Vivi Internet, al meglio: la testimonianza di Maria Grazia Giannoccaro, docente di scuola primaria
Nei percorsi di Vivi Internet, al meglio, il programma formativo promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS con il supporto di Google.org, i docenti sperimentano strumenti e metodologie per accompagnare gli studenti verso un uso creativo, consapevole e critico delle tecnologie. L’obiettivo va oltre l’acquisizione di abilità operative: significa costruire competenze utili per comprendere una realtà in rapido cambiamento, orientarsi tra le informazioni, riconoscere i limiti degli strumenti digitali e utilizzarli per progettare, collaborare e risolvere problemi.
È in questa prospettiva che si inserisce l’esperienza di Maria Grazia Giannoccaro, docente di scuola primaria presso l’istituto comprensivo Marconi Oliva di Locorotondo (Bari), scuola guidata dalla dirigente Grazia Convertini. Nei percorsi dedicati alla “didattica aumentata”, Maria Grazia ha esplorato applicazioni dell’intelligenza artificiale capaci di rendere l’apprendimento più coinvolgente, personalizzato e inclusivo, senza rinunciare alla guida del docente e all’esercizio del pensiero critico.
Dalla costruzione di mappe narrative del territorio con NotebookLM alla sperimentazione di modelli di intelligenza artificiale con Teachable Machine, fino all’uso di Gemini per la creatività e la risoluzione dei problemi, ogni attività è diventata un’occasione per comprendere come funzionano le tecnologie, valutarne gli output e trasformarle in strumenti al servizio della classe e della comunità.
“Nel corso dell’incontro Mappa il tuo borgo con la formatrice Daniela Pieraccini, abbiamo scoperto la possibilità di usare NotebookLM come quaderno di ricerca aumentato per guidare studenti e studentesse nella raccolta e analisi di fonti locali, testi, immagini, interviste, racconti, e trasformarle in narrazioni esplorative e percorsi geolocalizzati che valorizzano il territorio. Anche l’appuntamento con Roberto Raspa ha rappresentato un’ottima occasione di imparare a usare la Teachable Machine di Google per capire come funziona l’IA e come valutare gli output in senso critico, smascherandone gli errori. Abbiamo visto empiricamente come la tecnologia consenta di costruire modelli di intelligenza artificiale insieme agli studenti, addestrando la macchina con immagini e suoni, mettendo a nudo eventuali bias. Infine, nella sessione a cura di Lara Rollo, abbiamo imparato a padroneggiare Gemini come strumento didattico per la creatività e la risoluzione dei problemi, sempre mantenendo grande attenzione agli aspetti etici”.
Il percorso ha proposto un’attività didattica in grado di unire, a tutti gli effetti, l’uso della tecnologia con l’educazione al pensiero critico, fornendo strumenti pratici da introdurre in classe per ulteriori spunti di riflessione ai ragazzi. “Grazie a Notebook oggi potrei insegnare agli studenti a creare una mappa interattiva della propria città, ricostruendone la storia a beneficio di chi non la conosce”, aggiunge Maria Grazia. “Inoltre, l’attività di restituzione che noi docenti facciamo in classe rappresenta uno stimolo affinché poi, a casa, gli studenti possano organizzare il proprio studio nei tempi e nei modi che desiderano. La tecnologia è multimodale, dà la possibilità di declinare i contenuti attraverso strumenti diversi, come podcast, video, quiz, flashcard, dimostrando così di poter personalizzare l’apprendimento, secondo i principi dell’Universal design for learning”.
L’argomento trattato in classe è importante per il momento successivo dello studio in solitaria, a casa. “Possiamo creare un video per introdurre un nuovo argomento e renderlo, così, coinvolgente. O ancora, si può dar vita a schede di ripasso prima di andare avanti. Questa estrema fluidità rappresenta anche un modo per far emergere le propensioni dei giovani alunni, destrutturare contesti tradizionali in cui una classe riceve un compito da svolgere unico, che non valorizza le differenze. Il docente ha la possibilità di far emergere le singole ricchezze degli alunni e quanto ciascuno ha da dare alla comunità della classe!”
Si tratta di una modalità di apprendimento inclusivo, che lascia il tempo per una sperimentazione e una rielaborazione a casa. In classe avviene il lavoro più delicato: “I contenuti sono sempre condivisi perché elaborati su piattaforme che il docente ha sempre a disposizione. Il modo migliore per avvicinare i giovani alla tecnologia è creare giochi educativi, far percepire l’utilità di quello che usano. Il mondo va avanti molto velocemente e noi docenti stiamo aiutando a diffondere strumenti di lettura della realtà, che sono di grande valore”.
Intervista di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.