Da Palazzo Valentini nuove connessioni tra donne, competenze e intelligenza artificiale. A Roma l'ultima tappa territoriale di Job Digital Lab
Un pappagallo robotico che racconta le opere degli artigiani, occhiali intelligenti per aiutare le persone anziane a usare la tecnologia, una piattaforma che mette in contatto artigiani e startup. Sono alcune delle idee nate in appena 90 minuti durante WeLead. Protagoniste d'impresa, l'incontro che si è svolto mercoledì scorso, 21 ottobre, a Palazzo Valentini, a Roma. Un pomeriggio in cui l'intelligenza artificiale è diventata uno strumento per immaginare nuovi prodotti e servizi, mettere alla prova intuizioni imprenditoriali e costruire relazioni professionali.
L'appuntamento, promosso nell'ambito di Job Digital Lab, il programma di formazione di ING Italia e Fondazione Mondo Digitale, è stato organizzato in collaborazione con CNA Impresa Donna Roma e Lazio, con il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale. L'evento ha concluso il percorso degli incontri territoriali del programma, portando al centro il protagonismo delle donne nell'economia digitale e nelle piccole e medie imprese [vedi la notizia Un pomeriggio per le donne che guidano il cambiamento].
Novanta minuti per trasformare un'idea in un progetto
Il cuore del pomeriggio è stato il Creativethon ideato e condotto da Ilaria La Manna, architetto digitale e direttrice creativa. Le partecipanti, suddivise in piccoli gruppi, hanno affrontato una sfida concreta: individuare un problema, elaborare una soluzione imprenditoriale e utilizzare l'intelligenza artificiale per svilupparla, verificarne le potenzialità e costruire una presentazione convincente. In un'ora e mezza ogni gruppo ha lavorato alla definizione del prodotto o servizio, alla sua identità e alla strategia di comunicazione, fino alla presentazione finale di 60 secondi davanti a una giuria composta da Domenica Cesena, Nicoletta Vulpetti e Francesca Castro di CNA Impresa Donna.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata Polly, l'idea di un pappagallo robotico capace di riconoscere le creazioni artigianali e raccontarle anche a chi ha difficoltà visive. Una proposta che unisce valorizzazione del patrimonio artigiano, accessibilità e innovazione tecnologica.
Il laboratorio ha mostrato come l'IA possa accompagnare le diverse fasi della progettazione imprenditoriale, dalla prima intuizione alla comunicazione del valore di un prodotto. Ma il risultato più significativo è emerso anche al di fuori delle presentazioni: le partecipanti hanno condiviso esperienze, scambiato contatti e individuato nuove possibilità di collaborazione.
"La cosa più bella di questo incontro è stata vedere come, in appena 90 minuti, donne con esperienze e competenze diverse siano riuscite a trasformare intuizioni in vere e proprie proposte imprenditoriali", racconta Martina Panunzio, coordinatrice del progetto. "L'intelligenza artificiale ha aiutato i gruppi a sviluppare e presentare le proprie idee, ma il valore aggiunto è stato il clima di collaborazione che si è creato. Le partecipanti hanno continuato a confrontarsi anche dopo il laboratorio, scambiandosi contatti e immaginando possibili collaborazioni. È proprio questo uno degli obiettivi di Job Digital Lab: fare della formazione un'occasione concreta per costruire nuove opportunità".
L'intelligenza artigiana incontra quella artificiale
A ispirare il lavoro dei gruppi sono state anche le testimonianze di due imprenditrici che hanno raccontato come la trasformazione digitale possa rafforzare attività profondamente radicate nella tradizione. Laura Ottaviani, titolare di Cartografica Visceglia, rappresenta la terza generazione di una bottega romana che realizza carte geografiche personalizzate dal 1929. Nel suo racconto, la tecnologia amplia le possibilità di un sapere artigianale quasi centenario: nuovi materiali, lavorazioni digitali e percorsi turistici esperienziali permettono di reinterpretare la cartografia e aprire la bottega a nuovi pubblici. Anche l'intelligenza artificiale entra in questo processo, contribuendo a immaginare nuove modalità di incontro tra viaggiatori, territorio e patrimonio culturale.
Roberta Borra, titolare di Poignée, porta invece l'esperienza di un'impresa che lavora i metalli attraverso una fonderia artistica, realizzando prodotti per l'arredamento, l'arte e altri settori. La formazione continua e l'attenzione alle tecnologie hanno accompagnato la sua attività imprenditoriale, fino alle più recenti applicazioni dell'intelligenza artificiale. La sua riflessione sintetizza efficacemente il rapporto tra innovazione e competenze: l'intelligenza artificiale dialoga con l'intelligenza artigiana, perché le possibilità offerte dagli strumenti digitali acquistano valore quando incontrano esperienza, creatività e capacità di fare.
A completare il confronto tra esperienze e modelli di leadership è stata Nadine Methner, Head of Business Banking di ING Italia, che ha condiviso il proprio percorso professionale e alcuni consigli per avviare una nuova attività imprenditoriale. Una storia internazionale di scelte coraggiose, indipendenza e autodeterminazione, nella quale anche gli ostacoli e i fallimenti diventano occasioni di crescita. Il suo invito alle donne è racchiuso in una domanda semplice e potente: «E se invece volassi?». Una testimonianza che avevamo anticipato nei giorni scorsi con il racconto Il coraggio di cambiare le regole.
Competenze per scegliere, relazioni per crescere
"Il digitale è una vera e propria autostrada di empowerment economico per le donne", ha sottolineato Lucia de Grimani, presidente di CNA Impresa Donna Roma e Lazio, richiamando l'importanza di rendere accessibili le competenze sulle tecnologie emergenti. Per chi vuole avviare o sviluppare un'impresa, conoscere questi strumenti significa poter cogliere nuove opportunità e trasformare le proprie aspirazioni in progetti concreti. È proprio questa la prospettiva che ha guidato il pomeriggio: sperimentare direttamente le potenzialità dell'IA, confrontarsi con altre professioniste e scoprire come competenze diverse possano generare soluzioni condivise. A restituire il clima dell'incontro è Nicoletta Vulpetti, che ha seguito il laboratorio e ritrovato anche alcune donne già coinvolte negli anni nei percorsi formativi della Fondazione Mondo Digitale. Donne che continuano a formarsi, a sperimentare e a raggiungere nuovi traguardi. "Si è partiti dal parlare di intelligenza artificiale, ma poi – come sempre – emerge quello che ci fa stare bene: stare insieme e fare insieme. Con tutta la tecnologia che ci gira intorno, la nostra indefettibile umanità resta ancora la cosa più solida che abbiamo". È forse questa l'immagine più rappresentativa dell'ultima tappa territoriale di Job Digital Lab: donne che imparano insieme, condividono competenze e trasformano un'esperienza formativa in nuove possibilità di impresa e di collaborazione.