Il futuro della cura: il contributo di Federica Morandi con i nuovi ruoli della sanità 4.0
In un panorama sanitario in rapida evoluzione, l'innovazione non è più solo una possibilità, ma il motore del cambiamento. Tuttavia, come sottolineato da Federica Morandi, professoressa associata in Organizzazione aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttrice dei programmi accademici e ricerca dell'Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) la vera sfida risiede nella capacità di gestire questa trasformazione.
L'incontro tra cultura e pratica organizzativa
Il contributo della professoressa Morandi evidenzia un punto di contatto fondamentale tra due percorsi: "Il Futuro della Cura", volto a costruire una cultura dell’innovazione consapevole e condivisa, e "Officina delle Competenze", che mira a tradurre questa cultura in ruoli e responsabilità concrete all’interno delle organizzazioni sanitarie. "L'innovazione per essere reale non può restare solo un'idea, non può rimanere a livello teorico o restare una spinta legata al singolo [...] ma deve essere accolta dalle organizzazioni sanitarie, tradotta in nuovi ruoli, in nuove competenze e anche in nuove responsabilità".
Tre ruoli chiave per la sanità del futuro
Attraverso il progetto "Officina delle Competenze", sono stati individuati e sperimentati tre profili professionali inediti, essenziali per rendere l'innovazione possibile e sostenibile a ogni livello:
- Direttore Sanitario 4.0: ha il compito di governare l’innovazione seguendo una logica puramente strategica.
- Patient Journey Manager: una figura dedicata a integrare e coordinare i processi, mantenendo il focus costante sul percorso del paziente.
- Chief Innovation Officer (CIO): agisce come ambasciatore e catalizzatore del cambiamento.
Il Chief Innovation Officer: un ponte tra tecnologia e clinica
Un approfondimento particolare è dedicato al Chief Innovation Officer, la cui missione è assicurare che le soluzioni adottate generino valore reale per tutti gli attori coinvolti. Questa figura promuove un allineamento tra la strategia aziendale e i bisogni clinici, spostando l'attenzione dagli strumenti alla trasformazione dei processi. L'impatto di questo ruolo si misura non solo nella digitalizzazione, ma nella capacità di realizzare un vero cambiamento organizzativo e nella sostenibilità a lungo termine del sistema.
L'innovazione come scelta culturale
In chiusura del suo intervento, la professoressa Morandi ribadisce che la tecnologia, da sola, non è sufficiente. L'innovazione deve diventare parte del DNA delle istituzioni sanitarie. "L’innovazione non è solo tecnologia e l'innovazione non è un progetto e nemmeno una moda. L'innovazione è una cultura. L'innovazione è una competenza e una responsabilità".
Il Servizio sanitario nazionale, oggi più che mai, ha bisogno di investire nelle persone e nelle competenze per trasformare il cambiamento in valore tangibile.