), dedicati, tra gli altri ambiti, all’uso di visori didattici, alla serra idroponica e alla territorialità e occupabilità. 
Anche nel settore agricolo, infatti, le competenze tecnologiche sono sempre più importanti. “Oggi l'agricoltura non è più solo lavorare manualmente il terreno, ma è anche progettazione, realizzazione di progetti particolari e supporto della tecnologia e dell'intelligenza artificiale”, sottolinea Giuseppe Altobelli, agronomo e vicepreside dell’istituto. “I ragazzi possono imparare queste dinamiche prima in classe e poi riportarle direttamente nel mondo del lavoro, per rendere le loro attività future più semplici ed efficaci”. 
Per Arianna Massimi, docente di Scienze e referente dell’iniziativa, il valore della giornata sta anche nella possibilità di sperimentare insieme: “Siamo qui con i ragazzi delle Quarte per far conoscere l'intelligenza artificiale e soprattutto per farli lavorare insieme su progetti che permettano di utilizzarla per scopi positivi, legati al loro percorso di studi”.

Quando un’esperienza lascia il segno
L’hackathon ha offerto anche uno sguardo sul valore che le esperienze formative possono avere nel tempo. Tra le persone presenti c’era Lori, volontaria del servizio civile universale presso la Fondazione Mondo Digitale, che da studentessa aveva partecipato a un evento della Fondazione, avvicinandosi proprio in quell’occasione all’informatica. “Quando andavo al liceo ho partecipato a un evento di Fondazione Mondo Digitale e mi sono appassionata così tanto all'informatica da sceglierla poi come percorso di studi universitari, perché mi avevano trasmesso un punto di vista del tutto nuovo. Oggi per la prima volta mi trovo dall'altro lato, a osservare il dietro le quinte di un progetto come questo e a vederne l'impatto sui ragazzi”. 
Anche per Eleonora, pure lei volontaria del servizio civile universale nell’area comunicazione della Fondazione, partecipare all’evento è stata un’occasione per osservare da vicino il lavoro dei gruppi. “È stato davvero stimolante vedere il coinvolgimento e l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno affrontato le sfide proposte, presentando idee davvero valide e innovative. Riflettendo su questa esperienza, penso a quanto mi sarebbe piaciuto avere un’opportunità simile alla loro età e credo che iniziative di questo tipo offrano ai giovani un’occasione preziosa per mettersi alla prova”.

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