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La terza missione dell’IA

Dal laboratorio all’azienda: l’esperienza di Andrea Ceschini tra trasferimento tecnologico e formazione

La terza missione dell’IA

La terza missione dell’IA

Dal laboratorio all’azienda: l’esperienza di Andrea Ceschini tra trasferimento tecnologico e formazione

Conosciamo da vicino Andrea Ceschini, formatore della Fondazione Mondo Digitale, cofondatore nel 2023 con sei colleghi ricercatori, di Grid+, una startup accademica innovativa che si è posta l'ambizioso obiettivo di trasferire le conoscenze scientifiche dal mondo universitario a quello aziendale. Una sorta di terza missione che nel contempo forma i lavoratori sulle tecnologie e studia soluzioni personalizzate.

Andrea ci ha raccontato, dal suo punto di vista di ricercatore, il difficile rapporto tra le tecnologie emergenti, come quelle legate all’intelligenza artificiale, e le organizzazioni. L’esigenza di aggiornarsi e di adottare i tool più innovativi spesso entra in conflitto con le frontiere tecnologiche, non sempre adattate a soluzioni realmente operative. 

“Sempre più aziende stanno implementando l’IA nei loro processi. Eppure uno studio del MIT riporta che, nonostante gli investimenti non manchino, il 95% dei progetti rimane bloccato alla fase di sperimentazione, senza produrre vantaggi competitivi concreti”, sostiene Andrea. “Da una parte la ricerca universitaria sviluppa conoscenze sempre più sofisticate ma poco pratiche, dall’altra le imprese hanno bisogno di strumenti all’avanguardia per restare competitive, ma faticano a identificare e implementare le tecnologie più appropriate ai loro processi”. 

Proprio per ridurre la distanza tra ricerca e business, Andrea vorrebbe tradurre tutti i giorni con il suo lavoro la ricerca e lo studio in soluzioni ad alto valore tecnologico che rispondano all’esigenza di digitalizzazione delle imprese. “Stiamo attivando con successo il trasferimento tecnologico tra accademia e business, mettendo a disposizione delle imprese il know how maturato nei laboratori di ricerca. Il nostro scopo è offrire conoscenze tecniche e scientifiche alle aziende che stanno affrontando la transizione tecnologica”, spiega Andrea.

Un altro tema molto caro alle organizzazioni complesse è la personalizzazione: la vera sfida è trovare esperti capaci di tradurre la complessità dell'IA in applicazioni concrete e su misura per ogni processo aziendale. Le soluzioni migliori, oltre a una prima fase esplorativa, richiedono una formazione delle persone per promuovere la cultura digitale e i servizi di automazione intelligente, per identificare e sostituire le attività ripetitive con algoritmi avanzati e sicuri. Un approccio che parte sempre da un'analisi approfondita dei processi esistenti, per individuare dove l'intelligenza artificiale può generare il massimo valore.

“Nel nostro lavoro adottiamo sempre il principio della privacy by design per mantenere al sicuro i dati, con implementazioni su misura e installazioni locali che non richiedono l’invio di informazioni sensibili verso servizi cloud esterni”. Sui progetti per il futuro, ha idee molto chiare: “lanceremo una piattaforma in abbonamento che renderà accessibili i principali algoritmi sviluppati dal team con strumenti per la previsione dei dati, il riconoscimento automatico di immagini e documenti, oltre ad assistenti virtuali per la gestione delle conoscenze aziendali; continueremo a lavorare su progetti verticali come il chatbot per il turismo romano e l'agente IA per l'analisi automatica del codice sorgente per ridurre in modo drastico i tempi di redazione della documentazione tecnica”.

Il racconto è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.

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